Facciamo “spazio”, dentro e fuori casa

In queste immagini (cliccare se non parte animazione) esempi di applicazioni tecnologiche di derivazione spaziale. Crediti: Nasa

La tecnologia utilizzata nello spazio, a ben guardare, la si può trovare anche intorno a noi, qui sulla Terra. Questo è il messaggio che l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine ha lanciato lo scorso 19 settembre per presentare il nuovo sito interattivo Home&City dell’agenzia spaziale statunitense.

Il sito consente di visitare centotrenta spin off, cioè prodotti commerciali derivati da tecnologie che Nasa ha utilizzato per le missioni spaziali, che fanno parte del nostro quotidiano, in città e nelle nostre case, e ci consentono di prevenire o monitorare disastri e proteggere ambiente, foreste e colture, comunicare, viaggiare in sicurezza e molto altro. Entrando nel sito, due ambienti accolgono il visitatore, che con un semplice click può scoprire, come in un gioco interattivo, gli oggetti, gli arredi e le tecnologie di uso quotidiano e che sono stati realizzati grazie alla ricerca spaziale. continua ...

Molecole radioattive nello spazio

Rappresentazione a colori delle diverse componenti della nebulosa fredda che circonda la stella CK Vul. Le regioni blu mostrano l’emissione di diazenilio (N2H+) e le regioni rosse rappresentano l’emissione di metanolo (CH3OH). L’emissione di AlF è indicata in ciano, verde e giallo. La molecola radioattiva di 26AlF è stata osservata solo nella regione più interna della struttura. Una parte delle molecole ionizzate osservate, come N2H +, può essere prodotta da decadimenti radioattivi di 26Al. Il segnale di pericolo in basso a sinistra si riferisce alla molecola radioattiva 26AlF trovata in questa nebulosa. Crediti: T. Kamiński continua ...

Giardini chimici nello spazio

Lo studio esamina come la microgravità potrebbe cambiare i modelli di crescita di questi giardini. Crediti: Nasa

Tra le tante indagini che si conducono quotidianamente sulla Stazione spaziale internazionale, ce n’è una che riguarda uno strano tipo di giardinaggio, il giardinaggio chimico, il cui obiettivo è quello di studiare l’impatto della gravità sulla crescita dei nanotubi. Sulla Terra, i colorati giardini chimici nei quali i cristalli crescono liberamente in ogni forma e colore, vengono spesso usati per far capire agli studenti fenomeni come le sorgenti idrotermali e le reazioni chimiche. Anche se completamente inorganici, questi giardini assomigliano alle piante e sono influenzati nel loro sviluppo dalla forza di gravità. continua ...

Nello spazio con Snoopy

Il premio Silver Snoopy dell’agenzia spaziale americana è conferito da astronauti della Nasa a dipendenti e appaltatori per risultati eccezionali conseguiti, legati alla sicurezza del volo umano o al successo della missione in cui sono coinvolti. Crediti: Nasa

La Nasa e Peanuts Worldwide stanno collaborando attivamente per ideare e sviluppare attività educative mirate a diffondere e condividere con la prossima generazione di esploratori e pensatori, l’entusiasmo per la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica (le cosiddette discipline Stem). La collaborazione, formalizzata attraverso uno Space Act Agreement, offre l’opportunità di caratterizzare il personaggio Snoopy di Charles M. Schulz, con il tema dell’esplorazione spaziale e con contenuti sulle missioni esplorative nello spazio profondo della Nasa. Questo a 50 anni dalla sua prima collaborazione, iniziata durante l’era delle missioni Apollo. continua ...

