Juno: risolto il mistero dei fulmini su Giove

Rappresentazione artistica della distribuzione dei fulmini nell’emisfero settentrionale di Giove in un’immagine scattata dalla JunoCam. I dati della missione Juno della Nasa indicano che la maggior parte dell’attività dei fulmini su Giove è vicina ai suoi poli. Crediti: Nasa / Jpl-Caltech / SwRI / JunoCam

Mentre si avvicina il prossimo flyby della sonda Juno della Nasa attorno a Giove (il 16 luglio), gli esperti sono riusciti a risolvere uno dei più grandi misteri di questo gigante gassoso: come nascono i fulmini gioviani e in cosa sono simili o diversi da quelli terrestri? continua ...

Il Disco di Nebra è ancora un mistero

Il Disco di Nebra. Crediti: Dbachmann, Wikipedia

Nel 1999 – in un pertugio nella “Montagna di Mezzo” (Mittelberg), nei pressi di Nebra, in Germania – due tombaroli dissotterrarono, grazie ad un metal detector, numerosi reperti metallici risalenti al 1600 avanti Cristo. Tra questi venne fuori un disco di bronzo intarsiato con lamine in oro, del diametro di 32 cm.

È un peccato che un manufatto così importante sia stato scoperto tramite scavi clandestini. Adriano Gaspani, dell’Osservatorio Astronomico Inaf di Brera, spiega infatti che: «La base per una ricerca archeoastronomica di qualità è il rilievo topografico di precisione dei siti archeologici che si sospetta essere astronomicamente significativi, tenendo sempre ben presente che il dato archeologico deve essere tenuto nella massima considerazione». Difatti, come spiega Gaspani in un ampio articolo da lui già dedicato al Disco di Nebra, non abbiamo alcuna certezza sulla posizione in cui il disco fu sotterrato. Questo ci avrebbe permesso di verificare eventuali allineamenti astronomici, se presenti. continua ...

Risolto il mistero delle luci violette

Steve con la Via Lattea sullo sfondo. Crediti: Nasa Goddard

Si chiama Steve, acronimo di Strong Thermal Emission Velocity Enhancement. È stato scoperto nel 2016 ma fino ad ora non si sapeva cosa fosse. Non è una comune aurora polare, sebbene le assomigli. Le aurore polari, causate dall’interazione delle particelle cariche di origine solare con la ionosfera terrestre, sono caratterizzate principalmente da estese bande luminose, tipicamente rosse, verdi o azzurre che si presentano come ovali attorno ai poli magnetici terrestri, chiamati ovali aurorali. Steve invece si presenta come un nastro viola molto stretto e scintillante, a volte accompagnato da piccole strisce verdi simili a dita aguzze o a travi di una staccionata, osservato in cielo per un tempo variabile da 20 minuti a un’ora. Per la prima volta, grazie alla sinergia tra la citizen science (persone entusiaste di alcuni argomenti scientifici, senza necessariamente un background formativo specifico) e i ricercatori di vari istituti coinvolti, finalmente si è riusciti a scoprire qualcosa di più di questo strano fenomeno ottico. continua ...

CubeSat studentesco risolve mistero decennale

Il CubeSat Csswe in camera pulita. Crediti: Università del Colorado a Boulder

Il mistero che durava da 60 anni sull’origine di alcune particelle altamente energetiche presenti nelle fasce di radiazione attorno alla Terra è stato ora risolto utilizzando i dati raccolti da un mini satellite, un CubeSat da tre unità costruito e gestito da studenti dell’Università del Colorado a Boulder. I risultati del nuovo studio, pubblicati sull’ultimo numero di Nature, indicano che gli elettroni di alta energia rintracciabili nella cintura interna delle fasce di Van Allen – strati di particelle energetiche intrappolate dal campo magnetico terrestre – vengono creati dai raggi cosmici generati da esplosioni di supernove. continua ...