La lunga notte della ricerca

28.09.2018

Un momento della conferenza stampa presso la sede del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca a Roma

In una conferenza stampa che si è appena conclusa nella sede del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, aperta dal saluto del sottosegretario del Miur Lorenzo Fioramonti e che ha visto la partecipazione del presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) Nichi D’Amico, del presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) Fernando Ferroni, di quello del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) Massimo Inguscio, del direttore generale dell’Istituto di geofisica e vulcanologia (Ingv) e di Andrea Zanini, portavoce dell’Agenzia spaziale italiana  (Asi) – è stata lanciata l’edizione 2018 della Notte europea dei ricercatori. continua ...

Alla ricerca della galassia di Barnard

Se volete provare a individuare la galassia irregolare barrata Ngc6822, anche nota come Galassia di Barnard dal nome dell’astronomo che per primo la identificò, avrete bisogno di un buon telescopio. Ngc 6822, che in queste sere di settembre transita proprio verso sud nei nostri cieli attorno alle 22, in direzione della costellazione del Sagittario, è stata studiata all’inizio del XX secolo in modo sistematico da Edwin Hubble, che scoprì al suo interno 11 stelle variabili di tipo Cefeide. Fu grazie a quelle che Hubble riuscì a derivare a oltre 700 mila anni luce la distanza di quell’oggetto celeste, superando enormemente quello che, ad inizio degli anni ’20 del secolo scorso, era considerato il limite delle dimensioni dell’universo proposte da Harlow Shapley. Questa misura confermò anche l’idea che gli oggetti chiamati all’epoca “nebulose a spirale” altro non erano se non vere e proprie galassie a spirale situate al di fuori della Via Lattea. continua ...

Il futuro della ricerca scientifica

10.05.2018, ore 14:00

Renato Guttuso, ”La ricerca scientifica”, 1961, Fondazione Pirelli

Si chiama Gruppo 2003, è un’associazione di scienziati, docenti e ricercatori riuniti per dare forza alla richiesta di un intervento immediato ed efficace per risollevare il sistema della ricerca italiana. E ha organizzato per domani, giovedì 10 maggio, a Roma, nell’aula convegni del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), un dibattito pubblico sulla ricerca italiana nel quadro della programmazione europea. Quattro ore di lavori, dalle 14:00 alle 18:00, che si apriranno con il saluto del presidente del Cnr Massimo Inguscio e del presidente del Gruppo 2003 Nicola Bellomo, sul tema “La ricerca scientifica: un valore per il paese“. continua ...

Alla ricerca della materia perduta

L’mmagine mostra l’emissione di raggi X intorno a cinque differenti galassie le cui riprese sono state sovrapposte una sull’altra. Questo procedimento ha permeso di mettere in evidenza i dettagli dei rispettivi aloni sferici di gas caldo. L’emissione in banda X evidenziata dal colore viola è stata registrata dal telescopio spaziale Xmm-Newton dell’Esa. Crediti: ESA/XMM-Newton; J-T. Li (University of Michigan, USA); Sloan Digital Sky Survey (SDSS)

Che la materia ordinaria – quella per capirci di cui siamo fatti noi stessi o i corpi celesti come stelle, pianeti e galassie – non fosse in quantità sufficiente a giustificare come è strutturato e come evolve l’universo è ormai un fatto piuttosto consolidato tra gli astronomi, che hanno dovuto proporre l’esistenza di un’altra forma di materia, decisamente elusiva e ancora sconosciuta: la materia oscura. E il suo è un contributo non da poco, con una massa totale di circa sei volte maggiore di tutta quella ordinaria. continua ...

È la Giornata della ricerca italiana nel mondo

15.04.2018

Pubblicano regolarmente su riviste come Nature e Science. Lavorano in organizzazioni come l’Eso e la Nasa, istituti come il Max Planck e il Mit, università come Harvard e Oxford. Alcuni sono appena partiti. Altri sono via da così tanto tempo che riescono a malapena a parlare in italiano. Altri ancora chissà – magari stanno già tornando, oppure partendo di nuovo. La loro casa è il pianeta Terra e la loro giornata è oggi, domenica 15 aprile, compleanno di Leonardo Da Vinci (15 aprile 1452): prima Giornata della ricerca italiana nel mondo, istituita nel febbraio scorso per valorizzare il lavoro e i risultati delle nostre ricercatrici e dei nostri ricercatori ovunque si trovino. continua ...

