Acquazzoni su Saturno

L’anello D, il più interno di Saturno, lancia granelli di polvere con diversi composti chimici nell’atmosfera superiore del pianeta ad un ritmo straordinario, mentre gira. In tempi lunghi, questo materiale potrebbe modificare il contenuto di carbonio e ossigeno dell’atmosfera. Crediti: Nasa

Durante le ultime orbite del Gran Finale della missione Cassini-Huygens delle agenzie spaziali americana, europea e italiana, la sonda è passata sempre più vicino a Saturno (fino a tuffarcisi dentro nel settembre 2017), tra gli anelli più interni e la sua alta atmosfera. continua ...

Una torre esagonale nel cielo di Saturno

L’esagono presente al polo nord di Saturno. Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/Hampton University

Quando Cassini arrivò in prossimità di Saturno, nel 2004, l’emisfero australe del pianeta si stava godendo l’estate, mentre l’emisfero nord era nel pieno dell’inverno. Fu allora che la sonda spaziale riuscì a vedere un ampio vortice, caldo e ad alta quota, al polo sud del signore degli anelli. Niente di analogo venne visto al polo nord del pianeta.

Un nuovo studio a lungo termine ha ora individuato quelli che sembrerebbero essere i primi scorci di un vortice polare settentrionale che si è formato nella parte alta dell’atmosfera, mentre nell’emisfero settentrionale di Saturno si stava avvicinando l’estate. Questo caldo vortice si trova a centinaia di chilometri al di sopra delle nuvole, in uno strato di atmosfera conosciuto come stratosfera, e ci sta regalando una sorpresa inaspettata. continua ...

Aurora boreale su Saturno

Saturno e la sua aurora boreale (immagine composita). L’immagine è un insieme di osservazioni nell’ultravioletto sulla regione settentrionale di Saturno, realizzate nel 2017, e di osservazioni ottiche del pianeta fatte all’inizio del 2018. Crediti: Esa/Hubble, Nasa, A. Simon (Gsfc) and the Opal Team, J. DePasquale (StscI), L. Lamy (Observatoire de Paris)

Le aurore polari sono un fenomeno affascinante. Sulla Terra si creano quando particelle cariche elettricamente emesse dal Sole, sotto forma di vento solare, avvicinandosi al nostro pianeta interagiscono con il suo campo magnetico. Questo scudo protegge l’ambiente terrestre proprio dal flusso di particelle del vento solare, ma ne può intrappolare una piccola parte, la quale può acquistare energia e raggiungere i poli. Qui, interagendo con gli atomi di ossigeno e azoto negli strati superiori dell’atmosfera, crea le tipiche luci tremolanti e colorate. continua ...

Ritratto pre-opposizione: ecco Marte e Saturno

Questa immagine realizzata dal telescopio spaziale Hubble mostra Marte e Saturno. Le osservazioni di entrambi gli oggetti sono state fatte tra giugno e luglio 2018 e mostrano i pianeti vicini alla loro opposizione. Crediti: Saturn: Nasa, Esa, A. Simon (Gsfc) and the Opal Team, and J. DePasquale (Stsci); Mars: Nasa, Esa, and Stsci

Non perdetevi l’eclissi lunare di questa notte (la fase di totalità si verificherà tra le 21:30 e le 23:13), anche perché saranno visibili a occhi nudo ben 4 pianeti: Venere, Giove, Saturno e Marte. I primi tre saranno davanti ai nostri occhi sin dal tramonto, quando la Luna entrerà nel cono d’ombra, mentre per il Pianeta rosso (di cui tanto avete sentito parlare nelle ultime 48 ore) bisognerà attendere le 21 e sorgerà insieme alle stelle del Capricorno, poco al di sotto della Luna in eclissi. continua ...

