Esopianeti abitabili: arrivano i 4 di Speculoos

I telescopi del progetto Speculoos Southern Observatory guardano lo straordinario cielo notturno sopra il Deserto di Atacama, in Cile. Crediti:
Eso/ P. Horálek

Lo Speculoss Southern Observatory (Sso) è stato installato con successo all’Osservatorio del Paranal dell’Eso e ha ottenuto le sue prime immagini di ingegneria e calibrazione – un processo noto come prima luce. Dopo aver terminato questa fase di rodaggio, la nuova schiera di telescopi cercatori di pianeti inizierà le operazioni scientifiche, con l’inizio delle osservazioni nel gennaio 2019. continua ...

I saltellanti Minerva arrivano su Ryugu

Immagine dell’asteroide Ryugu presa dalla sonda Hayabusa2 con lo strumento wide-angle camera ONC-W1. Crediti: Jaxa

Cosa ha di speciale la missione Hayabusa-2 (che vuol dire falco pellegrino) della Japan Aerospace Exploration Agency (Jaxa)? Riporterà sulla Terra campioni dell’asteroide 162173 Ryugu, che si trova a 300 milioni di chilometri dalla Terra e tutto questo anche grazie a dei piccoli robottini. Dopo l’esercitazione della settimana scorsa, il primo dei rover Minerva-II (MIcro Nano Experimental Robot Vehicle for Asteroid, seconda generazione) è stato depositato con successo sulla superficie dell’asteroide a forma di diamante (o di il dango, un tradizionale dolce di riso giapponese). continua ...

Arrivano le nanoantenne

Nel riquadro in alto, schema del sistema di misura riportato nello studio, con il “thin-film bulk acoustic wave resonator” magnetoelettrico (ME FBAR), ovvero la nanoantenna, rappresentato dal cerchietto rosso. In basso, immagine dell’ME FBAR ottenuta con un microscopio elettronico a scansione. Fonte: Tianxiang Nan et al., Nature Communications, 2017

Sono antenne “Nems”, dall’acronimo inglese per “sistemi nanoelettromeccanici”, e promettono di abbattere uno fra i limiti che più condizionano i progettisti nel continuo processo di miniaturizzazione dei dispositivi elettronici: il rapporto fra dimensione dell’antenna, appunto, e lunghezza d’onda del segnale che devono ricevere o trasmettere. Rapporto che, anche per le antenne più compatte, difficilmente può scendere al di sotto di un decimo. Affidandosi a un sistema di concezione completamente diversa, descritto oggi su Nature Communications e basato su membrane risonanti a specifiche frequenze acustiche, un team di ricercatori della Northeastern University di Boston, nel Massachusetts, è invece riuscito a sviluppare antenne con dimensioni indipendenti dalla lunghezza d’onda. continua ...