Sean Penn: primo uomo su Marte

18.12.2018

Sean Penn in una scena della serie

Non c’è bisogno di aspettare il 2019 e la storica ricorrenza che si porta appresso – i cinquant’anni dell’uomo sulla Luna – perché il fuoco della curiosità e dell’avventura torni ad ardere vigoroso nel cuore dell’uomo. Prometeo, esploratore.

Con un’anteprima gratuita dei primi due episodi in 30 sale cinema, martedì 18 dicembre, arriva la serie evento che negli Stati Uniti ha emozionato pubblico e critica: The First. Protagonista, il due volte premio Oscar Sean Penn. continua ...

Marte: InSight visto dall’alto

Ha già dispiegato il suo bracco robotico con il quale ha scattato il primo selfie marziano ed è su Marte da pochissimi Sol (giorni marziani). Insomma, InSight già si è dato un gran da fare. Le sonde che orbitano attorno al Pianeta rosso non sono a riposo, bensì hanno tenuto d’occhio la discesa e il successivo ammartaggio del lander della Nasa.

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Tra il 6 e l’11 dicembre la camera Hirise sulla sonda della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato il lander InSight, il suo paracadute e lo scudo termico. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/University of Arizona
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InSight nella sabbiera: quanta polvere su Marte!

Il lander InSight della Nasa ha attivato la sua Instrument Context Camera (Icc) lo scorso 30 novembre catturando questa vista polverosa di Marte. La fotocamera Icc è dotato di un obiettivo fisheye che crea un orizzonte curvo. Alcuni grumi di polvere sono ancora visibili sull’obiettivo della fotocamera. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Già sapevamo che Marte è sprovvisto di paesaggi tropicali, e che di simile a una spiaggia caraibica c’è solo tanta, tanta e ancora tanta sabbia. Diciamo una quantità di polvere a cui non siamo abituati, ma con cui rover e lander sul Pianeta rosso devono convivere. InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport) della Nasa è arrivato con successo sul quarto pianeta del Sistema solare lunedì 26 novembre dopo un viaggio durato quasi 7 mesi. La regione scelta per l’ammartaggio è, appunto, una vastissima distesa di polvere: Elysium Planitia, una zona vulcanica che si trova in prossimità dell’equatore. Parliamo di un mastodontico complesso vulcanico, il secondo su Marte, il cui picco arriva a 16 chilometri d’altezza (pensate che il monte Everest – la vetta più alta della Terra – non arriva a 9 chilometri). Secondo gli esperti, sarà il luogo ideale per studiare il mantello e il sottosuolo marziano, vista la sua storia geologica e la sua bizzarra composizione chimica. continua ...

InSight è arrivato, la “talpa” è su Marte

L’entusiasmo dei tecnici della missione al Jet Propulsion Laboratory della Nasa, a Pasadena, alla ricezione del segnale che conferma l’avvenuto atterraggio. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

Sono le 20:52:59 ora italiana di lunedì 26 novembre quando, dalla regione equatoriale del Pianeta rosso nota come Elysium Planitia, arriva l’agognato segnale: la terrificante sequenza di atterraggio soprannominata ”i sette minuti di terrore” –  e chi fra voi l’ha seguita in diretta non farà fatica a intuirne il motivo – si è conclusa correttamente. L’entusiasmo, al centro di controllo Nasa, è incontenibile. «Oggi siamo atterrati con successo su Marte per l’ottava volta nella storia dell’umanità», commenta a caldo Jim Bridenstine, l’amministratore della Nasa. Otto volte a fronte di un cospicuo numero di fallimenti, a riprova della difficoltà estrema di questa manovra. Ma ancora non è finita. La missione, dal punto di vista della scienza, ha inizio da questo momento. «InSight studierà l’interno di Marte», spiega Bridenstine. Ed è in quell’interno che si gioca la scommessa più grande: per raggiungerlo, InSight dovrà scavare come nessuno ha mai fatto prima in un mondo al di fuori della Terra. continua ...

Insight arriva su Marte sotto gli occhi di Srt

La strumentazione di Insight. Crediti: Jpl/Nasa

Il momento è arrivato: oggi, pochi minuti prima delle 21 ora italiana, la sonda Insight della Nasa atterra su Marte: la procedura più rischiosa a cui la missione sarà sottoposta. Dalle 20 sarà possibile seguire la diretta dal centro di controllo del Jet Propulsion Laboratory (Jpl), in California, dove i segnali della sonda arriveranno con un ritardo di 8 minuti e 7 secondi dovuto alla distanza.

