Risolto il mistero del giorno di Saturno

Emisfero settentrionale di Saturno ripreso da Cassini nel 2016, mentre quella parte del pianeta si stava avvicinando al solstizio d’estate. Un anno su Saturno è di 29 anni terrestri. In accordo con la nuova analisi dei dati di Cassini, i giorni sul pianeta durano solo 10:33:38. Crediti: Nasa/JPL-Caltech/Space Science Institute

Usando i dati della sonda spaziale Cassini della Nasa, i ricercatori hanno finalmente risolto un antico mistero del Sistema solare: la durata di un giorno su Saturno, che è risultata essere di 10 ore, 33 minuti e 38 secondi. continua ...

Eruzione vulcanica su Io nel giorno del solstizio

Mentre qui sulla Terra correva il giorno del solstizio invernale, il 21 dicembre, quello con la notte più lunga dell’anno, là attorno a Giove la sonda Juno della Nasa assisteva in diretta a uno spettacolo che è difficile anche solo immaginare: un’eruzione vulcanica sulla luna Io. Un fenomeno al tempo stesso raro e frequente. Raro perché, nell’intero Sistema solare, sono solo cinque i corpi sui quali si ritiene esserci attività vulcanica: oltre che sulla Terra, è stata osservata su Venere, probabilmente sulla luna di Saturno Encelado e sulla luna di Nettuno Tritone, e certamente su Io, appunto. Frequente perché, fra i cinque, Io è il corpo vulcanicamente più attivo. Ma ciò che è riuscita a fare Juno fra le 13 e le 14 ora italiana del 21 dicembre scorso è qualcosa di unico: ha fotografato un’eruzione in corso con ben quattro dei suoi strumenti: la JunoCam, la Stellar Reference Unit (Sru), l’Ultraviolet Imaging Spectrograph (Uvs) e la Jovian Infrared Auroral Mapper (Jiram) – uno strumento, quest’ultimo, a guida italiana. continua ...

Arriva l’Earth Day, il giorno della Terra

22.04.2018

Si chiama Earth Day (Giornata della Terra) ed è la più grande manifestazione ambientale del pianeta: una giornata in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John F. Kennedy, vede la partecipazione, attraverso 22mila organizzazioni, di più di un miliardo di cittadini, distribuiti su 193 paesi paesi dell’Onu. Dal 1970 le Nazioni Unite celebrano questa ricorrenza ogni anno, un mese e due giorni dopo l’equinozio di primavera. continua ...

Proxima b, un giorno da dimenticare

Rappresentazione artistica di un brillamento da Proxima Centauri. In primo piano si vede il pianeta Proxima b, la cui orbita attorno alla stella madre è 20 volte più stretta di quella della Terra attorno al Sole. Un flare 10 volte più intenso di un forte brillamento solare potrebbe inondare Proxima b con 4000 volte più radiazioni di quelle che la Terra riceve dal Sole in queste occasioni. Crediti: Roberto Molar Candanosa / Carnegie Institution for Science, Nasa/Sdo, Nasa/Jpl

«Il 24 marzo 2017 non è stato un giorno qualunque, per Proxima Centauri», giura Meredith MacGregor, ricercatrice postdoc a Washington, alla Carnegie Institution for Science. E c’è da crederle: era dal gennaio precedente che lei e la collega Alycia Weinberger, insieme ad altri astronomi da tutto il mondo, tenevano le antenne di Alma puntate verso la stella a noi più vicina dopo il Sole – Proxima Centauri, appunto: una nana rossa a 4.23 anni luce da noi, divenuta improvvisamente celebre nell’agosto del 2016 con la scoperta dell’esopianeta Proxima b. Scoperta che fin da subito suscitò grande entusiasmo: così “vicina”, vuoi vedere che è pure abitabile… Entusiasmo che le osservazioni successive hanno però assai raffreddato. E al quale l’evento registrato il 24 marzo dello scorso anno dà un’altra mazzata, confermando che la nostra vicina di casa non è proprio un tipetto tranquillo, anzi: le sue “intemperanze” possono essere fatali. continua ...

Suonando Einstein nel Giorno della Memoria

27.01.2018, ore 17:30

Maja Einstein, sorella di Albert, negli anni ’30. Crediti: Jacopo Staude

Sabato 27 gennaio alle 17:30 l’Osservatorio astrofisico dell’Inaf di Arcetri celebra il Giorno della Memoria con un concerto-conferenza dal titolo Spaziotemposuono: variazioni su un tema di Einstein, ispirato alle scoperte e alle vicende umane del grande fisico. Protagonista del concerto sarà il pianoforte regalato da Einstein alla sorella Maja nel 1931 e da lei suonato fino al 1939, quando, a causa delle leggi razziali, fu costretta a lasciare la casa nei dintorni di Firenze dove risiedeva fin dal 1922.  Le conseguenze di quelle leggi colpirono tragicamente Robert Einstein, un cugino di Albert e Maja anch’egli residente vicino a Firenze, la cui famiglia fu sterminata dai nazifascisti in un barbaro eccidio avvenuto poco prima della fine della guerra. Grazie all’iniziativa di Francesco Palla, già direttore dell’Osservatorio, e alla disponibilità della famiglia Staude, custode del pianoforte dopo la partenza di Maja, lo strumento testimone di queste drammatiche vicende è attualmente collocato nella sala centrale della biblioteca di Arcetri. continua ...