Martina Tremenda va a teatro

01.11.2018, ore 16:00

Martina Tremenda. Tavola di Angelo Adamo. Crediti: Inaf

È andata che ero stufo. Stufo marcio. In particolare, quella domenica mattina alle 6, ero stufo di due cose: di entrare nei negozi di abbigliamento e veder proposti a mia figlia (e alle figlie di tutti) abiti “da femmina”, in sfumature di rosa, pieni di bigiotteria e vezzeggiamenti, adatti, più che a ragazzine undicenni, a giovani adulte bamboleggianti. Il furto dell’ingenuità al prezzo di uno strass.

La seconda cosa di cui ero stufo era di arrivare la domenica mattina al nostro appuntamento mensile con i laboratori Astrokids, ideati da Laura Daricello (Inaf palermo) per i bambini con delle bellissime attività, ma senza avere una storia da raccontare. Martina Tremenda è nata così: da due necessità.

Martina è figlia mia, è vero: sono Genitore 1. Ma più che un genitore sono stato un’ostetrica: l’ho solo aiutata a nascere, con un carattere e una fisionomia chiara. Poi ho chiesto ai colleghi dell’Istituto nazionale di astrofisica di crescerla. Così quella di Martina è una vera famiglia allargata e variopinta: Laura Daricello e Rossella Muscolino (Inaf Palermo) sono Genitore 2 e Genitore 3, mentre Angelo Adamo, che le ha dato un’immagine con il suo tratto e la sua immaginazione, è Genitore 4.

Ma, alla fine, i veri genitori, quelli di cui si riconoscono le somiglianze, sono altri. Se il suo carattere onesto fino a essere irritante ricorda quello di Pippi Calzelunghe di Astrid Lindgren, la sua capacità di muoversi di pianeta in pianeta, di galassia in galassia, è quella di Giovannino Perdigiorno di Gianni Rodari. Ha costruito, non è chiaro come, un’astronave a pedali, efficace ma poco affidabile: come lei, tende a fare quel che le passa per il cervello (elettronico, nel suo caso) che ha il significativo nome di Genio.

Martina è anticonformista e indipendente, e non sempre si attiene alle regole della civile convivenza. Porta numerose trecce rosse, ha occhi grandi e una corporatura agile. È una preadolescente, non più una bambina, ma una ragazzina in trasformazione. Il suo carattere ha tratti decisi: mente instancabile, curiosa e per nulla docile, Martina non sta in silenzio. Ama le domande e si chiede se le risposte siano quelle giuste. Non le piace la solitudine e, quando è nello spazio, cerca amici oltre che conoscenze. Ama le cose buone, il cibo sano e vario: dalla cioccolata al salame, mica solo quinoa!

Quattro anni fa, le avventure di Martina e della sua astronave erano diventate un libro con esperimenti e giochi (Avventure e scoperte nello spazio, Scienza Express) illustrato appunto da Angelo Adamo, a supporto dei laboratori Astrokids realizzati in numerose sedi dell’Inaf.

Due anni fa, le filastrocche delle sue avventure sono state messe in musica dall’associazione Realtà Debora Mancini e rese disponibili online (su astrokids.inaf.it).

Ora, un altro salto di qualità: il primo novembre alle 16, presso il Teatro della Tosse, Martina Tremenda fa il debutto sul palco, nella cornice del Festival della Scienza di Genova.

Lo spettacolo Martina Tremenda nello spazio – e tu hai mai visto l’Universo?, messo in scena da Realtà Debora Mancini, per la regia di Filippo Tognazzo (Zelda) – professionisti del teatro con una grande attenzione al dialogo con la scienza – è rivolto ai bambini dagli 8 agli 11 anni.

Ma perché l’Inaf si prende la briga di produrre uno spettacolo teatrale? Semplice: per provare a zittire gli stereotipi. A Martina, che non è affatto tremenda, viene assegnato un compito quello sì tremendo: suggerire alle bambine il modo sincero di essere se stesse, evadendo dalla routine dei personaggi femminili che incontrano nella vita e nelle storie di tanti cartoni animati e nella testa di tanti esperti di marketing.

Fonte: Martina Tremenda va a teatro