L’ombra del falco sull’asteroide

Ryugu fotografato con l’Onc-w1 il 12 settembre 2018 intorno alle 5:40, ora italiana, da una distanza dalla superficie di circa 635 metri. In questa immagine il polo sud di Ryugu è in alto mentre l’asteroide ruota in direzione opposta alla Terra. Nella figura (b) è evidenziata all’interno di un cerchio rosso una regione illuminata a causa dell’effetto di opposizione. Il punto nero indicato al suo interno dalla freccia è l’ombra di Hayabusa-2. Crediti: Jaxa

Mercoledì 12 settembre è terminata in anticipo l’esercitazione per il touchdown su Ryugu di Hayabusa-2 (letteralmente: ‘falco pellegrino 2’), quando la sonda spaziale giapponese si trovava a circa 600 metri di altitudine rispetto all’asteroide. L’obiettivo iniziale era di scendere a meno di 40 metri dalla superficie, ma un problema relativo al Lidar (l’altimetro laser) – dovuto pare alla bassissima riflettanza dell’asteroide – ha comportato che la sonda non riuscisse più a misurare correttamente la distanza che la separava dall’asteroide, e decidesse dunque in modo autonomo di interrompere la discesa. Dopo questa prima prova generale iniziata il 10 settembre scorso, Hayabusa-2 è risalita a 20 km di quota per rimanere in orbita intorno a Ryugu. continua ...

All’ombra dell’orizzonte degli eventi

Una delle previsioni più importanti della teoria della relatività di Einstein è l’esistenza dei buchi neri. Nonostante la recente rilevazione delle onde gravitazionali emesse da una coppia di buchi neri in un sistema binario da parte di Ligo, l’evidenza diretta tramite il rilevamento di onde elettromagnetiche rimane sfuggente e gli astronomi la stanno ora cercando con i radiotelescopi. Gli astrofisici della Goethe University di Francoforte e i collaboratori del progetto BlackHoleCam di Bonn e Nijmegen, finanziati dall’Erc, hanno simulato e confrontato immagini realistiche dell’ombra di un buco nero supermassiccio che si sta alimentando – come ad esempio Sagittarius A*, che si trova nel cuore della nostra galassia – sia nell’ipotesi di relatività generale che in una diversa teoria della gravità. L’obiettivo era quello di verificare se i buchi neri di Einstein possono essere distinti da quelli previsti da teorie alternative della gravità. continua ...

All’ombra delle comete aliene

Rappresentazione artistica d’una cometa in orbita attorno alla stella Kic 3542116. Crediti: Danielle Futselaar

Come i prigionieri nella caverna di Platone, anche gli astrofisici che si occupano di pianeti extrasolari vedono – dei mondi che studiano – nient’altro che ombre. O almeno è così per chi si avvale della tecnica dei transiti, quella del telescopio spaziale Kepler: periodo orbitale e dimensioni del pianeta, e tutto ciò che ne deriva, vengono dedotti da null’altro che dalla lieve “ombra” – una sorta di micro-eclissi – prodotta dal pianeta stesso allorché si trova a transitare fra la stella che lo ospita e i nostri telescopi. continua ...

La scienza all’ombra del Gran Sasso

17.07.2017, ore 18:00

Gran Sasso e Scienza. Il nuovo libro di Stefano Ardito, casa editrice teramana Ricerche&Redazioni.

Lunedì 17 luglio alle ore 18, al Gran Sasso Science Institute (Gssi) dell’Aquila, in viale Crispi 7, verrà presentato il volume Gran Sasso e Scienza del giornalista Stefano Ardito, pubblicato dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni.

All’incontro, moderato dalla giornalista Angela Ciano, prenderanno parte, insieme all’autore, il rettore del Gssi Eugenio Coccia, il direttore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso (Lngs) Stefano Ragazzi, il direttore dell’Osservatorio astronomico dell’Inaf di Teramo Roberto Buonanno e il responsabile della Stazione osservativa di Campo Imperatore Andrea Di Paola. continua ...