Buffalo: un “bisonte” per le galassie primordiali

Abell 370 è uno dei primissimi ammassi di galassie in cui gli astronomi hanno osservato il fenomeno delle lenti gravitazionali, la deformazione dello spazio-tempo da parte del campo gravitazionale dell’ammasso che distorce la luce delle galassie che si trovano molto dietro di esso. Questo si manifesta come archi e striature nell’immagine, che sono le immagini allungate delle galassie di sfondo.

La conoscenza della formazione e dell’evoluzione delle primissime galassie nate nell’Universo è cruciale per la nostra comprensione del cosmo, e molte delle galassie più lontane a oggi conosciute sono state osservate grazie al telescopio spaziale Hubble. Il loro numero però è ancora troppo piccolo per permettere agli astronomi di stabilire se possano essere un campione rappresentativo. continua ...

Fisica dei plasmi, premio a Tommaso Alberti

17.09.2018

Tommaso Alberti. Crediti: Media Inaf

Lunedì prossimo, 17 settembre, aprirà il 104esimo Congresso nazionale della Società italiana di fisica (Sif), che proseguirà per i successivi cinque giorni presso l’Università della Calabria. Durante la cerimonia di inaugurazione del congresso, si terranno le premiazioni dei vincitori dei premi Sif 2018. Uno di questi, il premio “Vincenzo Ferraro” per la fisica dei plasmi è stato assegnato a Tommaso Alberti, 29enne originario di Castrovillari, ma da sempre vissuto a Laino Borgo, un piccolo paese ai piedi del Pollino, dalla parte di Cosenza. Alberti si è appassionato alla fisica durante il liceo scientifico a Mormanno, proseguendo poi gli studi all’Università della Calabria, occupandosi di evoluzione e simulazione del clima sulla Terra. Durante il dottorato ha ampliato la ricerca anche alle interazioni tra il vento solare e la magnetosfera terrestre, trascorrendo alcuni periodi presso l’Istituto di astrofisica e planetologia spaziali dell’Inaf di Roma, dove è oggi assegnista di ricerca, occupandosi di particelle energetiche solari e della loro relazione con la natura turbolenta del mezzo interplanetario, sotto la supervisione di Monica Laurenza. E dove – grazie a Giuseppe Consolini, ricercatore dello stesso istituto – è nata l’idea del lavoro che lo ha portato al premio, “per i suoi interessanti studi”, recita la motivazione, “sull’esistenza di una separazione di scala tra i processi legati alla dinamica veloce e lenta della magnetosfera terrestre”. continua ...

La lunga notte della ricerca

28.09.2018

Un momento della conferenza stampa presso la sede del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca a Roma

In una conferenza stampa che si è appena conclusa nella sede del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, aperta dal saluto del sottosegretario del Miur Lorenzo Fioramonti e che ha visto la partecipazione del presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) Nichi D’Amico, del presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) Fernando Ferroni, di quello del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Massimo Inguscio, del direttore generale dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) e di Andrea Zanini, portavoce dell’Agenzia spaziale italiana  (Asi) – è stata lanciata l’edizione 2018 della Notte europea dei ricercatori. continua ...

Scienza libera tutti con il Gold Open Access

Logo della cOAlition S. Crediti: scienceeurope.org

Proprio oggi, mercoledì 12 settembre 2018, il Parlamento europeo si sta occupando dei cambiamenti alla legge sul diritto d’autore. Cambiamenti, questi, che detteranno le modalità di comunicazione nell’era digitale e che interessano anche l’accesso all’informazione scientifica. Ed è proprio l’accesso all’informazione scientifica l’oggetto della cOAlition S, l’iniziativa nata il 4 settembre scorso tra la Commissione europea e alcune istituzioni e agenzie di ricerca, nazionali ed europee (c’è anche l’Infn, unica presenza italiana), il cui intento lo si evince già dalle maiuscole contenute all’interno del termine inglese cOAlition che dà il nome all’iniziativa: ‘OA’ sta infatti per Open Access, cioè accesso libero alla produzione scientifica ottenuta grazie a fondi pubblici, ovvero grazie ai risultati della ricerca finanziata da agenzie ed enti nazionali ed europei. Tutto questo a partire dal primo gennaio 2020. continua ...

Vlt va a caccia di gemme rare con Fors2

L’immagine, catturata nell’ambito del programma Gemme Cosmiche dell’ESO, mostra la bellezza dei cieli del sud quando le condizioni non consentono di effettuare osservazioni scientifiche.
Crediti:
ESO

Fors2 (FOcal Reducer and low dispersion Spectrograph 2), uno strumento montato sul Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso, ha osservato la galassia a spirale Ngc 3981 in tutto il suo splendore. L’immagine è stata acquisita nell’ambito del programma Gemme Cosmiche, che sfrutta le rare occasioni in cui le condizioni di osservazione non sono adatte per la raccolta di dati scientifici. Invece di tenerli inattivi, il programma Gemme Cosmiche dell’Eso consente di utilizzare i telescopi cileni per catturare immagini mozzafiato dei cieli del sud. continua ...