Un calamaro alla ricerca della materia oscura

Il piccolo quadratino che compone il dispositivo Squid. Credits: Sean O’Kelley

Macho, smidollati e calamari. Negli anni diversi candidati dagli acronimi bizzarri si sono fatti avanti per provare a svelare il mistero della materia oscura e sono stati man mano scartati. Ci sono i Macho (MAssive Compact Halo Object, oggetto compatto massiccio d’alone), corpi celesti massicci presenti ai confini delle galassie, nei cosiddetti “aloni”, con una luminosità ridotta. Oppure le Wimp (Weakly Interacting Massive Particle, particelle massive debolmente interagenti), termine che potrebbe essere tradotto in italiano come “smidollato”, particelle ipotetiche mai osservate. Ad aggiungersi all’elenco, nel progetto Admx (Axion Dark Matter Experiment) dell’Università di Washington, questa volta non come candidato ma come strumento per individuarne uno, è arrivato Squid (superconducting quantum interference devices): nella tradizione di strani acronimi, traducibile con “calamaro”. continua ...

Il 15 aprile giornata della ricerca italiana

05.02.2018

Eleonora Troja riceve il Premio Farnesina 2018 dalle mani del Ministro degli Esteri Angelino Alfano

Si è aperta oggi a Roma, presso il Ministero degli affari esteri, la riunione annuale degli addetti scientifici e addetti spaziali, una rete complessiva di 28 esperti che opera in stretto raccordo con gli uffici commerciali di ambasciate, uffici consolari e istituti italiani di cultura. Due membri di questa rete, Paolo Battinelli e Pierguido Sarti, rispettivamente addetto scientifico presso l’ambasciata italiana a Belgrado e l’ambasciata italiana a Pretoria, sono ricercatori dell’Istituto nazionale di astrofisica. continua ...

Lbt: due “squali” alla ricerca d’esopianeti

Il telescopio Lbt in Arizona, di cui l’Inaf è uno dei partner, utilizzato per studiare il quasar Sdss J0100+2802. Crediti: Inaf/R. Cerisola

Si chiamano Shark e sono gli strumenti di nuova generazione che equipaggeranno il Large Binocular Telescope (Lbt), il grande telescopio binoculare che si trova sulla cima del monte Graham in Arizona – e di cui l’Inaf è partner insieme a istituti tedeschi e statunitensi, rendendolo un formidabile cacciatore di pianeti extrasolari. L’Istituto nazionale di astrofisica è alla guida del progetto e del consorzio internazionale che realizzerà gli strumenti, così come della loro gestione scientifica. Il via libera alla costruzione è arrivato dal board di Lbt, e i due strumenti saranno operativi entro la fine del 2019. Shark (‘squalo’ in lingua inglese e acronimo di System for coronagraphy with High order Adaptive optics from R to K band) è una coppia di strumenti – uno operativo nella banda visibile (Shark-Vis), l’altro in quella del vicino infrarosso(Shark-Nir) – che potranno funzionare in parallelo, sfruttando i due specchi principali da 8,4 metri di diametro che equipaggiano Lbt, rendendolo il primo telescopio al mondo in grado di osservare contemporaneamente esopianeti in un intervallo così ampio dello spettro elettromagnetico. continua ...

Dal mondo della ricerca un appello per l’uso etico delle neurotecnologie – Scienza e Tecnica

Modificare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo per includere anche i possibili usi scorretti che derivano dalle nuove possibilità di manipolare direttamente processi mentali e meccanismi cerebrali legati a intenzioni, emozioni e decisioni: è l'appello lanciato su Nature da 27 esperti (… video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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Fonte: Dal mondo della ricerca un appello per l’uso etico delle neurotecnologie – Scienza e Tecnica