Prima luce al Vlt per l’Adaptive Optics Facility

All’interno di Ut4 del Vlt, come parte del sistema di ottiche adattive, il sistema laser per creare stelle artificiali punta al cielo durante le prime osservazioni con lo strumento Muse. Crediti: Eso / Roland Bacon

Il sistema Aof (dall’inglese Adaptive Optics Facility) è un progetto a lungo termine per il Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso al fine di fornire un sistema di ottica adattiva per gli strumenti montati su Ut4 (la quarta unità del Vlt), il primo dei quali è lo strumento Muse (Multi Unit Spectroscopic Explorer). continua ...

Tra Perseidi ed eclissi

Quello del 2017 sarà un agosto “caldo”, anche dal punto di vista astronomico, tra eclissi e sciami meteorici, primo tra tutti quello delle Perseidi. Purtroppo per noi italiani, però, l’eclissi totale di Sole del 21 sarà completamente invisibile: l’evento sarà infatti osservabile soprattutto negli Stati Uniti: la zona di totalità attraverserà infatti gli Usa da ovest ad est. Andrà un po’ meglio per quella parziale di Luna la sera del 7 agosto: in gran parte dell’Italia il nostro satellite sorgerà proprio in concomitanza della fase di massimo e potremo quindi cercare di seguire la sua uscita dal cono di penombra quando ancora sarà molto basso sull’orizzonte. continua ...

Quant’è difficile mantenere una buona atmosfera

Rappresentazione artistica della superficie del pianeta Proxima b in orbita attorno alla nana rossa Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema solare. In alto a destra rispetto a quest’ultima, s’intravede anche la stella doppia Alpha Centauri AB. Crediti: Eso/M. Kornmesser

A solo quattro anni luce di distanza, Proxima Centauri b (o Proxima b) è il pianeta extrasolare più vicino conosciuto, ma del quale non abbiamo alcuna indicazione riguardo alla presenza di un’atmosfera, né tantomeno sulla sua composizione. continua ...

Supernova metallara nell’Orsa maggiore

Crediti: Jin Ma (Beijing Planetarium) / Nasa Apod

L’hanno individuata il 23 maggio scorso nel mare di dati raccolti dal satellite Gaia dell’Agenzia spaziale europea. E subito l’hanno battezzata “supernova heavy metal”: un nickname che si scrollerà di dosso a fatica. Evocativo al punto giusto, pertinente come accade di rado. Uno dei tratti distintivi di Sn 2017egm, questo il nome ufficiale della supernova, è infatti la potenza: appartiene alla categoria delle cosiddette superluminose, le più brillanti. «Sono supernove molto più luminose della media: emettono in qualche mese l’equivalente di energia che il Sole emetterebbe in 300 miliardi di anni», dice a Media Inaf Raffaella Margutti, laurea e dottorato alla Bicocca, attualmente astrofisica alla Northwestern University (Stati Uniti), nonché coautrice dello studio guidato da Matt Nicholl, di Harvard, in uscita su The Astrophysical Journal Letters. Intense e rare: negli ultimi dieci anni, fra le migliaia di supernove conosciute, di superluminose gli astronomi ne hanno individuate a stento una cinquantina. continua ...

Onde gravitazionali: Virgo entra in presa dati

Uno dei bracci dell’interferometro Virgo. Crediti: Ufficio comunicazione Infn

Oggi, 1 agosto, l’interferometro Virgo è entrato ufficialmente in presa dati affiancando i due rivelatori americani Ligo già attivi nella caccia alle onde gravitazionali. All’esperimento l’Italia partecipa con l’Istituto nazionale di fisica nucleare.

L’entrata di Virgo, che si trova a Cascina (Pisa) presso lo European Gravitational Observatory (Ego), segna un passo in avanti fondamentale per il programma di ricerca delle onde gravitazionali. Infatti, solo con tre rivelatori attivi contemporaneamente è possibile, grazie alla triangolazione, potenziare enormemente la capacità di localizzazione delle sorgenti da cui si originano le onde gravitazionali. Questo ci permetterà di osservare la regione di cielo da cui è arrivata l’onda gravitazionale alla ricerca di segnali di altro tipo (elettromagnetico o neutrini). continua ...