Tac al campo magnetico della Via Lattea

Una mappa tridimensionale. E non una mappa qualsiasi. È quella del campo magnetico di uno spicchio di cielo della nostra Via Lattea. L’ha ottenuta un team di ricercatori grazie a stime dei campi magnetici in due nubi situate al confine tra la costellazione dell’Orsa Maggiore con quelle della Giraffa e del Dragone. I risultati, pubblicati su The Astrophysical Journal, sono i primi a riportare una mappa tomografica dell’intensità del campo magnetico della nostra galassia

Vista in 3D e localizzazione nella Via Lattea delle nubi nelle quali i ricercatori hanno stimato il valore del campo magnetico. La freccia arancione indica la linea di vista delle due nubi. Crediti: Aris Tritsis e colleghi continua ...

Via Lattea, è evasa una stella

È un’interessante ricerca che chiama in causa stelle iperveloci, buchi neri supermassici presenti nel centro galattico e buchi neri di massa intermedia, quella condotta da un team di ricercatori dell’università del Michigan che, utilizzando i dati della missione Gaia dell’Esa e le osservazioni di uno dei due telescopi Magellano in Cile, ha ricostruito la traiettoria della stella massiccia iperveloce Lamost-Hvs1. La conclusione? Non è partita dal centro della nostra galassia – come si credeva in precedenza, pensando che potesse essere stata accelerata dal buco nero supermassiccio lì presente, Sagittarius A* – ma dal disco stellare. continua ...

Il “peso” della Via Lattea? 1540 miliardi di soli

Impressione artistica della Via Lattea che mostra le posizioni accurate degli ammassi globulari utilizzati in questo studio. Gli scienziati hanno usato le velocità misurate di questi 44 ammassi globulari per determinare la massa totale della Via Lattea. Crediti: Esa/Hubble, Nasa, L. Calçada

La massa della Via Lattea è una delle misure più importanti che gli astronomi possono riuscire a fare per conoscere e caratterizzare la nostra galassia. Tuttavia, nonostante decenni di intensi sforzi in tale direzione, le migliori stime attualmente disponibili della massa della Via Lattea non sono ancora concordi tra loro. Combinando i nuovi dati della missione Gaia dell’Agenzia spaziale europea (Esa) con le osservazioni fatte con il telescopio spaziale Hubble, gli astronomi hanno ora scoperto che la Via Lattea sembrerebbe “pesare” circa 1500 miliardi di masse solari, entro un raggio di 129mila anni luce dal centro galattico. continua ...

Il bordo vertiginoso della Via Lattea è piegato

Impressione artistica del disco deformato e contorto della Via Lattea. Crediti: Chen Xiaodian.

Sembra proprio che dobbiamo abbandonare l’idea di vivere su piatto disco di stelle che ruota attorno al centro della Galassia. Gli astronomi della National Astronomical Observatories della Chinese Academy of Sciences (Naoc) sostengono infatti che il disco della nostra galassia, lungi dall’essere piatto, sia in realtà sempre più deformato e distorto mano a mano che ci si allontana dal centro.

Effettivamente, da una grande distanza, la nostra galassia sembrerebbe un sottile disco di stelle che orbitano attorno alla sua regione centrale in qualche centinaio di milioni anni, dove centinaia di miliardi di stelle, insieme a un’enorme massa di materia oscura, rappresentano la “colla” gravitazionale per tenere insieme tutti i suoi costituenti. continua ...

Nel cuore di tenebre della Via Lattea

In alto a sinistra: simulazione di Sgr A* a 86 GHz. In alto a destra: simulazione con l’aggiunta dell’effetto di scattering. In basso a destra: immagine osservata. In basso a sinistra: l’immagine osservata, dopo aver rimosso gli effetti della diffusione lungo la linea di vista. Crediti: S. Issaoun, M. Mościbrodzka, Radboud University/ M. D. Johnson, CfA

Finora, una nebbia di gas caldo ha sempre impedito agli astronomi di catturare immagini nitide di Sgr A*, il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia, e di comprendere la sua vera natura. Oggi, per la prima volta, gli astronomi sono riusciti a sbirciare attraverso questa fitta nebbia includendo Alma nella rete globale di radiotelescopi sparsi per il mondo. Quello che hanno visto è sorprendente: la regione di emissione è così piccola che la sorgente sembra quasi puntare direttamente in direzione della Terra. continua ...

