Stelle al ritmo forsennato della “galassia mostro”

Raffigurazione artistica della galassia Cosmos-Aztec-1. Questa galassia si trova a 12.4 miliardi di anni luce di distanza e sta formando stelle mille volte più velocemente della Via Lattea. Le osservazioni di Alma hanno rivelato concentrazioni di gas denso nel disco e una intensa formazione stellare al loro interno. Crediti: Naoj

Utilizzando l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma), un gruppo di ricercatori guidato da Ken-ichi Tadaki, ricercatore postdoc presso la Società giapponese per la promozione della scienza e l’Osservatorio astronomico nazionale del Giappone (Naoj), ha ottenuto la più dettagliata mappa di una strana galassia, nota come Cosmos-Aztec-1. I risultati sono appena stati pubblicati su Nature. continua ...

Il mostro della Nebulosa Laguna

Lanciato il 24 aprile 1990, il telescopio spaziale Hubble ha finora realizzato più di un milione e mezzo di osservazioni su oltre 43500 oggetti celesti. Nella sua ultradecennale carriera, Hubble ha compiuto più di 163mila viaggi attorno al nostro pianeta: se ci fosse un programma frequent flyer spaziale avrebbe già collezionato circa 4 miliardi di miglia, sufficienti per un biglietto di andata e ritorno da Urano. Le osservazioni di Hubble hanno prodotto più di 153 terabyte di dati, in base ai quali sono stati pubblicati più di 15500 articoli scientifici. Ma certamente Hubble è più noto al grande pubblico per le stupefacenti immagini che è in grado di realizzare. continua ...

S’è risvegliato il mostro, ed è un BL Lac

Gabriele Bruni e Francesca Panessa, astrofisici dell’Inaf Iaps di Roma, indicano l’esatta posizione nel cielo gamma del “mostro” da loro scoperto. Crediti: James Rodi / Inaf

Per almeno vent’anni se n’è stato zitto e quieto. Anzi, “radio-quieto”, come lo definiscono gli astronomi: è infatti un raro tipo di blazar, per l’esattezza un oggetto di tipo BL Lac, dall’emissione radio debolissima. Nome in codice J1544–0649, si trova al centro di una galassia a 2.7 miliardi di anni luce da noi, fra la costellazione del Serpente e quella della Vergine. È un buco nero supermassiccio da 400 milioni di masse solari: cento volte più grosso, dunque, di Sagittarius A*, il cuore nero della Via Lattea. E, proprio come Sagittarius A*, se n’è stato appunto buono a lungo. Poi, il 15 maggio 2017, un improvviso ruggito alle alte energie. Abbastanza forte da far tremare i telescopi spaziali X e gamma. Mai si era udito nulla di simile provenire da un oggetto del genere. Ad accorgersene, e a seguirlo passo passo in questa sua fase inquieta, un team internazionale guidato da due astrofisici dell’Inaf, Gabriele Bruni e Francesca Panessa, entrambi in forze allo Iaps di Roma, dove li abbiamo raggiunti per un’intervista. continua ...