Marte, c’era una volta tanta acqua sottoterra

Il fondo di uno dei crateri analizzati, anticamente riempitosi d’acqua proveniente da falde acquifere. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Msss; F. Salese et al. (2019)

Quello che ai più appare come un paesaggio desolato e morto, per i geologi è un libro che – seppur sbiadito, pieno di cancellature e rifacimenti – racconta una storia a chi la sa leggere.

Una delle storie impresse nei crateri di Marte, risalente a qualcosa come 3.5 miliardi di anni fa, viene ora rivelata da una nuova ricerca, da poco pubblicata sul Journal of Geophysical Research – Planets e guidata da Francesco Salese della Università di Utrecht, in Olanda, in collaborazione l’Università “Gabriele D’Annunzio” di Pescara e l’Università libera di Berlino. continua ...

E su Marte si scatenò la tempesta (con vittime)

Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

La tempesta di sabbia che ha avvolto Marte per mesi ha fatto una vittima illustre. Il rover Nasa Opportunity, vero veterano dell’esplorazione del pianeta rosso, non si è più risvegliato dallo stato di ibernazione forzata nella quale era caduto per mancanza di energia. A causa della polvere, che aveva reso opaca l’atmosfera marziana, i suoi pannelli solari non ricevevano più abbastanza insolazione per garantire il minimo livello richiesto dalla sonda per operare. In questi casi, solo l’orologio di bordo avrebbe dovuto continuare a funzionare, per ricordare alla sonda di chiamare casa, appena le condizioni fossero migliorate e le batterie fossero tornate ad un livello tale da permettere al rover di riprendere l’attività. Era successo nel 2007, in occasione di un’altra tempesta di sabbia che però si era esaurita in poche settimane. Si tratta di eventi che fanno parte della meteorologia marziana, ma, nel giugno dell’anno scorso, si era capito che si stava preparando un evento di dimensioni planetarie. Dopo aver mandato foto di un cielo sempre più oscurato, il rover si è chiuso in un forzato silenzio perché si era dovuto mettere in modalità di risparmio energetico. Anche la sonda Curiosity, in tutt’altra parte del pianeta, rivelava la presenza di sabbia nell’atmosfera, ma continuava a lavorare perché, grazie al suo generatore nucleare, può funzionare indipendentemente dai capricci del tempo. continua ...

Stazione meteo su Marte aperta al pubblico

Questo è il primo selfie completo di InSight su Marte, nel quale di vedono i pannelli solari e il ponte del lander. In cima al ponte ci sono i suoi strumenti scientifici, i bracci dei sensori meteorologici e l’antenna Uhf. Il selfie risale al 6 dicembre 2018 (Sol 10) ed è composto da 11 immagini che sono state prese dalla sua Instrument Deployment Camera, situata sul gomito del suo braccio robotico. Quelle immagini sono poi state unite insieme in un mosaico. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Non importa quanto freddo sia il nostro inverno, quello sul Pianeta rosso probabilmente lo è molto di più. Non ci credete? Controllate voi stessi: a partire da oggi, sarà possibile consultare un bollettino meteorologico giornaliero gentilmente offerto dal lander InSight della Nasa, direttamente da Elysium Planitia, pianeta Marte. continua ...

InSight si prepara a perforare Marte

Il lander InSight della NASA ha posizionato la sonda di calore, chiamata Heat and Physical Properties Package (HP3), sulla superficie di Marte il 12 febbraio 2019. Crediti: NASA/JPL-Caltech/DLR

Il lander InSight della Nasa ha piazzato il suo secondo strumento sulla superficie marziana. Nuove immagini confermano che HP3 (Heat Flow and Physical Properties) è stato schierato con successo il 12 febbraio, a circa 1 metro dal sismometro di InSight, che il lander ha recentemente coperto con uno scudo protettivo, che lo proteggerà dal vento marziano e dalle escursioni termiche estreme. HP3 misurerà il flusso di calore che si muove attraverso il sottosuolo marziano e potrà aiutare gli scienziati a capire quanta energia occorre per costruire un mondo roccioso. continua ...

Marte a portata di mano

15.02.2019, ore 18:00

Marte a portata di mano. Anzi, a portata di sguardo, nei cieli della capitale. È il tema di Occhi su Marte, la manifestazione che si svolge domani, venerdì 15 febbraio, al Dipartimento di matematica e fisica dell’Università di Roma Tre. Dalle 18 fino a notte inoltrata, Marte, e più in generale l’astrofisica e la ricerca, saranno al centro di un evento dove studenti e ricercatori guideranno il pubblico tra conferenze, esperimenti, spettacoli e giochi scientifici. continua ...

