Tour in 3D al polo nord di Giove

Immagine 3D del polo nord di Giove in infrarosso, derivata dai dati raccolti dallo strumento Jovian Infrared Auroral Mapper a bordo della sonda Juno della Nasa. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Asi/Inaf/Jiram

La “pizza” che potete ammirare qui sopra è stata sfornata ieri durante l’assemblea generale della European Geosciences Union, in corso a Vienna. Gli ingredienti sono i dati ottenuti dallo strumento Jiram – il Jovian InfraRed Auroral Mapper a bordo della sonda Juno – su cicloni e anticicloni che tempestano in formazione stretta i poli di Giove, recentemente svelati da una collaborazione internazionale a guida italiana. La novità è che, con quegli ingredienti, è stata preparata un’animazione tridimensionale che ci permette di sorvolare il polo nord gioviano. Se solo potessimo vederlo in infrarosso, come effettivamente fa Jiram. continua ...

Juno svela le profondità dei venti di Giove

Attorno a Giove in 95 minuti: immagini da Juno durante un’orbita, dal Polo Nord (a sinistra) al Polo Sud (a destra). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill

Tre articoli appena pubblicati su Nature rispondono a una domanda che gli scienziati si pongono da quando Galileo osservò per la prima volta le famose bande di Giove: queste bellissime strisce colorate sono un fenomeno che interessa solo la superficie o coinvolgono uno strato significativo del pianeta stesso? Yohai Kaspi del Weizmann Institute ha condotto la ricerca presentata in uno dei tre articoli, nella quale sono state analizzate le misure effettuate dalla sonda spaziale Juno della Nasa. Tali misure hanno permesso di rivelare che le strisce – venti vorticosi che circondano il pianeta e che raggiungono velocità superiori a 400 km/h – si estendono fino a una profondità di circa 3.000 km. Questa stima è leggermente superiore a quelle precedenti e sta comportando una revisione, da parte degli scienziati, dei modelli dell’atmosfera di Giove e dei suoi strati interni. continua ...

Mega cicloni sopra i poli di Giove

Un dettaglio della zona in prossimità del polo nord di Giove ripresa nell’infrarosso dallo strumento Jiram a bordo della sonda Juno della Nasa. Attorno a quello centrale, sono disposti altri otto cicloni. Crediti: NASA/JPL-Calthech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM

Come un coreografico balletto, gruppi ben ordinati di enormi cicloni grandi migliaia di chilometri piroettano nell’atmosfera attorno ai poli del pianeta Giove. A scoprirli è stato un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Alberto Adriani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, a cui hanno partecipato altri colleghi dell’Inaf, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), grazie all’analisi delle immagini raccolte dallo strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) a bordo della sonda Juno della Nasa. continua ...

Juno: il crepuscolo al polo Sud di Giove

Il pianeta Giove ripreso dalla sonda Juno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss/Gerald Eichstädt

La linea immaginaria che separa il lato diurno da quello notturno di un pianeta si chiama “terminatore” o “zona crepuscolare”. Il fenomeno è visibile anche su altri oggetti illuminati dal nostro Sole e la sonda della Nasa Juno lo ha fotografato magistralmente sul pianeta Giove con la JunoCam.

Scattata durante l’unidicesimo flyby (passaggio ravvicinato) della sonda attorno al quinto pianeta del Sistema solare, nella foto d’artista è possibile ammirare lo spettacolo danzante dei vortici in formazione attorno al polo Sud e in movimento verso la zona equatoriale di Giove. Questo ritratto risale al 7 febbraio scorso, quando la navicella si trovava a oltre 120 chilometri di distanza dalla parte più alta dell’atmosfera di Giove. continua ...

Vortici nell’atmosfera di Giove

Formazioni nuvolose nell’atmosfera di Giove, fotografate da Juno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss/Kevin M. Gill

La sonda della Nasa Juno, al suo undicesimo passaggio ravvicinato di Giove, ha fotografato queste stupefacenti formazioni nuvolose nell’emisfero nord del gigante gassoso. La sonda, al momento dello scatto, si trovava a “soli” 8.186 km dalla cima dell’atmosfera, praticamente un soffio, astronomicamente parlando.