La Via Lattea non è in equilibrio

Velocità radiali nel disco della Via Lattea. Il Sole si trova a X=8 kpc e Y=0. Crediti: A&A, M. López-Corredoira et al. 2018

Le stelle della Via Lattea dovrebbero girare intorno al nucleo centrale in maniera simile a come i pianeti girano intorno al Sole, cioè con un moto di rotazione in cui vi è equilibrio tra forza centrifuga e centripeta. Un team internazionale, composto di ricercatori dell’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isc), Centro studi e ricerche Enrico Fermi e dell’Istituto di Astrofisica delle Canarie, analizzando i dati del satellite Gaia, è riuscito a ottenere le più estese mappe di velocità delle stelle della nostra galassia, mettendo in discussione l’ipotesi che le stelle ruotino con soli moti circolari. In diverse zone, infatti, sono stati rivelati moti radiali e verticali di notevole intensità e grandi differenze nella velocità di rotazione. Lo studio è pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics. continua ...

Una figlia delle prime stelle nella Via Lattea

L’immagine mostra la regione di cielo nella quale è stata scoperta la stella. Crediti: Eso/Beletsky/Dss1 + Dss2 + 2Mass

Un gruppo di astronomi, guidati da Kevin Schlaufman della Johns Hopkins University, ha scoperto quella che potrebbe essere una delle stelle più antiche dell’universo, un corpo quasi interamente fatto di materiali prodotti direttamente dal Big Bang.

Si sapeva già che la stella catalogata come 2Mass J18082002–5104378 rappresenta un raro “fossile galattico” (vedi qui su Media Inaf), risalente all’epoca di formazione della Via Lattea. Tuttavia è insolita, perché, a differenza di altre stelle con un contenuto metallico molto basso, fa parte del cosiddetto disco sottile della Via Lattea, la parte della galassia in cui risiede anche il Sole. continua ...

Stelle “Neanderthal” nella Via Lattea

Rappresentazione artistica della fusione tra la galassia Gaia-Encelado e la nostra Via Lattea, avvenuta durante le prime fasi di formazione della galassia, 10 miliardi di anni fa. Crediti: Esa; Koppelman, Villalobos and Helmi; Nasa/Esa/Hubble

Circa dieci miliardi di anni fa, quando la Terra ancora non esisteva e il Sole nemmeno, alla nostra galassia, la Via Lattea, è accaduto qualcosa. Qualcosa di grosso: un incontro traumatico del quale ancora porta i segni. Segni assai difficili da afferrare, soprattutto per noi che nella Via Lattea ci siamo dentro fino al collo. E infatti non ce n’eravamo mai accorti prima, benché sia una storia vecchia, appunto, miliardi di anni. Per riuscire a rendersene conto sono stati necessari i dati raccolti dal telescopio spaziale Gaia dell’Esa nei suoi primi 22 mesi di osservazioni. In particolare, i dati di quei sette milioni di stelle per le quali sono disponibili informazioni complete su velocità e posizione. Ebbene, alcune di queste stelle, circa trentamila, hanno tratti e comportamenti anomali: sono stelle decisamente fuori dagli schemi, compreso lo schema stellare per eccellenza, il diagramma Hertzsprung-Russell. E vanno contromano. continua ...

Quel turbolento incontro con la Via Lattea

L’animazione mostra la distribuzione delle stelle al di sopra e al di sotto del piano della Galassia. Crediti: T. Antoja et al. 2018

Come un sasso in uno stagno, un incontro ravvicinato tra la nostra galassia, la Via Lattea, e una galassia nana, avvenuto nell’ultimo miliardo di anni, ha prodotto una perturbazione nel moto nelle stelle del nostro disco galattico presente a tutt’oggi. La scoperta è stata ottenuta da team di ricercatori guidato da Teresa Antoja dell’Università di Barcellona e al quale hanno partecipato Ronald Drimmel ed Eloisa Poggio dell’Istituto Nazionale di Astrofisica a Torino, grazie ai dati super accurati raccolti dalla missione Gaia dell’Agenzia Spaziale Europea. continua ...

Via Lattea, le sue due vite impresse nelle stelle

Notizia shock: la Via Lattea potrebbe essere morta moltissimo tempo fa e stare ora vivendo la sua seconda “giovinezza”! Calcoli effettuati dal ricercatore giapponese Masafumi Noguchi della Tohoku University – illustrati a fine luglio su Nature nell’articolo “The formation of solar-neighbourhood stars in two generations separated by 5 billion years” – hanno rivelato dettagli senza precedenti sulla storia della nostra galassia. Una storia scritta nella composizione elementare delle sue stelle: nella loro firma spettrale è infatti impressa la lista degli ingredienti del gas presente nella galassia all’epoca in cui si sono formate. Detto altrimenti,  le stelle memorizzano l’abbondanza di elementi che costituiscono il gas nel momento in cui si formano. continua ...

