Scoperte dodici nuove lune di Giove

Immagini della nuova luna Valetudo riprese dal telescopio Magellano nel maggio 2018. La luna è vista in movimento rispetto al costante sfondo di stelle lontane. Giove non è nel campo visivo bensì in alto a sinistra. Crediti: carnegiescience.edu

Sono dodici le nuove lune di Giove appena scoperte: undici sono “normali” lune esterne e una è invece parecchio “stravagante”. La scoperta porta il numero totale delle lune di Giove a oggi conosciute a settantanove, un numero enorme, più di qualsiasi altro pianeta del nostro Sistema solare. Un gruppo di ricerca guidato da Scott Sheppard di Carnegie ha individuato queste lune nella primavera del 2017, mentre stava dando la caccia a oggetti molto distanti nel Sistema solare, identificabili come possibili pianeti oltre l’orbita di Plutone. Nel 2014, lo stesso gruppo aveva trovato l’oggetto con l’orbita più distante nel nostro Sistema solare ed è stato il primo gruppo a intuire la possibile esistenza di Planet Nine (o Pianeta X): un pianeta massiccio, di fatto ancora sconosciuto, ai margini del nostro Sistema solare, ben oltre Plutone, che potrebbe spiegare la somiglianza delle orbite di diversi piccoli oggetti estremamente distanti. Anche Dave Tholen dell’Università delle Hawaii e Chad Trujillo della Northern Arizona University fanno parte del gruppo di ricerca di Planet Nine. continua ...

Giove: le lune si specchiano sulle aurore polari

A sinistra Giove e la sua aurora polare e nel riquadro a destra lo zoom della traccia lasciata dalla luna Io. Crediti: NASA/HST/A. Mura/INAF-IAPS

Uno studio a guida dell’Inaf, l’Istituto Nazionale di Astrofisica, pubblicato sull’ultimo numero della rivista Science, illustra i recenti risultati ottenuti dalla sonda della Nasa Juno in orbita attorno al gigante gassoso Giove. I dati raccolti dallo strumento Jiram a bordo della sonda mostrano un’insolita “impronta” lasciata dalle lune gioviane sulla celebre coppia di aurore polari. Il lavoro guidato da Alessandro Mura, ricercatore presso l’Inaf di Roma, rivela che, invece di proiettare una singola ombra sulle aurore di Giove, la luna Io – la quinta del sistema gioviano – ne lascia una lunga serie altalenante, mentre la più grande luna di Giove, Ganimede, proietta una doppia ombra aurorale la cui forma precisa non era mai stata osservata in precedenza. Jiram, ovvero Jovian InfraRed Auroral Mapper, è uno degli otto strumenti montati su Juno: finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e realizzato da Leonardo-Finmeccanica, vede la responsabilità scientifica di Alberto Adriani dell’Inaf di Roma. Lo strumento italiano è stato progettato per studiare la dinamica e la chimica proprio delle aurore gioviane. continua ...

JunoCam: scatti rubati di Giove

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill

Aspettando il prossimo flyby attorno a Giove, che avverrà il 16 luglio, la sonda Juno ci regala un’altra immagine mozzafiato del quinto pianeta del Sistema solare, scattata al termine del 13esimo volo ravvicinato del 23 maggio. La sonda della Nasa si trovava 71.400 chilometri dalla parte più alta dell’atmosfera nuvolosa di Giove al momento dello scatto.

La foto è stata realizzata dal citizen scientist Kevin M. Gill utilizzando la camera JunoCam, che sfrutta l’esclusiva orbita polare di Juno per studiare le dinamiche atmosferiche e le nubi di Giove, come nessun veicolo spaziale ha mai fatto prima. continua ...

Juno: risolto il mistero dei fulmini su Giove

Rappresentazione artistica della distribuzione dei fulmini nell’emisfero settentrionale di Giove in un’immagine scattata dalla JunoCam. I dati della missione Juno della Nasa indicano che la maggior parte dell’attività dei fulmini su Giove è vicina ai suoi poli. Crediti: Nasa / Jpl-Caltech / SwRI / JunoCam

Mentre si avvicina il prossimo flyby della sonda Juno della Nasa attorno a Giove (il 16 luglio), gli esperti sono riusciti a risolvere uno dei più grandi misteri di questo gigante gassoso: come nascono i fulmini gioviani e in cosa sono simili o diversi da quelli terrestri? continua ...

