Urti fra polvere interstellare: una botta di vita

La figura mostra la sequenza di formazione di glicina a seguito della compressione di una miscela di HNCO e H2

Uno dei più grandi misteri che avvolgono l’enigma dell’origine della vita è rappresentato dalla conoscenza dei meccanismi chimico-fisici che stanno alla base della formazione dei suoi mattoni fondamentali: gli aminoacidi e i loro precursori. Il fatto che alcuni aminoacidi siano stati rilevati in meteoriti avvalora l’ipotesi che la vita sulla Terra possa essersi generata grazie a materiale relativamente complesso proveniente dallo spazio. Ma come si è formata la materia prebiotica organica nell’Universo? continua ...

Catturato asteroide interstellare

Queste sono le immagini del 2015 di BZ509, ottenute presso il Large Binocular Telescope Observatory, che hanno permesso di stabilire la sua natura retrograda. Le stelle luminose e l’asteroide (cerchiato in giallo) appaiono nere su un cielo bianco poiché l’immagine è negativa. Crediti: C. Veillet / Large Binocular Telescope Observatory

Un recentissimo studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters, ha scoperto il primo “immigrato” trasferitosi permanentemente nel nostro Sistema Solare dall’alba dei tempi. L’asteroide, che attualmente si trova nell’orbita di Giove, è il primo asteroide che si conosce ad essere stato sottratto a un altro sistema stellare. continua ...

Prima immagine 3D di una nube interstellare

Elaborazione dei dati che descrivono la strutta 3D della nube molecolare Musca. Crediti: Aris Tritsis, Nick Gikopoulos

Per la prima volta è stato possibile determinare la struttura tridimensionale di una nube interstellare, cioè il luogo dove nascono le stelle. Due astronomi, Aris Tritsis dell’Australian National University e Konstantinos Tassis della University of Crete, hanno rivelato la vera struttura della nube molecolare Musca e questi risultati (pubblicati ieri sulla rivista Science) potranno chiarire in futuro l’origine delle stelle nelle galassie. continua ...

Trovato benzonitrile nel mezzo interstellare

Immagine a grande campo della nube molecolare del Toro, una regione del Braccio di Orione (il braccio della nostra Galassia all’interno del quale abita il nostro Sistema Solare) e del cielo circostante, presa da Charlottesville, in Virginia, il 2 gennaio 2018. La nube molecolare è la regione oscura nella parte superiore sinistra dell’immagine, nella quale il gas e la polvere oscurano la luce delle stelle della Galassia alla nostra vista, in direzione della costellazione del Toro (da cui prende il nome). A destra è evidente il grappolo di stelle dell’ammasso delle Pleiadi e, in basso a sinistra, la stella Aldebaran. Crediti: Brett A. McGuire continua ...

Ecco ’Oumuamua, il nostro ospite interstellare

Rappresentazione artistica dell’asteroide interstellare ’Oumuamua. . Sembra che sia un oggetto scuro, rossastro, lungo circa 400 metri, roccioso o con un elevato contenuto di metalli. Non assomiglia a nulla di quanto di solito vediamo nel Sistema solare. Crediti: Eso/M. Kornmesser

Il 19 ottobre 2017 il telescopio Pan-Starss 1, alle Hawaii, ha osservato un puntino di luce che si muoveva in cielo. All’inizio sembrava un tipico asteroide in rapido movimento, ma ulteriori osservazioni nei giorni seguenti hanno permesso di calcolarne l’orbita con precisione. I calcoli hanno mostrato senza possibilità di dubbio che questo corpo celeste non proveniva dall’interno del Sistema solare, come tutti gli altri asteroidi o comete mai osservati, ma dallo spazio interstellare. Pur se originariamente classificato come cometa, le osservazioni dell’Eso e di altri siti non hanno trovato nessun segno di attività cometaria dopo il passaggio in prossimità del Sole nel settembre 2017. L’oggetto è stato quindi riclassificato come asteroide interstellare e chiamato 1I/2017 U1 (’Oumuamua). continua ...