Nelle spire di Apep, il serpente cosmico

Lo strumento Visir installato sul Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso ha catturato questa straordinaria immagine di un massiccio sistema stellare triplo appena scoperto. Crediti:
Eso/Callingham et al

Questo vortice a serpentina, catturato dallo strumento Visir sul Vlt (Very Large Telescope) dell’Eso, ha davanti a sé un futuro esplosivo. È un sistema di tipo Wolf-Rayet e la probabile fonte di uno dei fenomeni più energetici dell’universo: un lampo di luce gamma (Grb) di lunga durata. continua ...

Ecco Hyperion, l’antico titano cosmico

Il proto-superammasso di galassie soprannominato Hyperion è stato scovato grazie a nuove misure e un complesso esame dei dati di archivio. È la struttura più grande e più massiccia mai trovata in questa ubicazione così lontana nel tempo e nello spazio – a soli due miliardi di anni dopo il Big Bang. Crediti: Eso/L. Calçada & Olga Cucciati et al.

È la più grande e massiccia struttura cosmica mai scoperta nell’universo remoto: a poco più di due miliardi di anni di distanza dal Big Bang, uno sterminato superammasso di galassie primordiali, o proto-superammasso. L’enorme massa del proto-superammasso è di oltre un milione di miliardi di volte quella del Sole, simile a quella delle più grandi strutture oggi osservate nell’universo, ma a un’epoca assai remota della sua storia. I ricercatori che l’hanno scoperto, tra cui alcuni dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Bologna, Milano e Roma, guidati da Olga Cucciati dell’Inaf di Bologna, l’hanno ribattezzato Hyperion, nome antico di Iperione, il titano della mitologia greca. continua ...

Xxl: censimento cosmico ancora più smisurato

Una vista a varie lunghezze d’onda dell’ammasso di galassie XLSSC006 che combina osservazioni nei raggi X del satellite Esa Xmm-Newton nell’ambito della survey XXL (mostrato in viola) assieme a dati nell’ottico e nell’infrarosso del telescopio Canada-Francia-Hawaii (Cfht)- un immagine a tre colori nel filtro blu (u), rosso (r) mostrato in verde e vicino-infrarosso (z), mostrato in rosso. Crediti: Esa/Xmm-Newton (Raggi X); Cfht (ottico); XXL Survey

Xxl, il più grande censimento di ammassi di galassie mai realizzato dal telescopio Xmm-Newton dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), compie un nuovo decisivo balzo in avanti. I nuovi cataloghi che verranno pubblicati nel numero speciale della rivista Astronomy&Astrophysics contengono ben 365 ammassi di galassie e 26 mila nuclei galattici attivi (Agn), ampliando notevolmente la prima serie di dati, rilasciati a fine 2015, che presentava i cataloghi di 1.000 Agn e di 100 ammassi di galassie. Con la seconda serie di dati che viene resa ora disponibile, Xxl fa un passo decisivo per completare il suo obiettivo finale: vincolare i parametri cosmologici usando principalmente gli ammassi di galassie. Si tratta della prima volta in cui un numero così cospicuo di ammassi e Agn, selezionati nella banda dei raggi X, è osservato in un volume ininterrotto di spazio fino a grande distanza. Questi dati permettono di ricostruire con ricchezza di dettagli la struttura dell’Universo su larga scala e la sua evoluzione nel tempo e di cominciare a fornire test del modello cosmologico in cui viviamo. continua ...

Spazio cosmico e immaginario poetico

16.05.2018, ore 22:00

“Cateto”, di Mirko Panzeri

Mercoledì 16 maggio si celebra la prima Giornata mondiale della luce, proclamata dall’Unesco a seguito del successo ottenuto durante l’Anno internazionale della luce nel 2015. In quest’occasione, l’Inaf di Torino e Infini.to espongono i progetti vincitori e le migliori immagini selezionate dalla giuria del concorso “2015: Anno della Luce – Cosmografie: spazio cosmico ed immaginario poetico”, un’iniziativa della sede torinese dell’Istituto nazionale di astrofisica e di Phos (Centro polifunzionale per la fotografia e le arti visive) promossa proprio nel 2015 per celebrare l’Anno internazionale della luce e 100 anni della teoria della relatività generale, confermata proprio grazie alle misure di deflessioni della luce stellare da parte del Sole. continua ...

Anatomia di un serpente cosmico

Il “serpente cosmico” è l’immagine multipla di una galassia distante prodotta da un potente effetto di lente gravitazionale. Crediti: Antonio Cava / Università di Ginevra

Possibile che, in un lontano passato, l’universo fosse regolato da leggi diverse o, quanto meno, vi fossero condizioni fisiche di formazione stellare differenti dalle attuali? Questo è ciò che lasciavano supporre alcune osservazioni di galassie molto distanti effettuate dal Telescopio spaziale Hubble: osservazioni che rivelavano la presenza di gigantesche regioni di formazione stellare, agglomerati di gas e stelle che raggiungevano dimensioni fino un migliaio di volte maggiori rispetto a quelle osservate nell’universo vicino. Per di più, questi mega incubatori cosmici sembravano essere onnipresenti nelle galassie presenti agli albori dell’universo. continua ...