Esercitazione spaziale sui cieli di Ryugu

Le fasi salienti dell’avvicinamento in corso. Crediti: Media Inaf, Jaxa

Grandi manovre in corso attorno a Ryugu, a 280 milioni di km dalla Terra. Ha avuto inizio alle 8:25 ora italiana di questa mattina, martedì 11 settembre, la discesa di prova della sonda Hayabusa-2 verso la superficie dell’asteroide.

Il primo vero touchdown – durante il quale è previsto che la navicella della Jaxa raccoglierà dalla superficie di Ryugu alcuni campioni da spedire sulla Terra – è in programma per la fine di ottobre. Data la delicatezza dell’operazione, però, i tecnici della missione hanno previsto, appunto, una discesa di prova. Nome in codice TD1-R1 (touchdown 1 rehearsal 1), la manovra in corso in queste ore prevede che, alle 7:25 di mercoledì mattina, Hayabusa-2 giunga quasi a toccare Ryugu, a meno di 40 metri dalla superficie, senza però atterrare. continua ...

Intelligenza artificiale a caccia di ET

I ricercatori di Breakthrough Listen hanno utilizzato l’intelligenza artificiale per cercare nei segnali radio registrati i lampi radio veloci, individuandone molti più di quanto non potrebbero fare gli umani. Inoltre, stanno usando un algoritmo simile per cercare nuovi tipi di segnali candidati come segnali provenienti da civiltà extraterrestri. Crediti: Breakthrough Listen image

L’intelligenza artificiale ha invaso molti campi, tra i quali l’astronomia e la ricerca della vita intelligente nell’universo, portata avanti da molti anni dall’ambizioso programma Seti, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence. continua ...

La Sardegna spinge per l’Einstein Telescope

Alcuni partecipanti alla conferenza. Crediti: Paolo Soletta / Media Inaf

La Società italiana di relatività generale e fisica della gravitazione (Sigrav) organizza ogni due anni una lunga convention che fa il punto sulle ultime scoperte nell’ambito delle scienze fisiche e gravitazionali. Per quest’anno l’appuntamento è a Pula, in provincia di Cagliari, dove proprio in questi giorni – da sabato 9 a sabato 15 settembre – si stanno incontrando ricercatrici e ricercatori dei più importanti istituti coinvolti in questo settore: atenei e istituti di ricerca mondiali fra i quali, per l’Italia, il Gran Sasso Science Institute (Gssi), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). A fare gli onori di casa, le due università di Cagliari e di Sassari, da cui è partita la “pazza idea” di proporre la Sardegna come sito di realizzazione per il futuro interferometro di terza generazione chiamato Einstein Telescope. Un progetto grandioso che consiste nella creazione di un triangolo di tunnel sotterranei, di dieci chilometri di lato, all’interno dei quali ospitare sei interferometri per misurare onde gravitazionali e per compiere molti altri esperimenti di fisica. continua ...

Aurora polare visibile anche dagli Stati Uniti

Le previsioni aurorali del Noaa per il 10 e l’11 settembre 2018. Crediti: Noaa/Swpc

Sonno agitato per il Sole: è in corso una tempesta magnetica lieve, di livello G1 su una scala che arriva a 5, che sta generando bellissime aurore polari visibili anche da tutto il Nord degli Stati Uniti. La tempesta è scatenata da una raffica di vento solare, ossia il flusso di particelle del Sole, scagliata da un grande “buco” aperto nella parte più esterna della sua atmosfera, cioè la corona: un fenomeno possibile anche quando la nostra stella è nella fase di attività minima del suo ciclo di 11 anni. Lo sciame di particelle solari, secondo il servizio meteorologico nazionale del Regno Unito, ha raggiunto la Terra muovendosi alla velocità di 600 chilometri al secondo e inizialmente l’Agenzia americana per l’atmosfera e gli oceani (Noaa) aveva previsto per oggi una tempesta magnetica moderata, di livello G2. In quel caso, oltre a produrre spettacolari aurore, la tempesta avrebbe potuto creare problemi ai sistemi elettrici e disturbi alle comunicazioni radio alle alte latitudini. continua ...

Nasa protagonista agli Emmy Awards 2018

Cerimonia di premiazione degli Emmy Awords 2018 con la Nasa JPL protagonista per il Gran Finale di Cassini.

