Inspiring Stars, per un mondo migliore

Visitatrici alla mostra. Crediti: Silvia Casu / Inaf

«L’astronomia può davvero avere un impatto profondo, non solo nel mondo della ricerca scientifica ma soprattutto nella società. Sogniamo un mondo realmente inclusivo, senza barriere, dove a chiunque sia permesso l’accesso paritario ai risultati e ai metodi della ricerca astronomica». Con queste parole Piero Benvenuti, Segretario generale uscente dell’International Astronomical Union (Iau), all’apertura dell’Assemblea generale attualmente in corso a Vienna ha ufficialmente inaugurato l’esposizione inclusiva Inspiring Stars.

«L’idea di una mostra inclusiva», ricorda Maria Rosaria D’Antonio, responsabile amministrativo dello Iau e una delle tre promotrici del progetto, «nasce lo scorso ottobre durante un viaggio a Cape Town, nella sede dell’Office of Astronomy for Development, dove lavora Wanda Diaz Merced, ricercatrice astronoma non vedente. Con Wanda volevamo creare qualcosa che mostrasse come l’astronomia possa davvero essere accessibile a tutti, anche in presenza di disabilità fisiche o intellettive, e a tutti i livelli, compreso quello della ricerca. Abbiamo coinvolto Lina Canas, dello Iau Office for Astronomy Outreach in Giappone, e lanciato una call di idee tra i paesi afferenti allo Iau. In dieci giorni siamo state sommerse di proposte da tutto il mondo!».

Da sinistra: Lina Canas, Maria Rosaria D’Antonio e Wanda Diaz Merced. Crediti: Silvia Casu / Inaf

Il risultato è, appunto, Inspiring Stars: una mostra – esposta per la prima volta all’Austria Center Vienna, sede della General Assembly Iau – che comprende varie installazioni per l’esplorazione multisensoriale dell’universo: exhibit tattili (libri, mappe, modelli 3d di telescopi, pianeti, costellazioni e galassie), ma anche telescopi accessibili agli ipovedenti e software per la sonificazione di dati astronomici per la ricerca.

«Inspiring Stars è una mostra pensata per essere itinerante, facilmente modulabile e trasportabile, in continua evoluzione», spiega Wanda Diaz Merced. «Nella nostra idea, vorremmo che diventasse un’occasione di discussione, un momento di ispirazione per nuove iniziative locali di inclusione, in un processo a valanga che speriamo possa creare un vero cambio di mentalità e porti non solo all’abbattimento delle barriere ma anche al riconoscimento delle diversità come valore e arricchimento».

Visitatori alle prese con l’exhibit Inaf “Sense the Universe“. Crediti: Silvia Casu / Inaf

Una delle installazioni presenti in Inspiring Stars è targata Inaf: si tratta di “Sense the Universe”, progetto multisensoriale ideato e realizzato da Stefania Varano dell’Ira di Bologna durante la sua tesi di dottorato. «I dati astronomici», dice Varano, «sono essenzialmente numeri e vanno dunque sempre tradotti in qualcosa di comprensibile per essere analizzati. Gli astronomi usano spesso le immagini in falsi colori. Per eliminare le barriere sensoriali, ho pensato di produrre una rappresentazione che traducesse i dati in stimoli, non solo visuali ma anche tattili, come l’intensità espressa in forma di colonne di bulloni a diverse altezze, o sonori, come note di pianoforte a diverse frequenze per indicare diverse distanze degli oggetti rappresentati. In “Sense the Universe” i dati usati sono reali, tratti dalle survey First, Vipers e Sdss».

«Il progetto Inspiring Stars», conclude Lina Canas, «è solo il primo passo di una nuova linea di azione promossa dallo Iau all’insegna dell’inclusione e dell’equità. Sfruttando gli eventi di celebrazione dei 100 anni previsti per il 2019, contiamo di portare Inspiring stars in giro per il mondo, identificando le reali necessità della comunità, e raccogliendo idee e progetti all’insegna dello slogan “astronomy for a better world”. C’è ancora moltissimo da fare, ma siamo pronti a raccogliere la sfida».

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Fonte: Inspiring Stars, per un mondo migliore