Individuate molecole di glicolonitrile nello spazio

L’immagine sullo sfondo mostra la regione di formazione stellare di Rho Ophiuchi, a 450 anni luce della Terra, osservata col telescopio spaziale Herschel dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), in particolare con lo strumento Spire a 500 microns. La posizione del sistema protostellare di tipo solare (una versione “baby” del nostro Sole) Iras 16293-2422 è indicata con un cerchio bianco. Crediti: Esa Herschel-Spire & Víctor M. Rivilla (Inaf Arcetri) & Ben Mills.

Shaoshan Zeng, dottoranda presso la Queen Mary University di Londra, e il team di ricercatori da lei guidato, hanno individuato per la prima volta l’esistenza di molecole prebiotiche di glicolonitrile (HOCH2CN) nello spazio, per la precisione nel materiale che circonda la stella in formazione Iras 16293-2422 B, distante circa 450 anni luce da noi. La scoperta, importante per lo studio delle molecole di Dna e Rna nello spazio, è stata realizzata grazie ai dati raccolti dalle antenne di Alma (Atacama Large Millimeter/submillimetre Array) in Cile ed è stata appena pubblicata sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters. Tra gli autori c’è anche Víctor M. Rivilla, ricercatore dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Arcetri a Firenze con un contratto Marie Skłodowska-Curie, nell’ambito del programma AstroFIt2, e Leonardo Testi, astronomo dell’Eso e associato Inaf. continua ...

Incontri e congiunzioni: Capodanno nello spazio

Il team di Hayabusa2 festeggia la fine delle operazioni di congiunzione solare. Crediti Jaxa

Anche le sonde spaziali festeggiano il Capodanno e lo fanno portandoci belle notizie. Hayabusa2 ha portato a termine la delicata operazione di volo nella fase di congiunzione solare. Di cosa si tratta? La sonda giapponese è in orbita attorno all’asteroide 162173 Ryugu a oltre 350 milioni di chilometri dalla Terra, e viaggiando nel Sistema solare è normale che, nel loro viaggio attorno al Sole, finiscano per trovarsi proprio dietro alla nostra stella. Quando questo accade, i centri di controllo che gestiscono le operazioni di volo sono costretti a interrompere qualsiasi comunicazione. La congiunzione solare, per Ryugu, ha reso impossibili le comunicazioni per circa due mesi, novembre e dicembre. È però terminata durante lo scorso fine settimana, il 29 dicembre, permettendo agli scienziati della Jaxa di inviare ai razzi i comandi necessari per riportare – alla velocità di 14  cm/s –  Hayabusa2 nella sua “casa madre”, a circa 20 km dalla superficie di Ruygu. Operazione, questa, coordinata da una scienziata italiana, Stefania Soldini, oggi project research engineer alla Jaxa nel team di Hayabusa2 e responsabile per le operazioni nella fase di congiunzione solare. continua ...

Molecole radioattive nello spazio

Rappresentazione a colori delle diverse componenti della nebulosa fredda che circonda la stella CK Vul. Le regioni blu mostrano l’emissione di diazenilio (N2H+) e le regioni rosse rappresentano l’emissione di metanolo (CH3OH). L’emissione di AlF è indicata in ciano, verde e giallo. La molecola radioattiva di 26AlF è stata osservata solo nella regione più interna della struttura. Una parte delle molecole ionizzate osservate, come N2H +, può essere prodotta da decadimenti radioattivi di 26Al. Il segnale di pericolo in basso a sinistra si riferisce alla molecola radioattiva 26AlF trovata in questa nebulosa. Crediti: T. Kamiński continua ...

Giardini chimici nello spazio

Lo studio esamina come la microgravità potrebbe cambiare i modelli di crescita di questi giardini. Crediti: Nasa

Tra le tante indagini che si conducono quotidianamente sulla Stazione spaziale internazionale, ce n’è una che riguarda uno strano tipo di giardinaggio, il giardinaggio chimico, il cui obiettivo è quello di studiare l’impatto della gravità sulla crescita dei nanotubi. Sulla Terra, i colorati giardini chimici nei quali i cristalli crescono liberamente in ogni forma e colore, vengono spesso usati per far capire agli studenti fenomeni come le sorgenti idrotermali e le reazioni chimiche. Anche se completamente inorganici, questi giardini assomigliano alle piante e sono influenzati nel loro sviluppo dalla forza di gravità. continua ...

