Sfida tra robot spaziali, vince un team italiano

Gli studenti delle tre scuole del team BeachPin1701, primo a pari merito. Dall’alto: Itis “Pininfarina” di Moncalieri, Itis “Galileo Galilei” di Livorno e Liceo “Leonardo da Vinci” di Treviso

Un torneo tra studenti delle scuole superiori di tutto il mondo che si sfidano nella programmazione degli Spheres, piccoli satelliti sferici ospitati all’interno della Stazione spaziale internazionale (Iss): la Zero Robotics Competition, organizzata per l’Europa da Politecnico di Torino, Asi, Università degli studi di Padova, Ufficio scolastico regionale del Piemonte e Rete Robotica a scuola e coordinata da Leonardo Reyneri del Politecnico, si è conclusa ieri, giovedì 12 gennaio, proprio al Politecnico, che ha ospitato 150 ragazzi arrivati in finale e provenienti da 8 paesi europei: Italia (13 scuole), Federazione Russa, Francia, Germania, Grecia, Polonia, Romania, Regno Unito. Tra questi, gli alunni di tre scuole piemontesi: l’Itis Pininfarina di Moncalieri, l’Istituto internazionale Edoardo Agnelli di Torino e il Liceo scientifico F. Vercelli di Asti. continua ...

Simulato effetto quantistico a 4 dimensioni spaziali

Illustrazione di fasci di luce passanti attraverso una matrice bidimensionale di guide d’onda, all’interno della quale si comportano esattamente secondo le stime dell’effetto Hall quantistico quadridimensionale. Crediti: Rechtsman laboratory, Penn State University

Un team internazionale di ricercatori ha costruito un sistema sperimentale a due dimensioni (una sorta di “fibra ottica”, come vedremo) che permette di simulare le proprietà fisiche di materiali teoricamente esistenti solo nello spazio quadridimensionale. In uno nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature, i ricercatori hanno dimostrato, per la prima volta, che il comportamento dei fotoni in una matrice bidimensionale di “guide d’onda” può essere utilizzato per prevedere la versione a quattro dimensioni dell’effetto Hall quantistico. continua ...

Minatori spaziali: opportunità e aspetti legali

Il complesso di lancio 17 a Cape Canaveral, in Florida. Il sito, che ospitava i lanciatori Delta II, sta diventando una test facility di Moon Express. Crediti: U.S. Air Force

Dal Complesso di lancio numero 17 della Cape Canaveral Air Force Station sono decollate molte delle missioni planetarie robotizzate della Nasa, ma presto le due massicce torri che un tempo reggevano i missili Delta II, verranno abbattute per fare spazio a un nuovo inquilino: Moon Express, una piccola azienda statunitense con la grande ambizione di sbarcare su quello che lei stessa definisce l’ottavo continente, la Luna, per estrarre e sfruttare, rivendendole, le sue risorse minerarie. Come primo passo, l’anno prossimo l’azienda, con soli trenta dipendenti, cercherà di vincere il Google Lunar X Prize, quale prima entità privata ad atterrare sulla Luna con un piccolo continua ...

Viaggi spaziali: il cervello è a rischio

Vi piacerebbe provare almeno una volta nella vita la microgravità? Deve essere sicuramente un’esperienza emozionante volteggiare dentro una navicella spaziale in assenza di peso, soprattutto per noi terrestri abituati alla gravità. Ma negli astronauti che trascorrono mesi e mesi sulla Stazione spaziale internazionale medici riscontrano, al loro ritorno sulla Terra, diversi problemi legati al volo nello spazio. Si va dal classico “mal di spazio”, o Sindrome da adattamento allo spazio (quindi nausea, vertigini, mal di testa che si verificano già poche ore dopo essere entrati in microgravità), a veri e propri danni a organi e apparati, dal cuore alle ossa, passando per il cervello e gli occhi. continua ...

Le miniere spaziali del futuro

Rappresentazione artisitca di una possibile futura installazione mineraria ancorata a un asteroide. Crediti: Deep Space Industries

Dalle buie profondità della terra all’immensità dello spazio: l’industria mineraria del futuro avrà un aspetto ben diverso da quella che conosciamo. Ieri, allo European Planetary Science Congress in corso a Riga, in Lettonia, è stato presentato un white paper, dal titolo In-Space Utilization of Asteroids: “Answers to Questions from the Asteroid Miners”, che riassume le conclusioni, e le domande ancora aperte, risultanti dal convegno Asteroid Science Intersections with In-Space Mine Engineering (Asime), svoltosi nel settembre del 2016 in Lussemburgo. continua ...

Sonde dorate come cioccolatini spaziali

Cassini in preparazione al lancio, ricoperto dal Kapton dorato. Crediti: Nasa, Esa

Vi siete mai chiesti, osservando immagini di satelliti o sonde, perché queste vengano lanciate nello spazio avvolte in quella che sembra una specie di carta stagnola dorata, dandogli l’aspetto simile a quello di un celebre cioccolatino? In realtà questi materiali – generalmente conosciuti come come Multi-Layer Insulation (Mli) – vengono applicati alla superficie delle sonde come isolante termico, al fine di proteggere i delicati componenti elettronici interni. continua ...

Top 3 – Minacce spaziali

Nell'universo ci sono forze immagini che si scatenano devastando interi pianeti e, dalle esplosioni di stelle gigantesche alla nascita di enormi buchi neri in grado di video,assurdi,divertenti,musica,telefilm,salute,ufo,mistero,animali,fai da te,cucina,auto,cinema,news,religione,turismo
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