Materia oscura, è l’ora delle Simps

Le strutture fondamentali di un pione (a sinistra) e di un’ipotetica Simp (particella massiva fortemente interagente). I pioni sono formati da un quark up e un antiquark down, con un gluone (g) che li tiene insieme. La Simp qui proposta sarebbe invece formata da un quark e un antiquark tenuti insieme da un tipo di gluone (G) sconosciuto. Crediti: UC Berkeley

Una nuova famiglia di personaggi ha fatto di recente la sua comparsa nello zoo delle particelle, più o meno ipotetiche, congetturate dai fisici nel disperato tentativo di mettere fine al dilemma della materia oscura. Tecnicamente, sarebbero mesoni, ovvero unioni di un quark e un antiquark. Mediaticamente, hanno un nome che sembra partorito dalla fantasia di Matt Groening: Simps. Acronimo di strongly interacting massive particles. Strongly?! Ma come, se interagiscono fortemente, perché mai non si lasciano prendere? Semplice: interagiscono sì fortemente, ma soprattutto in famiglia. Parola di uno degli scienziati che le hanno concepite, Hitoshi Murayama, fisico teorico a UC Berkeley nonché direttore del Kavli Institute for the Physics and Mathematics of the Universe giapponese. continua ...

Materia oscura: primi dati dalla missione Dampe

Il lancio della missione Dampe

La rivista scientifica Nature ha pubblicato i primi risultati dell’esperimento Dampe (DArk Matter Particle Explorer), in orbita su satellite dal dicembre 2015. Si tratta della misura del flusso di elettroni e positroni cosmici di altissima energia (da 55 GeV a 4,6 TeV). Per la prima volta la misura diretta di queste particelle nello spazio riesce a mettere in evidenza e valutare una brusca variazione, in gergo break, nell’andamento del loro flusso in funzione dell’energia. Ad energie al di sopra dei 0.9 TeV, il flusso di elettroni e positroni cambia il suo andamento e si “piega”, decrescendo più rapidamente con l’aumentare dell’energia. Questo fenomeno era stato recentemente misurato solo da esperimenti a terra, con osservazioni indirette, con un’incertezza molto maggiore e risultati in parte ancora preliminari. Dampe, il primo satellite astrofisico cinese, è una collaborazione internazionale a cui lavorano oltre 100 tra scienziati, tecnici e studenti provenienti da istituzioni cinesi, italiane e svizzere guidate dal Purple Mountain Observatory (Pmo) dell’Accademia Cinese di Scienze (Cas). L’Italia è coinvolta con un gruppo di circa venti scienziati dalle sezioni di Perugia, Bari e Lecce dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e le Università di Perugia, Bari e del Salento. continua ...