Il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa, nominato il 13 luglio scorso dall’Accademia delle Arti e delle Scienze della Televisione (Academy of Television Arts and Sciences) per l’eccezionale programma originale interattivo sul Gran Finale di Cassini, si è infine aggiudicato la famosa statuetta degli Emmy Awards.

Il premio Emmy è il più importante premio televisivo a livello internazionale, equivalente all’Academy Award (il “premio Oscar”) per il cinema, al Grammy Award per la musica e del Tony Award per il teatro. L’Academy of Television Arts and Sciences ideò gli Emmy Awards come un’opportunità per potenziare l’immagine e le pubbliche relazioni e la bellissima statuetta dorata che viene consegnata ai vincitori, simbolo dell’organizzazione, rappresenta una donna alata con un atomo tra le mani, dove le ali rappresentano la musa dell’arte e l’atomo rappresenta la scienza. continua ...

Viaggio alle origini del vento solare

Eugene Parker nel 2017. Crediti: Jean Lachat / UChicago

L’anno scorso Eugene Parker, novantenne professore emerito all’Università di Chicago,  ha ricevuto una telefonata da Thomas Zurbuchen, direttore delle missioni scientifiche della Nasa, che gli comunicava che l’Agenzia voleva cambiare il nome della sonda Solar Probe Plus per dedicarla a lui. Superato un momento di comprensibile stupore, Parker ha acconsentito e la sonda è diventata il Parker Solar Probe. Forse non pensava di fare la storia, ma è la prima volta che la Nasa dedica una missione ad uno scienziato vivente. continua ...

Vortici misteriosi raccontano la storia della Luna

Sonia Tikoo, assistant professor al Dipartimento di Scienze della Terra e Planetarie della Rutgers University – New Brunswick, osserva campioni di roccia lunare in una piastra di Petri. Foto: Nick Romanenko / Rutgers University

I lunar swirls, letteralmente vortici lunari, somigliano a luminose nuvole sinuose dipinte sulla superficie scura della Luna. Il più famoso, chiamato Reiner Gamma, è lungo quasi 64.5 chilometri. La maggior parte dei vortici condivide la posizione con potenti campi magnetici localizzati, i quali deflettono le particelle provenienti dal vento solare, facendo sì che alcune parti della superficie lunare si deformino più lentamente, originando pattern luminosi e scuri. continua ...

È nato prima l’uovo o la gallina?

Fabio Costa, ricercatore associato presso l’Università del Qeensland, Australia

L’argomento non è esattamente di quelli di quelli stretta attualità, visto che il paradosso “uovo o gallina” fu proposto per la prima volta – per descrivere il problema nella determinazione della relazione causa-effetto – dai filosofi dell’antica Grecia. Ma la risposta è fresca di giornata: un team di fisici dell’Università del Queensland e del Neel Institute ha mostrato che, per quanto riguarda la fisica quantistica, sia la l’uovo che la gallina possono venire per primi. I risultati di questo nuovo studio sono stati pubblicati su Physical Review Letter. continua ...

Curiosity a caccia della tempesta maledetta

Mentre sotto il polo Sud di Marte i ricercatori italiani guidati dall’Inaf hanno trovato un lago di acqua liquida fredda e salata, dall’altra parte del Pianeta rosso il rover della Nasa Curiosity  continua il suo viaggio lento ma inesorabile attraverso rocce appuntite e lande sabbiose sconfinate a caccia di campioni di suolo da studiare. Al Sol (giorno marziano) 2164, Curiosity ha guidato per “ben” 19,72 chilometri – ehi, siamo su Marte e nessuno gli mette fretta! – all’interno del cratere Gale e da tempo ormai sta scandagliando il crinale di Vera Rubin. Trapanando qui e là, il robottino a sei ruote ha inviato a terra numerose foto e riprese, tra cui l’ultimo panorama a 360° pubblicato dall’Agenzia spaziale americana in cui si vede anche la terrificante tempesta che sta imperversando su Marte da giugno. continua ...

Trucchi quantistici per le onde gravitazionali

Eugene Polzik e Farid Khalili, della collaborazione Ligo e della Moscow State University, autori dello studio uscito su Physical Review Letters. Crediti: Ola J. Joensen

L’ambizione è notevole: migliorare le prestazioni di macchine al limite dell’incredibile come gli interferometri per onde gravitazionali Ligo e Virgo – già oggi in grado di rilevare deformazioni dello spaziotempo di appena qualche frazione del raggio di un protone. E tutto grazie a quello che gli stessi autori, un team di fisici del Niels Bohr Institute, all’università di Copenhagen, definiscono un “trucco quantistico”: una sorta di “filtro”, formato da una nube di cento milioni di atomi di cesio, capace di neutralizzare la cosiddetta quantum back action – un effetto indesiderato legato al principio di indeterminazione di Heisenberg. continua ...