Quel fruscìo del plasma attorno a Saturno

Rappresentazione artistica della sonda Cassini di Nasa/Esa/Asi mentre si tuffa tra gli anelli di Saturno. Crediti: NASA/JPL-Caltech

Si sentono i rumori nello spazio? Bella domanda! Di sicuro, non quelli che siamo soliti percepire qui sulla Terra con le nostre orecchie, trasportati dalle onde di pressione che si propagano nell’aria. E questo perché appunto, lo spazio è vuoto è non c’è letteralmente il mezzo in grado di far propagare le onde sonore.  Ma, nonostante tutto, possiamo aggirare il problema qui sul nostro Pianeta, convertendo ad esempio delle interazioni elettromagnetiche molto potenti provenienti dallo spazio in suoni. È quello che ha fatto un gruppo di ricercatori con i dati raccolti da Cassini durante il suo Grand Finale (l’ultimo tuffo nell’atmosfera di Saturno). La sonda (arrivata nell’orbita del sesto pianeta del Sistema solare nel 2004) ha rilevato una potente interazione delle onde di plasma che si muovono da Saturno verso i suoi anelli e la sua luna Encelado (il sesto satellite naturale di Saturno in ordine di grandezza). Le osservazioni mostrano per la prima volta che le onde viaggiano sulle linee del campo magnetico che collegano Saturno direttamente alla luna ghiacciata. Dovete pensare a queste linee come se fossero un circuito elettrico che connette i due corpi celesti, con una grande quantità di energia che scorre avanti e indietro. continua ...

Saturno, riconnessione alla luce del Sole

Saturno visto il 23 luglio 2008 dalla sonda Cassini. Questa immagine è composta da 30 foto scattate con diversi filtri dalla fotocamera a grande angolo a bordo della sonda. Sei delle lune di Saturno sono visibili: Titano, Giano, Mimas, Pandora, Epimeteo ed Encelado. Crediti: Cassini/Jpl/Space Science Institute

La riconnessione magnetica è un processo fisico che può collegare campi magnetici tra il vento solare e la magnetosfera planetaria al loro confine, noto come magnetopausa, con possibile trasferimento dell’energia alle particelle cariche che vengono accelerate. Quando accade, da un lato può innescare il bellissimo spettacolo dell’aurora polare, dall’altro, può disturbare i segnali Gps, danneggiare i satelliti o persino le reti elettriche sulla Terra. continua ...

Saturno in buona compagnia, tra lune e anelli

Saturno, i suoi anelli e le sue lune. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La sonda della missione Cassini-Huygens di Nasa, Esa e Asi ha smesso di funzionare ormai da mesi (era il 15 settembre 2017) ma le immagini che ci ha regalato in questi vent’anni continuano a emozionarci. Come questa scattata il 13 marzo 2006 dalla fotocamera Nac (narrow-angle camera) a bordo della sonda di di Nasa, Esa e Asi.

Cassini è riuscita a ottenere una vista unica di Saturno, dei suoi anelli e delle lune Mimas, Teti e Giano. La particolarità di questa immagine è che le lune appaiono “sopra” o “sotto” gli anelli, ma in realtà sono tutte in orbita sullo stesso piano. continua ...

La tempesta manda in fibrillazione Saturno

Evoluzione della grande tempesta settentrionale su Saturno. Crediti: Agenzia spaziale europea

Per quanto profondamente diversi dalla Terra, Giove e Saturno condividono con il nostro pianeta un fenomeno atmosferico straordinariamente simile, ovvero l’alternanza ciclica di temperature e direzione dei venti che avviene ai livelli intermedi della fascia atmosferica tropicale con periodicità multi-annuale ben definita: poco più di un biennio per la Terra, circa un quadriennio per Giove, attorno ai 15 anni in media per Saturno. continua ...

Saturno: la forza lunare tiene a bada l’anello A

Il gruppo dei satelliti saturniani impedisce alla polvere che compone l’anello A di disperdersi nello spazio circostante. Questa immagine è stata scattata da Cassini e mostra chiaramente le onde di densità dell’anello create dalle piccole lune. Le onde sembrano come i solchi di un disco in vinile. Crediti: Nasa

Vi siete mai chiesti come sia possibile che i milioni di piccoli oggetti (dal micrometro al metro) che formano l’anello A di Saturno non si disperdano nello spazio circostante ma restino “incollati” lì? Precisi e compatti a formare l’anello planetario più brillante del sesto pianeta del Sistema solare, nonché il più grande e lontano di quelli visibili. Dopo trent’anni gli astronomi hanno capito che il responsabile non è Giano (la luna conosciuta come Saturno X). O meglio, non da solo: il satellite, che porta il nome della divinità romana, tiene a bada la polvere dell’anello insieme ad altre lune. Pan, Atlante, Prometeo, Pandora, Epimeteo, Mimas e, appunto, Giano: questa è la formazione lunare che, con l’ausilio fondamentale della forza di gravità, ci permette di ammirare il Signore degli anelli in tutta la sua grandiosità. continua ...