Atmosfera ciclonica su Giove

Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/SwRI/Msss/Emma Walimaki

La JunoCam montata a bordo della sonda Juno della Nasa ci regala una nuova immagine di Giove. Lo scorso primo aprile ha fotografato la regione temperata settentrionale e nello scatto è ben visibile una tempesta anticiclonica di forma ovale e biancastra chiamata Ws-4.

L’immagine è stata presa durante il dodicesimo flyby della sonda attorno al gigante gassoso, il quinto pianeta del Sistema solare. Al momento dello scatto, Juno (lanciata nel 2011 e arrivata a destinazione nel 2016) si trovava a 6577 chilometri dalla parte più alta dell’atmosfera gioviana. continua ...

Clima terrestre segnato da Venere e Giove

Un rendering del ProjectTrumpmore, lanciato dalla ong finlandese Melting Ice. Sul sito projecttrumpmore.com si legge che la testa sarebbe alta 35 metri, larga 20 e profonda 20: più grande di quelle del Monte Rushmore negli Stati Uniti.

Mentre un tandem di scultori del ghiaccio finlandesi-mongoli raccoglie denaro sufficiente a finanziare l’assurdo progetto che vuole su un iceberg l’effigie di Donald Trump, sullo stile dei ritratti presidenziali del Monte Rushmore, il biondo e vaporoso inquilino della Casa Bianca non sembra manifestare alcun tipo di interesse nei confronti di proteste e oppositori. Tanto più in tema di cambiamenti climatici. Che si tratti del direttore dell’Earth Institute alla Columbia University Jeffrey Sachs o della rispettosa American Association for the Advancement of Science, poco importa. La strategia è fare orecchie da mercante e picchiare duro sugli ambientalisti più ingenui: climate change? Non ci sono prove concludenti sull’esistenza di un problema di riscaldamento globale d’origine antropica. continua ...

Tour in 3D al polo nord di Giove

Immagine 3D del polo nord di Giove in infrarosso, derivata dai dati raccolti dallo strumento Jovian Infrared Auroral Mapper a bordo della sonda Juno della Nasa. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Asi/Inaf/Jiram

La “pizza” che potete ammirare qui sopra è stata sfornata ieri durante l’assemblea generale della European Geosciences Union, in corso a Vienna. Gli ingredienti sono i dati ottenuti dallo strumento Jiram – il Jovian InfraRed Auroral Mapper a bordo della sonda Juno – su cicloni e anticicloni che tempestano in formazione stretta i poli di Giove, recentemente svelati da una collaborazione internazionale a guida italiana. La novità è che, con quegli ingredienti, è stata preparata un’animazione tridimensionale che ci permette di sorvolare il polo nord gioviano. Se solo potessimo vederlo in infrarosso, come effettivamente fa Jiram. continua ...

Juno svela le profondità dei venti di Giove

Attorno a Giove in 95 minuti: immagini da Juno durante un’orbita, dal Polo Nord (a sinistra) al Polo Sud (a destra). Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/SwRI/MSSS/Kevin M. Gill

Tre articoli appena pubblicati su Nature rispondono a una domanda che gli scienziati si pongono da quando Galileo osservò per la prima volta le famose bande di Giove: queste bellissime strisce colorate sono un fenomeno che interessa solo la superficie o coinvolgono uno strato significativo del pianeta stesso? Yohai Kaspi del Weizmann Institute ha condotto la ricerca presentata in uno dei tre articoli, nella quale sono state analizzate le misure effettuate dalla sonda spaziale Juno della Nasa. Tali misure hanno permesso di rivelare che le strisce – venti vorticosi che circondano il pianeta e che raggiungono velocità superiori a 400 km/h – si estendono fino a una profondità di circa 3.000 km. Questa stima è leggermente superiore a quelle precedenti e sta comportando una revisione, da parte degli scienziati, dei modelli dell’atmosfera di Giove e dei suoi strati interni. continua ...

Mega cicloni sopra i poli di Giove

Un dettaglio della zona in prossimità del polo nord di Giove ripresa nell’infrarosso dallo strumento Jiram a bordo della sonda Juno della Nasa. Attorno a quello centrale, sono disposti altri otto cicloni. Crediti: NASA/JPL-Calthech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM

Come un coreografico balletto, gruppi ben ordinati di enormi cicloni grandi migliaia di chilometri piroettano nell’atmosfera attorno ai poli del pianeta Giove. A scoprirli è stato un gruppo internazionale di ricercatori guidato da Alberto Adriani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, a cui hanno partecipato altri colleghi dell’Inaf, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), grazie all’analisi delle immagini raccolte dallo strumento Jiram (Jovian InfraRed Auroral Mapper) a bordo della sonda Juno della Nasa. continua ...