La stella gigante con più litio nella Via Lattea

Schizzo schematico della stella gigante ricca di litio e della sua posizione nella galassia. Crediti: Naoc

Il litio non è solo uno degli elementi più importanti per far funzionare le batterie dei nostri cellulari o per alcuni processi industriali, ma è anche il terzo elemento della tavola periodica. Questo significa che è il più pesante fra i tre elementi formatisi all’epoca del Big Bang, secondo le teorie cosmologiche attuali, assieme ai più noti –e leggeri – idrogeno ed elio ( sì, quello che inspirato a piccole dosi vi fa avere una voce strana). L’abbondanza di questi tre elementi è una delle prove più forti a favore della teoria del Big Bang. continua ...

Un fantasma nella Via Lattea

Immagine dal telescopio spaziale Spitzer della Nasa. La radiazione infrarossa con lunghezze d’onda di 3,6 micron è stata mappata in blu, quella di 4,5 micron in rosso. Il colore bianco è una combinazione di entrambe le lunghezze d’onda, mentre i filamenti di Hbh 3 si irradiano solo a una lunghezza d’onda più lunga di 4,5 micron. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Ipac

Hbh 3 è una sorta di guinness dei primati cosmologico. Gli astronomi stimano che la sua data di formazione possa risalire a circa un milione di anni fa, data nella quale potrebbe essere avvenuta l’esplosione della stella che ha dato origine a questo resto di supernova. Risale al 1966 la sua prima osservazioneusando radiotelescopi continua ...

Trovata la sorella smarrita della Via Lattea

La Galassia di Andromeda, M31. Nell’immagine è visibile anche M32, quasi al centro, sopra al disco della galassia più grande. Crediti: Wikimedia Commons/Adam Evans

Non sapevamo nemmeno che esistesse, eppure i suoi resti erano lì, sotto i nostri occhi almeno dai tempi di Charles Messier. Parliamo di un’enorme galassia sorella della nostra, che si trovava proprio nel nostro quartiere galattico. Richard D’Souza e Eric Bell, rispettivamente ricercatore postdoc e professore di astronomia dell’Università del Michigan, hanno scoperto che la galassia di Andromeda (o M31 dal catologo di Messier), il nostro gigantesco dirimpettaio galattico più vicino, ha distrutto e cannibalizzato una massiccia galassia due miliardi di anni fa. Numerose le prove dell’avvenuto banchetto, ma non era una pista facile da individuare: un alone quasi invisibile di stelle più grande della stessa galassia di Andromeda, un elusivo flusso stellare e un’enigmatica galassia compatta separata, M32I ricercatori sono stati in grado di mettere insieme questi indizi utilizzando modelli e simulazioni al computer tali da permettere di capire che, sebbene molte delle galassie compagne siano state consumate da Andromeda, la maggior parte delle stelle nel debole alone esterno di M31 sono i resti di un’unica grande galassia. Il risultato dell’indagine è stato pubblicato oggi su Nature Astronomy. continua ...

L’orecchio di Ska svela il cuore della Via Lattea

Questa immagine del telescopio MeerKat è considerata la più chiara fotografia del centro della Via Lattea e include caratteristiche mai viste prima, regioni di formazione stellare e filamenti radio. Crediti: Sarao

Dopo un decennio tra progettazione e costruzione, il radiotelescopio MeerKat è finalmente pronto ed è stato inaugurato oggi in Sudafrica alla presenza di David Mabuza, vice presidente sudafricano, e di molte autorità provenienti da diverse nazioni. All’evento, organizzato dal Dipartimento della Scienza e della Tecnologia del Sudafrica, è stato svelato un panorama mozzafiato della Via Lattea ottenuto con le antenne MeerKat che rivela dettagli straordinari della regione che circonda il buco nero supermassiccio al centro della nostra galassia. continua ...

La grande collisione che ha cambiato la Via Lattea

Rappresentazione artistica dell’incontro tra la nostra galassia, la Via Lattea, e la più piccola galassia Sausage, avvenuto tra 8 e  10 miliardi di anni fa. La registrazione di questo antico incontro è ancora conservata nelle velocità e nella chimica delle stelle. Crediti: V. Belokurov (Cambridge, UK); Based on image by Eso/Juan Carlos Muñoz

Tra otto e dieci miliardi di anni fa non avreste voluto abitare in questa galassia, poiché la situazione sarebbe stata abbastanza caotica. Un gruppo internazionale di astronomi ha infatti scoperto che in quel periodo la Via Lattea si stava scontrando frontalmente con un’altra galassia, più piccola, che ha avuto la peggio, venendo fatta a pezzi dallo scontro. Lo schianto cosmico è stato comunque un evento determinante anche nella storia della Via Lattea, di cui ha ridisegnato la struttura, modellando sia il suo bulge -il nucleo interno- che l’alone esterno, secondo quanto descritto dagli astronomi in una serie di nuovi articoli, pubblicati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, The Astrophysical Journal Letters e arXiv.org. continua ...