Sean Penn: primo uomo su Marte

18.12.2018

Sean Penn in una scena della serie

Non c’è bisogno di aspettare il 2019 e la storica ricorrenza che si porta appresso – i cinquant’anni dell’uomo sulla Luna – perché il fuoco della curiosità e dell’avventura torni ad ardere vigoroso nel cuore dell’uomo. Prometeo, esploratore.

Con un’anteprima gratuita dei primi due episodi in 30 sale cinema, martedì 18 dicembre, arriva la serie evento che negli Stati Uniti ha emozionato pubblico e critica: The First. Protagonista, il due volte premio Oscar Sean Penn. continua ...

Marte: InSight visto dall’alto

Ha già dispiegato il suo bracco robotico con il quale ha scattato il primo selfie marziano ed è su Marte da pochissimi Sol (giorni marziani). Insomma, InSight già si è dato un gran da fare. Le sonde che orbitano attorno al Pianeta rosso non sono a riposo, bensì hanno tenuto d’occhio la discesa e il successivo ammartaggio del lander della Nasa.

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Tra il 6 e l’11 dicembre la camera Hirise sulla sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato il lander InSight, il suo paracadute e lo scudo termico. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/University of Arizona
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InSight nella sabbiera: quanta polvere su Marte!

Il lander InSight della Nasa ha attivato la sua Instrument Context Camera (Icc) lo scorso 30 novembre catturando questa vista polverosa di Marte. La fotocamera Icc è dotato di un obiettivo fisheye che crea un orizzonte curvo. Alcuni grumi di polvere sono ancora visibili sull’obiettivo della fotocamera. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Già sapevamo che Marte è sprovvisto di paesaggi tropicali, e che di simile a una spiaggia caraibica c’è solo tanta, tanta e ancora tanta sabbia. Diciamo una quantità di polvere a cui non siamo abituati, ma con cui rover e lander sul Pianeta rosso devono convivere. InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) della Nasa è arrivato con successo sul quarto pianeta del Sistema solare lunedì 26 novembre dopo un viaggio durato quasi 7 mesi. La regione scelta per l’ammartaggio è, appunto, una vastissima distesa di polvere: Elysium Planitia, una zona vulcanica che si trova in prossimità dell’equatore. Parliamo di un mastodontico complesso vulcanico, il secondo su Marte, il cui picco arriva a 16 chilometri d’altezza (pensate che il monte Everest – la vetta più alta della Terra – non arriva a 9 chilometri). Secondo gli esperti, sarà il luogo ideale per studiare il mantello e il sottosuolo marziano, vista la sua storia geologica e la sua bizzarra composizione chimica. continua ...

InSight è arrivato, la “talpa” è su Marte

L’entusiasmo dei tecnici della missione al Jet Propulsion Laboratory della Nasa, a Pasadena, alla ricezione del segnale che conferma l’avvenuto atterraggio. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Sono le 20:52:59 ora italiana di lunedì 26 novembre quando, dalla regione equatoriale del Pianeta rosso nota come Elysium Planitia, arriva l’agognato segnale: la terrificante sequenza di atterraggio soprannominata ”i sette minuti di terrore” –  e chi fra voi l’ha seguita in diretta non farà fatica a intuirne il motivo – si è conclusa correttamente. L’entusiasmo, al centro di controllo Nasa, è incontenibile. «Oggi siamo atterrati con successo su Marte per l’ottava volta nella storia dell’umanità», commenta a caldo Jim Bridenstine, l’amministratore della Nasa. Otto volte a fronte di un cospicuo numero di fallimenti, a riprova della difficoltà estrema di questa manovra. Ma ancora non è finita. La missione, dal punto di vista della scienza, ha inizio da questo momento. «InSight studierà l’interno di Marte», spiega Bridenstine. Ed è in quell’interno che si gioca la scommessa più grande: per raggiungerlo, InSight dovrà scavare come nessuno ha mai fatto prima in un mondo al di fuori della Terra. continua ...

Insight arriva su Marte sotto gli occhi di Srt

La strumentazione di Insight. Crediti: Jpl/Nasa

Il momento è arrivato: oggi, pochi minuti prima delle 21 ora italiana, la sonda Insight della Nasa atterra su Marte: la procedura più rischiosa a cui la missione sarà sottoposta. Dalle 20 sarà possibile seguire la diretta dal centro di controllo del Jet Propulsion Laboratory (Jpl), in California, dove i segnali della sonda arriveranno con un ritardo di 8 minuti e 7 secondi dovuto alla distanza.

Mentre gli ultimi aggiustamenti di rotta previsti sono state eseguiti ieri, 25 novembre, gli ingegneri del Jpl avranno tempo fino alle 17:47 di oggi per inviare eventuali ulteriori comandi e raffinare ulteriormente la traiettoria di arrivo di Insight al Pianeta rosso, tenendo conto delle puntuali informazioni meteorologiche fornite dalle sonde Nasa Mro, Maven e Curiosity. Dopo di che il sistema automatizzato dovrà cavarsela da solo per planare dolcemente nel sito di atterraggio designato. continua ...