Juno: il crepuscolo al polo Sud di Giove

Il pianeta Giove ripreso dalla sonda Juno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss/Gerald Eichstädt

La linea immaginaria che separa il lato diurno da quello notturno di un pianeta si chiama “terminatore” o “zona crepuscolare”. Il fenomeno è visibile anche su altri oggetti illuminati dal nostro Sole e la sonda della Nasa Juno lo ha fotografato magistralmente sul pianeta Giove con la JunoCam.

Scattata durante l’unidicesimo flyby (passaggio ravvicinato) della sonda attorno al quinto pianeta del Sistema solare, nella foto d’artista è possibile ammirare lo spettacolo danzante dei vortici in formazione attorno al polo Sud e in movimento verso la zona equatoriale di Giove. Questo ritratto risale al 7 febbraio scorso, quando la navicella si trovava a oltre 120 chilometri di distanza dalla parte più alta dell’atmosfera di Giove. continua ...

Vortici nell’atmosfera di Giove

Formazioni nuvolose nell’atmosfera di Giove, fotografate da Juno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Swri/Msss/Kevin M. Gill

La sonda della Nasa Juno, al suo undicesimo passaggio ravvicinato di Giove, ha fotografato queste stupefacenti formazioni nuvolose nell’emisfero nord del gigante gassoso. La sonda, al momento dello scatto, si trovava a “soli” 8.186 km dalla cima dell’atmosfera, praticamente un soffio, astronomicamente parlando.

L’immagine che vedete qui sopra è stata elaborata, partendo dai dati pubblici dell’imager JunoCam a bordo di Juno, da un citizen scientistKevin M. Gill. Juno è la sonda Nasa lanciata nel 2011 e che dal luglio 2016 orbita Giove per studiarne il campo magnetico e l’atmosfera. continua ...

L’acqua terrestre viene da Giove?

Foto mozzafiato della sonda Cassini, con in primo piano Io e sullo sfondo Giove. Crediti: Image Credit: Cassini Imaging Team, SSI, JPL, ESA, NASA

Da dove sarà mai venuta tutta l’acqua della Terra? Si pensa dagli asteroidi o dalle comete e ne abbiamo diverse prove, grazie alla missione Rosetta, ma i modelli fisici potrebbero suggerire una diversa soluzione al mistero. Quale? Oggetti sparsi nella regione interna del Sistema solare e scagliati come proiettili durante il violento e scoppiettante periodo di espansione del pianeta Giove avrebbero portato la maggior parte dell’acqua che oggi si trova sulla Terra. A fare questa ipotesi sono stati un giovane ricercatore brasiliano, André Izidoro della Scuola di Ingegneria della Sao Paulo State University, e il suo collega Sean Raymond, che lavora presso il Bordeaux Astrophysics Laboratory. continua ...

Giove: colazione da Tiffany

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/MSSS/Gerald Eichstädt/Sean Doran

Eccolo, l’emisfero meridionale del pianeta Giove. Maestoso e affascinante in questa immagine appena rilasciata dalla Nasa e scattata dalla sonda Juno. La splendida vista a colori che mette in evidenza le perturbazioni cicloniche che punteggiano la superficie del gigante gassoso è stata raccolta dallo strumento JunoCam a bordo della sonda. Quelle evidenziate da colori chiari sono conosciute fra gli astronomi come “String of Pearls” e si trovano in corrispondenza dei 40 gradi di latitudine sud del pianeta: un filo di perle per Giove, a colazione da Tiffany.  continua ...

Aurore pulsanti attorno a Giove

Proiezioni polari delle aurore X degli emisferi nord (a sinistra) e sud (a destra) di Giove. Crediti: W. R. Dunn, Nature Astronomy (2017)

Dopo aver studiato il fenomeno delle aurore pulsanti sulla Terra, un gruppo di astronomi ha utilizzato i dati raccolti con Xmm-Newton (Esa) e Chandra (Nasa) per analizzare le “luci” settentrionali e meridionali che avvolgono e colorano il cielo di Giove. Secondo i ricercatori, le intense aurore gioviane pulsano indipendentemente l’una dall’altra. Nello studio pubblicato oggi su Nature Astronomy si legge che le emissioni di raggi X ad altissima energia al polo sud di Giove pulsano costantemente ogni 11 minuti. Nel frattempo l’aurora che risplende al nord del pianeta è irregolare: le emissioni aumentano e diminuiscono di luminosità, indipendentemente dall’aurora meridionale. Tutto questo al contrario di quanto accade sulla Terra, dove a nord e a sud dell’equatore le aurore si rispecchiano. continua ...