Mentre gli ultimi aggiustamenti di rotta previsti sono state eseguiti ieri, 25 novembre, gli ingegneri del Jpl avranno tempo fino alle 17:47 di oggi per inviare eventuali ulteriori comandi e raffinare ulteriormente la traiettoria di arrivo di Insight al Pianeta rosso, tenendo conto delle puntuali informazioni meteorologiche fornite dalle sonde Nasa Mro, Maven e Curiosity. Dopo di che il sistema automatizzato dovrà cavarsela da solo per planare dolcemente nel sito di atterraggio designato. continua ...

Che suono fa l’alba di Marte?

Musica e scienza possono convivere perché, anche se con linguaggi e registri diversi, riescono a raccontare le stesse storie. Ed è ciò che fanno Domenico Vicinanza (ricercatore presso l’Anglia Ruskin University e Geant) e Genevieve Williams (University of Exeter) creando note musicali da dati scientifici. La sonificazione è ormai a pieno titolo una delle molte forme di divulgazione che avvicinano gli scienziati al pubblico: descrivendo la scienza in musica, gli esperti cercano di spiegare in maniera accattivante le loro scoperte. In questo caso, è stata creata una colonna sonora per la cinquemillesima alba marziana ripresa dal rover Opportunity. continua ...

Una strana nube bianca su Marte

Formazione della nuvola nei pressi dello Arsia Mons ripresa il 21 settembre 2018 dalla High Resolution Stereo Camera a bordo della sonda Esa Mars Express. Si distingue bene l’ombra sulla superficie. Crediti: Esa/Dlr/FU Berlin

A partire dal 13 settembre, il satellite Mars Express dell’Esa ha osservato l’evoluzione di una strana nube allungata, che si estende per 1500 chilometri verso ovest parallelamente all’equatore, proprio in prossimità del gigantesco vulcano Arsia Mons.

Nostante la sua posizione, non si tratta naturalmente del pennacchio di vapore sprigionato da una qualche attività vulcanica, ma è piuttosto una nuvola di ghiaccio generata dall’influenza che il rilievo esercita sul flusso d’aria che lo investe. continua ...

Un rabdomante italiano per Marte

Analoghi astronauti utilizzano il geo radar ScanMars durante la missione analoga Amadee-18 in Oman. Crediti: Oewf – Austrian Space Forum

Un gruppo di cosiddetti astronauti analoghi ha sperimentato con successo un geo-radar che potrebbe aiutare futuri esploratori di Marte a identificare il punto in cui scavare un pozzo per trovare l’acqua. Si chiama ScanMars ed è un esperimento italiano il cui funzionamento è stato dimostrato con successo nella regione desertica del Dhofar, nel Sultanato dell’Oman, durante la missione analoga-marziana Amadee-18 nel febbraio 2018. I risultati sono stati presentati da Alessandro Frigeri dell’Istituto Nazionale di Astrofisica al Congresso europeo di planetologia (Epsc 2018) in corso di svolgimento a Berlino. continua ...

Così abbiamo scoperto l’acqua su Marte

Marte in opposizione (rappresentazione artistica non in scala). Crediti: Nasa

Bellissimo, nel suo bagliore rossastro, Marte è il dominatore del cielo estivo. Questa notte, però, dovrà fare i conti con molte altre comprimarie perché le stelle cadenti saranno numerose. Sono le Perseidi e segnano la fine infuocata di granelli di polvere cosmica lasciata nel suo cammino dalla comete Swift-Tuttle. Ma Marte non teme concorrenza, le stelle cadenti sono imprevedibili ed effimere mentre il pianeta ci offre uno spettacolo garantito. Non bisogna neanche fare lo sforzo di alzare gli occhi perché Marte è piuttosto basso sull’orizzonte. Quando cala la notte, guardate verso Sud e lo vedrete splendere in modo speciale, perché siamo nel periodo di grande opposizione, il momento di maggiore avvicinamento alla Terra, quando Marte è visibile per tutta la notte. L’opposizione di quest’anno è molto favorevole, perché la combinazione delle orbite di Marte e della Terra fa sì che la distanza tra i due pianeti sia minima e quindi le dimensioni apparenti di Marte siano le massime possibili. continua ...

