Einstein arriva su Mercurio con Isa

Alta sensibilità e tecnologia all’italiana di cui andar fieri. L’Italian Spring Accelerometer (Isa) è uno degli strumenti italiani che partiranno alla volta di Mercurio a bordo di una delle due sonde che compongono la missione BepiColombo di Esa e Jaxa. Con Symbio-Sis, Serena e l’esperimento More, Isa è a bordo della sonda europea Mpo (Mercury planetary orbiter). Isa è un accelerometro a tre assi in grado di misurare le più piccole accelerazioni che agiranno sulla sonda e sarà in funzione per tutta la durata della fase di crociera. Il suo ruolo, insieme a More, è quello di aumentare le prestazioni della determinazione orbitale per misurare il campo gravitazionale di Mercurio. continua ...

La Sardegna spinge per l’Einstein Telescope

Alcuni partecipanti alla conferenza. Crediti: Paolo Soletta / Media Inaf

La Società italiana di relatività generale e fisica della gravitazione (Sigrav) organizza ogni due anni una lunga convention che fa il punto sulle ultime scoperte nell’ambito delle scienze fisiche e gravitazionali. Per quest’anno l’appuntamento è a Pula, in provincia di Cagliari, dove proprio in questi giorni – da sabato 9 a sabato 15 settembre – si stanno incontrando ricercatrici e ricercatori dei più importanti istituti coinvolti in questo settore: atenei e istituti di ricerca mondiali fra i quali, per l’Italia, il Gran Sasso Science Institute (Gssi), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). A fare gli onori di casa, le due università di Cagliari e di Sassari, da cui è partita la “pazza idea” di proporre la Sardegna come sito di realizzazione per il futuro interferometro di terza generazione chiamato Einstein Telescope. Un progetto grandioso che consiste nella creazione di un triangolo di tunnel sotterranei, di dieci chilometri di lato, all’interno dei quali ospitare sei interferometri per misurare onde gravitazionali e per compiere molti altri esperimenti di fisica. continua ...

Anche il buco nero s’inchina ad Albert Einstein

Questa simulazione mostra le orbite delle stelle molto vicine al buco nero supermassiccio nel cuore della Via Lattea. Una di queste stelle, denominata S2, orbita ogni 16 anni ed è passata molto vicino al buco nero nel maggio 2018. Questo è un laboratorio perfetto per testare la fisica gravitazionale e in particolare la teoria della relatività generale di Einstein. Crediti: Eso/L. Calçada/spaceengine.org

Oscurato da spesse nubi di polvere opaca, il buco nero supermassiccio più vicino alla Terra si trova a circa 26mila anni luce da noi, nel cuore della Via Lattea. Questo mostro gravitazionale, con una massa di quattro milioni di volte quella del Sole, è circondato da un piccolo gruppo di stelle che gli orbitano intorno ad alta velocità. Questo ambiente estremo – il campo gravitazionale più forte nella nostra galassia – è il luogo ideale per esplorare la fisica gravitazionale e in particolare per verificare la teoria della relatività generale di Einstein. continua ...

Pesare le stelle con la lente di Einstein

Previsione del moto della stella Ross 322. La stella, nel riquadro blu, farà da lente gravitazionale per la stella di fondo al centro del cerchio verde il prossimo 8 agosto. Crediti: Jonas Klüter et al.

Pesare le stelle non è un compito facile: sono particolarmente restie a salire su una bilancia.  Soprattutto, è difficile misurare la loro massa quando non fanno parte di sistemi binari. Ma se si hanno a disposizione  sulla Terra telescopi in grado di vedere un essere umano sulla superficie della Luna, il compito diventa un po’ più facile. continua ...

Proxima Centauri sulla bilancia di Einstein

Alice Zurlo, prima autrice dello studio

Proxima Centauri è la stella più vicina al Sole. Questa nana rossa, parte di un sistema di stelle triplo, si trova infatti a solo 4.2 anni luce da noi. La sua massa è stata stimata indirettamente grazie alla relazione massa-luminosità, un metodo che lascia grandi incertezze nelle misure, influenzando la nostra conoscenza delle proprietà di Proxima Centauri. La scoperta nel 2016 di un esopianeta terrestre che le orbita intorno ha reso ancora più interessante conoscere la stella, dalle cui proprietà si possono ricavare anche informazioni utili per il suo ospite. Per affinare la misura della massa di Proxima Centauri, un gruppo di ricercatori guidato dalla 31enne Alice Zurlo, professoressa all’Università Diego Portales di Santiago (Cile) e associata Inaf, prendendo al volo l’occasione offerta dalla previsione di un passaggio della stella vicino a due stelle di fondo, ha proposto un metodo alternativo: il microlensing gravitazionale. Il risultato è la prima e per ora unica stima di massa gravitazionale per Proxima Centauri: 0.150 volte la massa del Sole. Assumendo tale massa per la stella, la massa minima del suo pianeta , Proxima Centauri b, risulta 1.56 volte la massa della Terra. continua ...

Test a tre stelle per Albert Einstein

La pulsar e la nana bianca interna sono su un’orbita di 1.6 giorni. Questa coppia è in un’orbita di 327 giorni con la nana bianca esterna, molto più lontana. Impressione d’artista del sistema. Crediti: Ska organization

Niente da fare anche questa volta per i detrattori della teoria della relatività generale di Einstein, anzi: un nuovo studio pubblicato oggi su Nature mostra come la teoria del geniale fisico tedesco regga meglio di altre teorie alternative della gravità alla prova dei sistemi stellari più estremi. continua ...