Batteri selezionati per arrivare nello spazio

George Fox e Madhan Tirumalai all’interno del laboratorio all’Università di Houston. Crediti: University of Houston

Accedere alle camere pulite del Goddard Space Flight Center della Nasa – a Greenbelt, nel Maryland, dove c’è la più grande camera pulita al mondo – o all’interno del Jet Propulsion Laboratory del Caltech, in California, è un’impresa. Si devono anzitutto oltrepassare tappetini adesivi atti a trattenere lo sporco trasportato sulle scarpe. Segue una doccia ad aria compressa, dove decine di getti d’aria spazzano via sudiciume e detriti. E solo dopo queste misure di sterilizzazione si possono indossare tute, copricapi e altri accessori di protezione, tutti accuratamente disinfettati. Nonostante questo percorso a ostacoli, alcuni batteri sopravvivono: ne sono stati trovati all’interno della Stazione spaziale internazionale (dove, tra l’altro, si è visto che alcuni crescono meglio che sulla Terra) e anche a bordo dei rover destinati ad atterrare su Marte. continua ...

Un “iperdrone” italiano per rientrare dallo spazio

Il simbolo della prima missione di Iperdrone, il drone italiano progettato per riportare a Terra materiali dalla Stazione spaziale. Fonte: Asi. Crediti: Ansa

Un drone italiano sarà lo specialissimo fattorino con l’incarico di riportare a Terra i materiali degli esperimenti scientifici condotti a bordo della Stazione spaziale internazionale. Si chiama Iperdrone e il programma per realizzarlo, finanziato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha preso il via grazie al contratto firmato con il Raggruppamento temporaneo d’impresa guidato dal Centro italiano di ricerche aerospaziali (Cira), con la partecipazione della Tyvak International, sussidiaria internazionale della Terra Orbital Corporation e della Kayser Italia. continua ...

Space Nation Navigator: spazio a portata di click

Una schermata di Space Nation Navigator

È stato scelto il 12 aprile, data del primo viaggio nello spazio (1961) e del lancio del primo space shuttle (1981), come data di pubblicazione di Space Nation Navigator, l’applicazione che si pone come obiettivo quello di cambiare la prospettiva delle persone per i viaggi nello spazio.

Sviluppata in collaborazione con la Nasa, (nell’ambito dello Space agreement act) e con Axiom Space (che si occupa dell’addestramento degli astronauti Nasa) è il primo passo verso lo Space Nation Astronaut Programme, un programma di addestramento continuo che parte con il download dell’applicazione, per poi proseguire con la partecipazione a bootcamp, voli parabolici e per ultimo a un viaggio nello spazio. continua ...

Spazio cosmico e immaginario poetico

16.05.2018, ore 22:00

“Cateto”, di Mirko Panzeri

Mercoledì 16 maggio si celebra la prima Giornata mondiale della luce, proclamata dall’Unesco a seguito del successo ottenuto durante l’Anno internazionale della luce nel 2015. In quest’occasione, l’Inaf di Torino e Infini.to espongono i progetti vincitori e le migliori immagini selezionate dalla giuria del concorso “2015: Anno della Luce – Cosmografie: spazio cosmico ed immaginario poetico”, un’iniziativa della sede torinese dell’Istituto nazionale di astrofisica e di Phos (Centro polifunzionale per la fotografia e le arti visive) promossa proprio nel 2015 per celebrare l’Anno internazionale della luce e 100 anni della teoria della relatività generale, confermata proprio grazie alle misure di deflessioni della luce stellare da parte del Sole. continua ...

Gas serra visti dallo spazio, dal 1990 a oggi

Crediti: Wikimedia Commons

Le buone idee non invecchiano. 28 anni fa il grande Carl Sagan aveva pensato di usare la manovra di fionda gravitazionale della missione Galileo per rispondere ad una domanda che sembrerebbe banale, se non fosse profondissima. Sarebbe possibile rendersi conto dell’esistenza di vita sul pianeta Terra osservandolo dallo spazio, durante il fugace passaggio di una sonda?