Lo sguardo di Vlt sulla nebulosa Saturno

La nebulosa planetaria NGC 7009, nota anche come Nebulosa Saturno. L’immagine variopinta è stata ottenuta dello strumento Muse montato sul Very Large Telescope) dell’Eso. Crediti: ESO/J. Walsh

Sembra quasi di vedere il sesto pianeta del Sistema solare, ma si tratta di tutt’altro. La spettacolare nebulosa planetaria Ngc 7009, nota anche come Nebulosa Saturno, emerge dall’oscurità come una serie di bolle deformate, illuminate da magnifici tratti rosa e blu. Questa immagine variopinta è stata ottenuta dello strumento Muse montato sul Very Large Telescope (Vlt) dell’Eso in Cile, nell’ambito di uno studio inteso a realizzare per la prima volta una mappa della polvere all’interno di una nebulosa planetaria. La mappa – che mostra numerose strutture intricate nella polvere, tra cui alcuni gusci, un alone e una strana struttura che ricorda un’onda – sarà un riferimento per gli astronomi che vogliono capire come le nebulose planetarie sviluppano le loro strane forme e le loro simmetrie. continua ...

L’ultimo incontro con Saturno: il tuffo di Cassini

Rappresentazione artistica della navicella Cassini di Nasa/Esa/Asi mentre sorvola l’emisfero Nord di Saturno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech

15 settembre 2017. Un giorno storico che sarà difficile da dimenticare. A vent’anni dal suo lancio nello spazio, sono state scritte le ultime pagine della missione Cassini, dedicata a Saturno e al suo sistema di lune. Una storia iniziata il 15 ottobre 1997 dalla base statunitense di Cape Canaveral (da dove la sonda e il lander Huygens sono partiti a bordo del gigantesco vettore Titan IV-B/Centaur), e terminata oggi, quando la sonda ha con “successo” effettuato l’ultima, estrema e pericolosa manovra; il fatale tuffo atteso da 13 anni, cioè da quando nel 2004 la sonda è arrivata nell’orbita del sesto pianeta del Sistema solare. continua ...

Saturno aspetta Cassini

Saturno in tutto il suo splendore, ripreso dalla sonda Cassini. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Space Science Institute

Il cielo serale di settembre ci offre ancora la possibilità di ammirare il pianeta Saturno. È facile individuarlo a occhio nudo, verso sud basso sul far della sera, per tramontare nelle prime ore della notte a sud ovest. E lì ai confini del Sistema solare, a un miliardo e mezzo di chilometri da noi, il 15 settembre si concluderà una delle più spettacolari e prolifiche missioni spaziali di sempre. La sonda Cassini di Nasa, Asi ed Esa, dopo 20 anni nello spazio e 17 di onorato servizio, concluderà la sua instancabile attività dedicata allo studio di Saturno e del suo sistema di lune, un compito svolto anche grazie al contributo dello spettrometro italiano Vims, uno degli strumenti scientifici della sonda, di cui l’Agenzia spaziale italiana ha fornito il canale Vis, mentre l’Istituto nazionale di astrofisica partecipa all’utilizzo scientifico dei dati prodotti. Lo farà gettandosi a capofitto nell’atmosfera del gigante gassoso, per carpirne, si spera, gli ultimi segreti. Seguiteci nei prossimi giorni su Media Inaf: racconteremo con interviste, video e approfondimenti la cronaca di quei momenti e gli strepitosi risultati scientifici di una lunga missione che ha ampliato a dismisura le nostre conoscenze su Saturno e le sue variegate lune. continua ...