La Sardegna spinge per l’Einstein Telescope

Alcuni partecipanti alla conferenza. Crediti: Paolo Soletta / Media Inaf

La Società italiana di relatività generale e fisica della gravitazione (Sigrav) organizza ogni due anni una lunga convention che fa il punto sulle ultime scoperte nell’ambito delle scienze fisiche e gravitazionali. Per quest’anno l’appuntamento è a Pula, in provincia di Cagliari, dove proprio in questi giorni – da sabato 9 a sabato 15 settembre – si stanno incontrando ricercatrici e ricercatori dei più importanti istituti coinvolti in questo settore: atenei e istituti di ricerca mondiali fra i quali, per l’Italia, il Gran Sasso Science Institute (Gssi), l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf). A fare gli onori di casa, le due università di Cagliari e di Sassari, da cui è partita la “pazza idea” di proporre la Sardegna come sito di realizzazione per il futuro interferometro di terza generazione chiamato Einstein Telescope. Un progetto grandioso che consiste nella creazione di un triangolo di tunnel sotterranei, di dieci chilometri di lato, all’interno dei quali ospitare sei interferometri per misurare onde gravitazionali e per compiere molti altri esperimenti di fisica. continua ...

Einstein Telescope, la grande attesa

Sardegna e ancora Sardegna. Dopo Srt e le prospettive di “regione spaziale” di cui abbiamo scritto la settimana scorsa, questa volta a Cagliari si è parlato della captazione delle onde gravitazionali e del progetto italiano relativo all’Einstein Telescope, il rivelatore in sottosuolo di cui si sta studiando a livello europeo la possibile collocazione.

L’incontro – che si è tenuto ieri, lunedì 18 giugno, al Dipartimento di fisica dell’università di Cagliari, e al quale ha preso parte, con un videomessaggio, anche il presidente dell’Inaf Nichi D’Amico – è stato dunque caratterizzato dall’attesa per la scelta del sito, che avverrà comunque nei prossimi anni. Ne ha parlato il coordinatore del progetto Einstein Telescope per il nostro paese, Michele Punturo dell’Infn di Perugia, la persona in assoluto in Italia più aggiornata sul progetto nonché sui “dietro le quinte” relativi ai nostri competitor per la scelta del sito. La Sardegna, infatti, compete con alternative molto ben strutturate e politicamente abbastanza forti, come è il caso del progetto olandese, che prevede un triangolo con un vertice in Olanda, uno in Belgio e uno in Germania. Altro concorrente è l’Ungheria, che ha una sismicità molto bassa. continua ...

James Webb Space Telescope: lancio posticipato

Il telescopio spaziale James Webb, il cui lancio previsto per il 2018 è stato rimandato al 2020. Crediti: NASA/Desiree Stove

Ora è ufficiale: per vederlo finalmente nel suo ambiente di lavoro, ovvero nello spazio, dovremo attendere ancora un po’. L’erede di Hubble Space Telscope (Hst), il James Webb Space Telescope (Jwst), necessita evidentemente di ulteriori verifiche, visto che non si tratta di una semplice copia rivista e modernizzata del suo fratello maggiore la prudenza è d’obbligo. E la Nasa così annuncia che il lancio del suo gioiello tencologico non potrà avvenire prima di maggio del 2020. continua ...

La Sardegna è pronta per l’Einstein Telescope

Rendering artistico dell’Einstein Telescope. Crediti: Ego Collaboration

Il futuro dell onde gravitazionali potrebbe essere a due passi da noi, anzi nel nostro stesso Paese. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) sosterrà, infatti, la candidatura della Regione Sardegna a ospitare l’Einstein Telescope (Et), un centro europeo per l’osservazioni delle increspature del tessuto dello spazio-tempo, nella miniera metallifera di Sos Enattos, a Lula. continua ...

James Webb Space Telescope: ecco gli antipasti

Rappresentazione artistica delle capacità scientifiche del telescopio spaziale James Webb della Nasa. Sia l’imaging che la spettroscopia saranno fondamentali per la missione. Crediti: Nasa, Esa e A. Feild (STScI)

Il nome in codice è Dd-Ers, e sta per Director’s Discretionary Early Release Science: è il programma delle prime settimane di attività scientifica del James Webb Space Telescope, durante le quali è il direttore a scegliere come impiegarlo, dopo aver valutato le proposte giunte dalla comunità scientifica. In pratica, è il primo assaggio che l’erede dello Hubble Space Telescope offrirà alla comunità scientifica. Di proposte ne sono arrivate un centinaio, e l’elenco delle 13 selezionate da Ken Sembach, direttore dello Space Telescope Science Institute (Stsci) di Baltimora (Maryland, Usa), è ora disponibile in rete. continua ...