La grande collisione che ha cambiato la Via Lattea

Rappresentazione artistica dell’incontro tra la nostra galassia, la Via Lattea, e la più piccola galassia Sausage, avvenuto tra 8 e  10 miliardi di anni fa. La registrazione di questo antico incontro è ancora conservata nelle velocità e nella chimica delle stelle. Crediti: V. Belokurov (Cambridge, UK); Based on image by Eso/Juan Carlos Muñoz

Tra otto e dieci miliardi di anni fa non avreste voluto abitare in questa galassia, poiché la situazione sarebbe stata abbastanza caotica. Un gruppo internazionale di astronomi ha infatti scoperto che in quel periodo la Via Lattea si stava scontrando frontalmente con un’altra galassia, più piccola, che ha avuto la peggio, venendo fatta a pezzi dallo scontro. Lo schianto cosmico è stato comunque un evento determinante anche nella storia della Via Lattea, di cui ha ridisegnato la struttura, modellando sia il suo bulge -il nucleo interno- che l’alone esterno, secondo quanto descritto dagli astronomi in una serie di nuovi articoli, pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, The Astrophysical Journal Letters e arXiv.org. continua ...

Chury originata da una collisione catastrofica

Immagine della cometa Chury scattata dalla sonda spaziale Rosetta. Crediti: Esa/Rosetta/Navcam – CC BY-SA IGO 3.0.

Da quando Giotto visitò la cometa di Halley nel 1986, altre sonde spaziali sono volate vicino a diversi nuclei cometari, come ad esempio Stardust, che ha incontrato le comete 81P-Wild e Tempel 1, oppure Deep Impact, che il 4 luglio 2005 ha impattato il nucleo della stessa cometa visitata da Stardust, la Tempel 1, con lo scopo di studiarne la composizione interna. Da queste osservazioni si è riscontrato che la maggior parte delle comete sembra avere una forma allungata o addirittura composta da due lobi, come la nota Chury (67P/Churyumov–Gerasimenko), che è stata studiata nel dettaglio dalla sonda spaziale Rosetta e dal lander Philae nel 2014 e 2015. Gli astronomi ritengono che questa strana forma possa essere dovuta alla fusione di due comete precedentemente separate. In accordo con questa teoria, le due comete dovrebbero essere caratterizzate da una densità molto bassa ed essere ricche di elementi volatili, che permettono loro di muoversi molto lentamente, in modo tale da consentire un delicato avvicinamento, senza che si verifichi uno scontro distruttivo. Per una serie di ragioni, è presumibile che questo tipo di incontri “gentili” si siano potuti verificare solo nelle fasi iniziali del Sistema solare, più di quattro miliardi di anni fa. Questo però solleva perplessità su come oggetti del genere, così fragili, antichi e delle dimensioni di Chury, siano riusciti a sopravvivere fino ad ora dato che sono costantemente soggetti a collisioni nelle regioni dove orbitano. continua ...

Collisione galattica nell’ammasso di Pandora

L’ammasso di Pandora (conosciuto tecnicamente come Abell 2744) è letteralmente un immenso laboratorio cosmico a 4 miliardi di anni luce dalla Terra che i ricercatori sfruttano per studiare i processi di formazione stellare e l’interazione prodotta dallo scontro tra differenti tipi di materia. È anche il risultato di un drammatico ed esplosivo scontro galattico: nelle immagini qui sotto vedete, infatti, la gigante collisione che ha coinvolto per 350 milioni di anni quattro grossi agglomerati di galassie (centinaia e centinaia) e che ha portato alla creazione di questa immensa regione. continua ...

Collisione con nascita di stelle

Questa immagine, scattata con il telescopio spaziale Hubble, mostra la galassia Ngc 4490. L’aspetto disperso e distorto della galassia è il risultato di una collisione cosmica avvenuta in passato con un’altra galassia, Ngc 4485. Le forze di marea estreme tra le due galassie hanno intagliato le forme e le proprietà di Ngc 4490, le regioni periferiche di quella che era una galassia a spirale sono state allungate, guadagnandole il soprannome di Cocoon Galaxy. Crediti: Esa/Hubble e Nasa continua ...