Un test per la gravità di Einstein

La lente gravitazionale della galassia LRG 3-757 scattata con la Wide Field Camera 3 dell’Hubble Space Telescope. Crediti: ESA/Hubble & NASA

Il più accurato test sulla gravità fuori dal Sistema solare. È ciò che ha realizzato un gruppo di ricercatori guidati da Thomas Collett dell’Istituto di Cosmologia e Gravitazione presso l’Università di Portsmouth utilizzando i dati raccolti dal telescopio orbitante Hubble della Nasa e dal Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso in Cile. I risultati, pubblicati su Science, confermano – ancora una volta – quanto previsto da Albert Einstein nella sua Teoria generale della relatività in merito al comportamento delle galassie su larga scala. continua ...

Einstein Telescope, la grande attesa

Sardegna e ancora Sardegna. Dopo Srt e le prospettive di “regione spaziale” di cui abbiamo scritto la settimana scorsa, questa volta a Cagliari si è parlato della captazione delle onde gravitazionali e del progetto italiano relativo all’Einstein Telescope, il rivelatore in sottosuolo di cui si sta studiando a livello europeo la possibile collocazione.

L’incontro – che si è tenuto ieri, lunedì 18 giugno, al Dipartimento di fisica dell’università di Cagliari, e al quale ha preso parte, con un videomessaggio, anche il presidente dell’Inaf Nichi D’Amico – è stato dunque caratterizzato dall’attesa per la scelta del sito, che avverrà comunque nei prossimi anni. Ne ha parlato il coordinatore del progetto Einstein Telescope per il nostro paese, Michele Punturo dell’Infn di Perugia, la persona in assoluto in Italia più aggiornata sul progetto nonché sui “dietro le quinte” relativi ai nostri competitor per la scelta del sito. La Sardegna, infatti, compete con alternative molto ben strutturate e politicamente abbastanza forti, come è il caso del progetto olandese, che prevede un triangolo con un vertice in Olanda, uno in Belgio e uno in Germania. Altro concorrente è l’Ungheria, che ha una sismicità molto bassa. continua ...

La Sardegna è pronta per l’Einstein Telescope

Rendering artistico dell’Einstein Telescope. Crediti: Ego Collaboration

Il futuro dell onde gravitazionali potrebbe essere a due passi da noi, anzi nel nostro stesso Paese. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) sosterrà, infatti, la candidatura della Regione Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope (Et), un centro europeo per l’osservazioni delle increspature del tessuto dello spazio-tempo, nella miniera metallifera di Sos Enattos, a Lula. continua ...

Suonando Einstein nel Giorno della Memoria

27.01.2018, ore 17:30

Maja Einstein, sorella di Albert, negli anni ’30. Crediti: Jacopo Staude

Sabato 27 gennaio alle 17:30 l’Osservatorio astrofisico dell’Inaf di Arcetri celebra il Giorno della Memoria con un concerto-conferenza dal titolo Spaziotemposuono: variazioni su un tema di Einstein, ispirato alle scoperte e alle vicende umane del grande fisico. Protagonista del concerto sarà il pianoforte regalato da Einstein alla sorella Maja nel 1931 e da lei suonato fino al 1939, quando, a causa delle leggi razziali, fu costretta a lasciare la casa nei dintorni di Firenze dove risiedeva fin dal 1922.  Le conseguenze di quelle leggi colpirono tragicamente Robert Einstein, un cugino di Albert e Maja anch’egli residente vicino a Firenze, la cui famiglia fu sterminata dai nazifascisti in un barbaro eccidio avvenuto poco prima della fine della guerra. Grazie all’iniziativa di Francesco Palla, già direttore dell’Osservatorio, e alla disponibilità della famiglia Staude, custode del pianoforte dopo la partenza di Maja, lo strumento testimone di queste drammatiche vicende è attualmente collocato nella sala centrale della biblioteca di Arcetri. continua ...

Gli esami non finiscono mai per la Relatività  di Einstein – Scienza e Tecnica

Gli esami non finiscono mai per la teoria della Relatività generale di Albert Einstein. Nuove misure più severe grazie all’uso di ‘fontane atomiche ’ hanno permesso ai ricercatori dell’Università di Firenze e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), coordinati da Guglielmo Tin… video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: Gli esami non finiscono mai per la Relatività  di Einstein – Scienza e Tecnica

Einstein e l’equazione di stato delle pulsar

Crediti: L. Shao (Max Planck Institute for Gravitational Physics & Max Planck Institute for Radio Astronomy), N. Sennett, A. Buonanno (Max Planck Institute for Gravitational Physics)

Dalla nucleosintesi degli elementi pesanti alla misura della costante di Hubble, passando per la l’origine dei lampi gamma corti, possiamo dire senza timore d’esagerare che la recente rilevazione d’un’onda gravitazionale prodotta dal merging di due stelle di neutroni sta facendo compiere enormi passi in avanti nei più disparati campi dell’astrofisica. Compresa la Relatività generale di Einstein. Il motivo lo spiega uno studio, in corso di pubblicazione su Physical Review X, guidato da Lijing Shao del Max Planck Institute for Gravitational Physics, ed è un motivo che si può riassumere nel grafico che vedete qui a fianco. Un grafico che raffigura le possibili deviazioni dalla relatività generale – o, in altre parole, la carenza di vincoli che escludano teorie a essa alternative – in funzione delle masse delle pulsar di cinque sistemi binari noti, tutti formati da una stella di neutroni e una nana bianca. Un grafico nel quale balza subito agli occhi un picco in corrispondenza d’un divario: l’intervallo corrispondente a pulsar di circa 1,6 – 1,7 masse solari. continua ...