Giardini chimici nello spazio

Lo studio esamina come la microgravità potrebbe cambiare i modelli di crescita di questi giardini. Crediti: Nasa

Tra le tante indagini che si conducono quotidianamente sulla Stazione spaziale internazionale, ce n’è una che riguarda uno strano tipo di giardinaggio, il giardinaggio chimico, il cui obiettivo è quello di studiare l’impatto della gravità sulla crescita dei nanotubi. Sulla Terra, i colorati giardini chimici nei quali i cristalli crescono liberamente in ogni forma e colore, vengono spesso usati per far capire agli studenti fenomeni come le sorgenti idrotermali e le reazioni chimiche. Anche se completamente inorganici, questi giardini assomigliano alle piante e sono influenzati nel loro sviluppo dalla forza di gravità. continua ...

Nello spazio con Snoopy

Il premio Silver Snoopy dell’agenzia spaziale americana è conferito da astronauti della Nasa a dipendenti e appaltatori per risultati eccezionali conseguiti, legati alla sicurezza del volo umano o al successo della missione in cui sono coinvolti. Crediti: Nasa

La Nasa e Peanuts Worldwide stanno collaborando attivamente per ideare e sviluppare attività educative mirate a diffondere e condividere con la prossima generazione di esploratori e pensatori, l’entusiasmo per la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica (le cosiddette discipline Stem). La collaborazione, formalizzata attraverso uno Space Act Agreement, offre l’opportunità di caratterizzare il personaggio Snoopy di Charles M. Schulz, con il tema dell’esplorazione spaziale e con contenuti sulle missioni esplorative nello spazio profondo della Nasa. Questo a 50 anni dalla sua prima collaborazione, iniziata durante l’era delle missioni Apollo. continua ...

Batteri selezionati per arrivare nello spazio

George Fox e Madhan Tirumalai all’interno del laboratorio all’Università di Houston. Crediti: University of Houston

Accedere alle camere pulite del Goddard Space Flight Center della Nasa – a Greenbelt, nel Maryland, dove c’è la più grande camera pulita al mondo – o all’interno del Jet Propulsion Laboratory del Caltech, in California, è un’impresa. Si devono anzitutto oltrepassare tappetini adesivi atti a trattenere lo sporco trasportato sulle scarpe. Segue una doccia ad aria compressa, dove decine di getti d’aria spazzano via sudiciume e detriti. E solo dopo queste misure di sterilizzazione si possono indossare tute, copricapi e altri accessori di protezione, tutti accuratamente disinfettati. Nonostante questo percorso a ostacoli, alcuni batteri sopravvivono: ne sono stati trovati all’interno della Stazione spaziale internazionale (dove, tra l’altro, si è visto che alcuni crescono meglio che sulla Terra) e anche a bordo dei rover destinati ad atterrare su Marte. continua ...

Schrödinger nello spazio

Schrödinger nello spazio: impressione artistica della ricerca presentata da Batygin su Mnras. La propagazione delle distorsioni in un disco astrofisico si può capire usando l’equazione di Schrödinger, una pietra miliare della meccanica quantistica. Crediti: James Tuttle Keane, California Institute of Technology.

La meccanica quantistica è il ramo della fisica che descrive il comportamento, qualche volta strano, delle piccole particelle che compongono il nostro universo. Generalmente, le equazioni che descrivono il mondo quantistico sono confinate al regno subatomico: la matematica rilevante alle piccolissime scale non sembra esserlo a scale più grandi, e vice versa. Tuttavia, una nuova sorprendente scoperta da parte di un ricercatore del Caltech suggerisce che l’equazione di Schrödinger – l’equazione fondamentale della meccanica quantistica – è straordinariamente utile nel descrivere l’evoluzione su lungo periodo di certe strutture astronomiche. Il lavoro, condotto da Konstantin Batygin, assistant professor di scienze planetarie e Van Nuys Page Scholar al Caltech, è descritto in un articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

Se la vita è nata nello spazio

L’impatto degli elettroni a bassa energia facilita la formazione di nuove molecole organiche complesse, come l’etanolo, nel ghiaccio dei modelli astrofisici/planetari contenente metano e ossigeno. Mentre alcune delle nuove molecole vengono rilasciate sotto forma di ioni, molte altre permangono nello strato ghiacciato

Potrebbe aver avuto origine nello spazio, quasi sicuramente all’interno del Sistema solare, e solo successivamente essersi sviluppata sulla Terra, trovando un habitat accogliente e congeniale. Parliamo della vita, per come la conosciamo, fatta di molecole, scambio di informazioni, materia pulsante. continua ...

Con il grafene, nello spazio a vele spiegate

Il gruppo GrapheneX davanti alla capsula cilindrica che contiene l’esperimento durante il “lancio”. Crediti: @GrapheneX_DYT

Scoperto nel 2004, il grafene è un materiale costituito da un singolo strato di atomi di carbonio, che potrebbe prestarsi a innumerevoli usi – compresi quelli spaziali – grazie alle sue eccellenti proprietà elettriche, meccaniche e termiche. In collaborazione con Esa, l’Agenzia spaziale europea, si sono conclusi la settimana scorsa due esperimenti in microgravità nell’ambito del Graphene Flagship, il progetto-bandiera europeo per lo sviluppo di applicazioni industriali del grafene. continua ...