Che suono fa l’alba di Marte?

Musica e scienza possono convivere perché, anche se con linguaggi e registri diversi, riescono a raccontare le stesse storie. Ed è ciò che fanno Domenico Vicinanza (ricercatore presso l’Anglia Ruskin University e Geant) e Genevieve Williams (University of Exeter) creando note musicali da dati scientifici. La sonificazione è ormai a pieno titolo una delle molte forme di divulgazione che avvicinano gli scienziati al pubblico: descrivendo la scienza in musica, gli esperti cercano di spiegare in maniera accattivante le loro scoperte. In questo caso, è stata creata una colonna sonora per la cinquemillesima alba marziana ripresa dal rover Opportunity. continua ...

Una strana nube bianca su Marte

Formazione della nuvola nei pressi dello Arsia Mons ripresa il 21 settembre 2018 dalla High Resolution Stereo Camera a bordo della sonda Esa Mars Express. Si distingue bene l’ombra sulla superficie. Crediti: Esa/Dlr/FU Berlin

A partire dal 13 settembre, il satellite Mars Express dell’Esa ha osservato l’evoluzione di una strana nube allungata, che si estende per 1500 chilometri verso ovest parallelamente all’equatore, proprio in prossimità del gigantesco vulcano Arsia Mons.

Nostante la sua posizione, non si tratta naturalmente del pennacchio di vapore sprigionato da una qualche attività vulcanica, ma è piuttosto una nuvola di ghiaccio generata dall’influenza che il rilievo esercita sul flusso d’aria che lo investe. continua ...

Un rabdomante italiano per Marte

Analoghi astronauti utilizzano il geo radar ScanMars durante la missione analoga Amadee-18 in Oman. Crediti: Oewf – Austrian Space Forum

Un gruppo di cosiddetti astronauti analoghi ha sperimentato con successo un geo-radar che potrebbe aiutare futuri esploratori di Marte a identificare il punto in cui scavare un pozzo per trovare l’acqua. Si chiama ScanMars ed è un esperimento italiano il cui funzionamento è stato dimostrato con successo nella regione desertica del Dhofar, nel Sultanato dell’Oman, durante la missione analoga-marziana Amadee-18 nel febbraio 2018. I risultati sono stati presentati da Alessandro Frigeri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica al Congresso europeo di planetologia (Epsc 2018) in corso di svolgimento a Berlino. continua ...

Così abbiamo scoperto l’acqua su Marte

Marte in opposizione (rappresentazione artistica non in scala). Crediti: Nasa

Bellissimo, nel suo bagliore rossastro, Marte è il dominatore del cielo estivo. Questa notte, però, dovrà fare i conti con molte altre comprimarie perché le stelle cadenti saranno numerose. Sono le Perseidi e segnano la fine infuocata di granelli di polvere cosmica lasciata nel suo cammino dalla comete Swift-Tuttle. Ma Marte non teme concorrenza, le stelle cadenti sono imprevedibili ed effimere mentre il pianeta ci offre uno spettacolo garantito. Non bisogna neanche fare lo sforzo di alzare gli occhi perché Marte è piuttosto basso sull’orizzonte. Quando cala la notte, guardate verso Sud e lo vedrete splendere in modo speciale, perché siamo nel periodo di grande opposizione, il momento di maggiore avvicinamento alla Terra, quando Marte è visibile per tutta la notte. L’opposizione di quest’anno è molto favorevole, perché la combinazione delle orbite di Marte e della Terra fa sì che la distanza tra i due pianeti sia minima e quindi le dimensioni apparenti di Marte siano le massime possibili. continua ...

Ritratto pre-opposizione: ecco Marte e Saturno

Questa immagine realizzata dal telescopio spaziale Hubble mostra Marte e Saturno. Le osservazioni di entrambi gli oggetti sono state fatte tra giugno e luglio 2018 e mostrano i pianeti vicini alla loro opposizione. Crediti: Saturn: Nasa, Esa, A. Simon (Gsfc) and the Opal Team, and J. DePasquale (Stsci); Mars: Nasa, Esa, and Stsci

Non perdetevi l’eclissi lunare di questa notte (la fase di totalità si verificherà tra le 21:30 e le 23:13), anche perché saranno visibili a occhi nudo ben 4 pianeti: Venere, Giove, Saturno e Marte. I primi tre saranno davanti ai nostri occhi sin dal tramonto, quando la Luna entrerà nel cono d’ombra, mentre per il Pianeta rosso (di cui tanto avete sentito parlare nelle ultime 48 ore) bisognerà attendere le 21 e sorgerà insieme alle stelle del Capricorno, poco al di sotto della Luna in eclissi. continua ...