Così vennero accesi gli strumenti della missione Galileo che si apprestava a sorvolare la Terra sfruttando il suo campo gravitazionale per correggere, a costo zero, l’orbita e mettersi in rotta verso Giove. Si tratta di una specie di giro di boa, una manovra molto astuta che avviene a spese del campo gravitazionale della Terra che, ovviamente, non se ne accorge nemmeno. È una brillante idea del prof Giuseppe (Bepi) Colombo che la propose alla Nasa negli anni ’70 e da allora è stata molto usata nelle missioni planetarie, che riescono a modificare le loro traiettorie senza usare carburante. La sonda Galileo sorvolò l’Atlantico, poi l’Antartide e l’Australia prima di allontanarsi verso lo spazio profondo. continua ...

Al via “Destinazione Spazio”, con Daria Guidetti

13.04.2018, ore 23:00

Daria Guidetti, astrofisica, autrice e conduttrice di Destinazione Spazio

Parte questa sera, venerdì 13 aprile, Destinazione Spazio: un nuovo programma televisivo interamente dedicato all’astronomia e all’esplorazione dell’universo. Va in onda su Reteconomy, canale Sky 512, digitale terrestre 260, naturalmente anche in streaming. Un programma scritto e condotto da una divulgatrice scientifica che molti nostri lettori già conoscono per aver letto suoi articoli e visto sue interviste qui su Media Inaf: l’astrofisica Daria Guidetti. continua ...

Schrödinger nello spazio

Schrödinger nello spazio: impressione artistica della ricerca presentata da Batygin su Mnras. La propagazione delle distorsioni in un disco astrofisico si può capire usando l’equazione di Schrödinger, una pietra miliare della meccanica quantistica. Crediti: James Tuttle Keane, California Institute of Technology.

La meccanica quantistica è il ramo della fisica che descrive il comportamento, qualche volta strano, delle piccole particelle che compongono il nostro universo. Generalmente, le equazioni che descrivono il mondo quantistico sono confinate al regno subatomico: la matematica rilevante alle piccolissime scale non sembra esserlo a scale più grandi, e vice versa. Tuttavia, una nuova sorprendente scoperta da parte di un ricercatore del Caltech suggerisce che l’equazione di Schrödinger – l’equazione fondamentale della meccanica quantistica – è straordinariamente utile nel descrivere l’evoluzione su lungo periodo di certe strutture astronomiche. Il lavoro, condotto da Konstantin Batygin, assistant professor di scienze planetarie e Van Nuys Page Scholar al Caltech, è descritto in un articolo pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. continua ...

Là dove Terra e spazio si toccano

Infografica sulla ionosfera. Crediti: Goddard Space Flight Center della Nasa / Duberstein

Da sopra e da dentro, da vicino e da lontano. Uno specializzato nei “paesaggi”, l’altro nei “dettagli”. Sono Gold e Icon, i due satelliti Nasa, in partenza entrambi nel 2018, per lo studio della ionosfera: quella zona di confine fra la Terra e lo spazio dove i fenomeni di meteorologia e quelli di space weather entrano in contatto. Uno complementare all’altro, promettono di produrre le osservazioni più complete mai ottenute di questo guscio di ioni ed elettroni che ci avvolge, fra i 60 e i 1000 km, al di là dello strato di ozono. Osservazioni cruciali per l’elaborazione di nuovi modelli climatici, che tengano conto, per esempio, della risposta dell’alta atmosfera agli uragani dal basso e, dall’alto, alle tempeste geomagnetiche. continua ...

Se la vita è nata nello spazio

L’impatto degli elettroni a bassa energia facilita la formazione di nuove molecole organiche complesse, come l’etanolo, nel ghiaccio dei modelli astrofisici/planetari contenente metano e ossigeno. Mentre alcune delle nuove molecole vengono rilasciate sotto forma di ioni, molte altre permangono nello strato ghiacciato

Potrebbe aver avuto origine nello spazio, quasi sicuramente all’interno del Sistema solare, e solo successivamente essersi sviluppata sulla Terra, trovando un habitat accogliente e congeniale. Parliamo della vita, per come la conosciamo, fatta di molecole, scambio di informazioni, materia pulsante. continua ...