Fotoni Zelig: si trasformano in assioni

Campo magnetico intergalattico prodotto da Franco Vazza e rielaborato da
Vazza F., Brüggen M., Gheller C., Wang P., 2014, Mnras, 445, 3706-3722

Come in un rocambolesco thriller pieno di fughe e travestimenti, è un continuo scambio di identità quello a cui potrebbero andare incontro i fotoni provenienti da lontanissime fonti luminose, come i blazar, nel loro percorso attraverso l’universo. Un’operazione, questa, che permetterebbe a queste piccolissime particelle di luce di sfuggire a un nemico che, se incontrato, li annienterebbe. È questo il fenomeno studiato da un gruppo di ricercatori provenienti dall’Università del Salento, Bari, Infn, Inaf e Sissa grazie a nuovissimi modelli di simulazione che riproducono come mai prima la complessità del cosmo. Normalmente i fotoni ad altissima energia (raggi gamma) si dovrebbero “scontrare” con la luce di fondo emessa dalla galassie trasformandosi in coppie di particelle di materia e antimateria, come previsto dalla teoria della relatività. Per questo motivo le fonti di raggi gamma ad altissima energia dovrebbero apparire molto meno luminose di quanto in molti casi si è invece osservato. Una possibile spiegazione di questa sorprendente anomalia è che i fotoni di luce si trasformino in ipotetiche particelle debolmente interagenti, gli “assioni”, che, a loro volta, si tramuterebbero in fotoni, tutto grazie all’interazione con i campi magnetici. Con queste metamorfosi, una parte dei fotoni sfuggirebbe all’interazione con la luce di fondo intergalattica che li farebbe scomparire. L’importanza di questo processo è rimarcata dallo studio, pubblicato su Physical Review Letters, che ha ricreato un modello estremamente raffinato della Cosmic Web, una rete di filamenti composti da gas e materia oscura presente in tutto l’universo, e dei suoi campi magnetici. Gli effetti predetti attendono ora un confronto con quelli ottenuti sperimentalmente con i telescopi di nuova generazione Cherenkov Telescope Array. continua ...

Fonte d’energia inattesa per le aurore di Giove

Immagine aurorale dell’aurora meridionale di Giove, utilizzata nello studio e ottenuta con lo spettrografo ultravioletto (UVS) in dotazione a Juno il 2 febbraio 2017. Questa immagine sovrappone tre diverse gamme di lunghezze d’onda e le codifica a colori in modo tale che il rosso, il verde e il blu indichino rispettivamente elettroni ad alta, media e bassa energia che hanno un impatto sull’atmosfera. La striscia in alto a sinistra è la coda aurorale causata dalla luna di Giove Io. Crediti: G. Randy Gladstone continua ...

Tempesta solare, arrivo previsto per venerdì 8

Crediti: Nasa/Goddard/Sdo

«È confermata l’espulsione di una Cme [coronal mass ejection, ndr] nel corso del brillamento X9.3 di ieri, mercoledì 6 settembre, che si stima arriverà in prossimità della Terra il giorno 8 settembre e potrebbe eccitare una tempesta geomagnetica di intensità elevata». Questo l’ultimo bollettino sull’intensa eruzione solare di ieri, riferito pochi minuti fa a Media Inaf da Mauro Messerotti dell’Osservatorio astronomico di Trieste, senior advisor dell’Inaf per lo space weather. continua ...

Un asteroide a colazione: il parere dell’astrofisico

Giovanni Valsecchi, astrofisico all’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali dell’Inaf di Roma

A meno che non viviate sotto un macigno, vi sarete sicuramente accorti che – da una settimana a questa parte – sembra che sui social media ci sia ormai un solo argomento di discussione. Parliamo proprio di lui: del celeberrimo spot di una merendina nel quale un asteroide va a colpire due ignari genitori che esprimono scetticismo riguardo ai sofisticati desideri alimentari della figlia. Il dibattito, come il meteorite, è infuocato: abbiamo letto editoriali di preminenti opinionisti, interventi di psicologi e semiologi, lettere aperte di associazioni di genitori, giudizi di esperti di marketing, nonché i commenti delle nostre zie su Facebook. E qui a Media Inaf ci siamo chiesti, data la natura del fenomeno: non sarà il caso di sentire anche un astronomo? Abbiamo dunque fatto quattro chiacchiere con Giovanni Valsecchi, ricercatore presso l’Istituto di astrofisica e planetologia spaziali dell’Inaf di Roma ed esperto di meccanica celeste. Chi meglio di lui per gettare luce sull’accuratezza scientifica dello spot incriminato? continua ...

Scoperta una pulsar binaria da record

Da sinistra: Andrea Possenti, Andrew Cameron e Marta Burgay

A cinquant’anni esatti dalla scoperta della prima pulsar da parte di Jocelyn Bell e Antony Hewish (quest’ultimo insignito del premio Nobel per la Fisica nel 1974), un team internazionale di astrofisici, del quale fanno parte anche Andrea Possenti e Marta Burgay dell’Inaf di Cagliari, ha individuato il sistema binario più estremo che si conosca fra quelli che contengono questo tipo di oggetti: nel caso specifico, una pulsar e una stella di neutroni in orbita l’una attorno all’altra. Nel punto di massimo avvicinamento – che si ripete ogni 4.4 ore – la pulsar e la sua compagna vengono a trovarsi così vicine che potrebbero stare comodamente all’interno del nostro Sole. E le accelerazioni in gioco raggiungono il valore record di 70 g: vale a dire, settanta volte l’accelerazione gravitazionale alla quale è soggetto un corpo in caduta libera qui sulla Terra. continua ...

Ufo a Varsavia: intervista a Francesco Tombesi

Francesco Tombesi al Goddard Space Flight Center della Nasa, con lo specchio primario del Jwst sullo sfondo

Siamo al congresso internazionale “The power of X Spectroscopy“, che dal 6 al 9 settembre 2017 riunisce a Varsavia la comunità internazionale dell’astrofisica delle alte energie. Il congresso è finanziato da Ahead (Integrated Activities for High Energy Astrophysics), un progetto europeo H2020 guidato dall’Inaf Iaps di Roma, che mira a coniugare gli sforzi e rafforzare la comunità dell’astrofisica delle alte energie. Tra i vari argomenti dei quali, a partire da oggi, si parlerà in questi giorni nella capitale polacca ci sono anche gli Ufo, acronimo per ultrafast outflows: getti ultrarapidi di materia ionizzata espulsi da buchi neri supermassicci al centro delle galassie con nucleo attivo. L’autore del talk è Francesco Tombesi, vecchia conoscenza di Media Inaf. continua ...