L’immagine che vedete qui sopra è stata elaborata, partendo dai dati pubblici dell’imager JunoCam a bordo di Juno, da un citizen scientistKevin M. Gill. Juno è la sonda Nasa lanciata nel 2011 e che dal luglio 2016 orbita Giove per studiarne il campo magnetico e l’atmosfera. continua ...

L’acqua terrestre viene da Giove?

Foto mozzafiato della sonda Cassini, con in primo piano Io e sullo sfondo Giove. Crediti: Image Credit: Cassini Imaging Team, SSI, JPL, ESA, NASA

Da dove sarà mai venuta tutta l’acqua della Terra? Si pensa dagli asteroidi o dalle comete e ne abbiamo diverse prove, grazie alla missione Rosetta, ma i modelli fisici potrebbero suggerire una diversa soluzione al mistero. Quale? Oggetti sparsi nella regione interna del Sistema solare e scagliati come proiettili durante il violento e scoppiettante periodo di espansione del pianeta Giove avrebbero portato la maggior parte dell’acqua che oggi si trova sulla Terra. A fare questa ipotesi sono stati un giovane ricercatore brasiliano, André Izidoro della Scuola di Ingegneria della Sao Paulo State University, e il suo collega Sean Raymond, che lavora presso il Bordeaux Astrophysics Laboratory. continua ...

Giove: colazione da Tiffany

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstädt/Sean Doran

Eccolo, l’emisfero meridionale del pianeta Giove. Maestoso e affascinante in questa immagine appena rilasciata dalla Nasa e scattata dalla sonda Juno. La splendida vista a colori che mette in evidenza le perturbazioni cicloniche che punteggiano la superficie del gigante gassoso è stata raccolta dallo strumento JunoCam a bordo della sonda. Quelle evidenziate da colori chiari sono conosciute fra gli astronomi come “String of Pearls” e si trovano in corrispondenza dei 40 gradi di latitudine sud del pianeta: un filo di perle per Giove, a colazione da Tiffany.  continua ...

Aurore pulsanti attorno a Giove

Proiezioni polari delle aurore X degli emisferi nord (a sinistra) e sud (a destra) di Giove. Crediti: W. R. Dunn, Nature Astronomy (2017)

Dopo aver studiato il fenomeno delle aurore pulsanti sulla Terra, un gruppo di astronomi ha utilizzato i dati raccolti con Xmm-Newton (Esa) e Chandra (Nasa) per analizzare le “luci” settentrionali e meridionali che avvolgono e colorano il cielo di Giove. Secondo i ricercatori, le intense aurore gioviane pulsano indipendentemente l’una dall’altra. Nello studio pubblicato oggi su Nature Astronomy si legge che le emissioni di raggi X ad altissima energia al polo sud di Giove pulsano costantemente ogni 11 minuti. Nel frattempo l’aurora che risplende al nord del pianeta è irregolare: le emissioni aumentano e diminuiscono di luminosità, indipendentemente dall’aurora meridionale. Tutto questo al contrario di quanto accade sulla Terra, dove a nord e a sud dell’equatore le aurore si rispecchiano. continua ...

Fonte d’energia inattesa per le aurore di Giove

Immagine aurorale dell’aurora meridionale di Giove, utilizzata nello studio e ottenuta con lo spettrografo ultravioletto (UVS) in dotazione a Juno il 2 febbraio 2017. Questa immagine sovrappone tre diverse gamme di lunghezze d’onda e le codifica a colori in modo tale che il rosso, il verde e il blu indichino rispettivamente elettroni ad alta, media e bassa energia che hanno un impatto sull’atmosfera. La striscia in alto a sinistra è la coda aurorale causata dalla luna di Giove Io. Crediti: G. Randy Gladstone continua ...