Bolometri al grafene per vedere le microonde

Rappresentazione schematica del nuovo bolometro. Il cuore in grafene (G) è incapsulato nel nitruro di boro esagonale (hBN). Crediti: Massachusetts Institute of Technology

Ogni banda dello spettro elettromagnetico ha i suoi rivelatori d’elezione. Per la luce visibile, per esempio, funzionano a meraviglia i coni e i bastoncelli che abbiamo sulla retina, straordinari fotorecettori in grado di tradurre i fotoni in sinapsi. Ma non se la cavano male nemmeno ccd e cmos, i pixel delle fotocamere digitali, che convertono la luce in segnali elettrici. Per radiazioni più intense, come i raggi X e gamma, abbiamo scintillatori e rivelatori a semiconduttore. Per quelle meno intense, come le onde radio, usiamo le antenne. E per quelle onde a metà strada fra radio e luce visibile, come le microonde e la radiazione infrarossa? Quelle alla quale ci arriva, per esempio, la radiazione cosmica di fondo emessa poche centinaia di migliaia di anni dopo il big bang, la cosiddetta luce fossile? Fra i dispositivi più adatti a “sentire” e “tradurre” questa porzione di spettro elettromagnetico ci sono i cosiddetti bolometri: materiali in grado di assorbire la radiazione e di trasformarla in calore, così da poter leggere il risultato con i termometri. Ed è proprio sul tipo di materiale utilizzato che uno studio appena pubblicato su Nature Nanotechnology annuncia una novità promettente: non più atomi ma un gas di elettroni. continua ...

Super-scarpe da ginnastica in grafene leggere e resistenti – Scienza e Tecnica

Comode, leggerissime e super-resistenti, arrivano le scarpe da ginnastica in grafene, materiale robustissimo e sottile come un atomo, isolato nel 2004 da Andrej Gejm e Konstantin Novoselov, la cui scoperta valse ai due fisici dell'Università di Manchester il premio Nobel. (ANSA) video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: Super-scarpe da ginnastica in grafene leggere e resistenti – Scienza e Tecnica

Con il grafene, nello spazio a vele spiegate

Il gruppo GrapheneX davanti alla capsula cilindrica che contiene l’esperimento durante il “lancio”. Crediti: @GrapheneX_DYT

Scoperto nel 2004, il grafene è un materiale costituito da un singolo strato di atomi di carbonio, che potrebbe prestarsi a innumerevoli usi – compresi quelli spaziali – grazie alle sue eccellenti proprietà elettriche, meccaniche e termiche. In collaborazione con Esa, l’Agenzia spaziale europea, si sono conclusi la settimana scorsa due esperimenti in microgravità nell’ambito del Graphene Flagship, il progetto-bandiera europeo per lo sviluppo di applicazioni industriali del grafene. continua ...