Ritratto pre-opposizione: ecco Marte e Saturno

Questa immagine realizzata dal telescopio spaziale Hubble mostra Marte e Saturno. Le osservazioni di entrambi gli oggetti sono state fatte tra giugno e luglio 2018 e mostrano i pianeti vicini alla loro opposizione. Crediti: Saturn: Nasa, Esa, A. Simon (Gsfc) and the Opal Team, and J. DePasquale (Stsci); Mars: Nasa, Esa, and Stsci

Non perdetevi l’eclissi lunare di questa notte (la fase di totalità si verificherà tra le 21:30 e le 23:13), anche perché saranno visibili a occhi nudo ben 4 pianeti: Venere, Giove, Saturno e Marte. I primi tre saranno davanti ai nostri occhi sin dal tramonto, quando la Luna entrerà nel cono d’ombra, mentre per il Pianeta rosso (di cui tanto avete sentito parlare nelle ultime 48 ore) bisognerà attendere le 21 e sorgerà insieme alle stelle del Capricorno, poco al di sotto della Luna in eclissi. continua ...

Marte, c’è un lago sotterrano di acqua liquida

Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l’emisfero sud di Marte, sovrapposto a una sezione radar dei depositi stratificati polari meridionali. La sezione del radar è stata inclinata di 90°. La linea bianca più a sinistra è l’eco del radar di superficie, mentre le macchie blu chiaro lungo l’eco radar basale evidenziano aree di riflettività molto alta, interpretate come dovute alla presenza di acqua. Crediti: Esa, Inaf. Elaborazione grafica di Davide Coero Borga – Media Inaf continua ...

Aurore diurne su Marte

Andando verso i poli, sulla Terra, nel cielo notturno è possibile osservare uno spettacolo di spettrali luci colorate: le aurore. Queste si creano quando particelle energetiche si tuffano nell’atmosfera di un pianeta, bombardandone i gas e facendoli brillare. Sebbene siano in genere gli elettroni a causare questo fenomeno naturale, più raramente possono essere i protoni. Anche su Marte sono visibili aurore, ma un nuovo tipo di aurora appena individuato dalla sonda Maven della Nasa è molto difficile da osservare: avviene su gran parte del lato diurno del pianeta rosso. continua ...

Si sente l’effetto della primavera su Marte

L’antenna radar Marsis a bordo di Mars Express usualmente raccoglie dati sul sottosuolo marziano, ma in questo caso ha conteggiato gli elettroni presenti in ionosfera lungo un periodo di dieci anni. Crediti: Esa, D. Ducross

La sonda europea Mars Express – che ha da poco festeggiato i 15 anni nello spazio – ha messo a segno un altro colpo per la conoscenza climatologica di Marte. Grazie all’analisi dei dati raccolti in oltre 10 anni dal radar Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding) a bordo di Mars Express, un gruppo di ricerca internazionale ha scoperto che la tenue e complessa atmosfera marziana si comporta come un sistema unico e interconnesso. Un sistema in cui i processi atmosferici che si svolgono negli strati intermedi e più bassi riescono a influenzare in maniera significativa ciò che avviene nelle parti più alte dell’atmosfera di Marte. continua ...

In Antartide per capire se c’è vita su Marte

Indagine georadar in un lago perennemente ghiacciato in Antartide. Foto Dalle Fratte © PNRA

Un team di ricerca italiano del quale fa parte anche l’Istituto per l’ambiente marino costiero del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iamc) di Messina, oltre alle Università dell’Insubria, di Perugia, di Bolzano, di Trieste, di Venezia e della Tuscia, ha studiato in Antartide le brine, liquidi molto salati, in cui prosperano microorganismi che si sono adattati a vivere in crio-ecosistemi (sistemi estremi caratterizzati da basse temperature). Lo studio è stato condotto in un lago perennemente ghiacciato di Tarn Flat, nella Terra Vittoria, dove sono state rinvenute due distinte comunità di funghi in due strati di brine, separati da un sottile strato di ghiaccio di 12 cm. I risultati ottenuti sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports. continua ...

Marte: così non lo avete mai visto

Immagine composita con cinque porzioni della superficie marziana riprese dallo strumento CaSSIS. Crediti: Esa/Roscosmos/Cassis/Inaf Padova

Le immagini scattate dallo strumento Colour and Stereo Surface Imaging System (CaSSIS), svelate nel corso di un workshop organizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), mostrano il Pianeta rosso in una veste totalmente nuova ed inaugurano l’iniziativa di rilascio di un’immagine inedita a settimana. Saranno immagini in 3D dalle quali si potranno fare analisi morfologiche della superficie marziana. continua ...