Nello spazio con Snoopy

Il premio Silver Snoopy dell’agenzia spaziale americana è conferito da astronauti della Nasa a dipendenti e appaltatori per risultati eccezionali conseguiti, legati alla sicurezza del volo umano o al successo della missione in cui sono coinvolti. Crediti: Nasa

La Nasa e Peanuts Worldwide stanno collaborando attivamente per ideare e sviluppare attività educative mirate a diffondere e condividere con la prossima generazione di esploratori e pensatori, l’entusiasmo per la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica (le cosiddette discipline Stem). La collaborazione, formalizzata attraverso uno Space Act Agreement, offre l’opportunità di caratterizzare il personaggio Snoopy di Charles M. Schulz, con il tema dell’esplorazione spaziale e con contenuti sulle missioni esplorative nello spazio profondo della Nasa. Questo a 50 anni dalla sua prima collaborazione, iniziata durante l’era delle missioni Apollo. continua ...

Batteri selezionati per arrivare nello spazio

George Fox e Madhan Tirumalai all’interno del laboratorio all’Università di Houston. Crediti: University of Houston

Accedere alle camere pulite del Goddard Space Flight Center della Nasa – a Greenbelt, nel Maryland, dove c’è la più grande camera pulita al mondo – o all’interno del Jet Propulsion Laboratory del Caltech, in California, è un’impresa. Si devono anzitutto oltrepassare tappetini adesivi atti a trattenere lo sporco trasportato sulle scarpe. Segue una doccia ad aria compressa, dove decine di getti d’aria spazzano via sudiciume e detriti. E solo dopo queste misure di sterilizzazione si possono indossare tute, copricapi e altri accessori di protezione, tutti accuratamente disinfettati. Nonostante questo percorso a ostacoli, alcuni batteri sopravvivono: ne sono stati trovati all’interno della Stazione spaziale internazionale (dove, tra l’altro, si è visto che alcuni crescono meglio che sulla Terra) e anche a bordo dei rover destinati ad atterrare su Marte. continua ...

Schrödinger nello spazio

Schrödinger nello spazio: impressione artistica della ricerca presentata da Batygin su Mnras. La propagazione delle distorsioni in un disco astrofisico si può capire usando l’equazione di Schrödinger, una pietra miliare della meccanica quantistica. Crediti: James Tuttle Keane, California Institute of Technology.

La meccanica quantistica è il ramo della fisica che descrive il comportamento, qualche volta strano, delle piccole particelle che compongono il nostro universo. Generalmente, le equazioni che descrivono il mondo quantistico sono confinate al regno subatomico: la matematica rilevante alle piccolissime scale non sembra esserlo a scale più grandi, e vice versa. Tuttavia, una nuova sorprendente scoperta da parte di un ricercatore del Caltech suggerisce che l’equazione di Schrödinger – l’equazione fondamentale della meccanica quantistica – è straordinariamente utile nel descrivere l’evoluzione su lungo periodo di certe strutture astronomiche. Il lavoro, condotto da Konstantin Batygin, assistant professor di scienze planetarie e Van Nuys Page Scholar al Caltech, è descritto in un articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

Se la vita è nata nello spazio

L’impatto degli elettroni a bassa energia facilita la formazione di nuove molecole organiche complesse, come l’etanolo, nel ghiaccio dei modelli astrofisici/planetari contenente metano e ossigeno. Mentre alcune delle nuove molecole vengono rilasciate sotto forma di ioni, molte altre permangono nello strato ghiacciato

Potrebbe aver avuto origine nello spazio, quasi sicuramente all’interno del Sistema solare, e solo successivamente essersi sviluppata sulla Terra, trovando un habitat accogliente e congeniale. Parliamo della vita, per come la conosciamo, fatta di molecole, scambio di informazioni, materia pulsante. continua ...