Sulle tracce dei pianeti che migrano

Immagini di 6 differenti dischi protoplanetari osservati da Alma. Crediti: S. Andrews, L. Cieza, A. Isella, A. Kataoka, B. Saxton (Nrao/Aui/Nsf), Alma (Eso/Naoj/Nrao)

Una nuova ricerca condotta da un piccolo team di astrofisici del Regno Unito ha trovato la maniera per stabilire se i nuovi pianeti, in via di formazione all’interno del disco protoplanetario di polvere e gas che normalmente circonda le stelle appena nate, stiano migrando all’interno del disco stesso oppure se siano più propensi a rimanere semplicemente nella stessa orbita attorno alla stella. continua ...

Tracce di un’esoluna grande come Nettuno

Immagine artistica raffigurante l’esopianeta Kepler-1625b con la candidata esoluna al seguito, mentre orbitano intorno alla stella Kepler-1625. Crediti: Dan Durda

Se la ricerca di esopianeti, cioè pianeti in orbita intorno ad altre stelle, è possibile solo da una ventina di anni, quella di esolune pare ancora in fasce. Infatti, ad oggi non ne sono note con certezza. La maggior parte dei risultati ottenuti negli ultimi anni nella ricerca di esopianeti (oggi quelli noti sono migliaia) sono dovuti al metodo del transito, nel quale si osserva la luce di una stella e si analizzano i cali di luminosità, valutando così le caratteristiche del corpo celeste che occulta la stella e i suoi parametri orbitali. continua ...

Sulle tracce dei respiri alieni

I satelliti monitorano come il “verde” sul nostro pianeta cambia con le stagioni terrestri. Gli scienziati dell’Ucr stanno studiando i cambiamenti che accompagnano la composizione atmosferica come marker per la vita su pianeti lontani. Crediti: Nasa

Sono dozzine i pianeti potenzialmente abitabili scoperti al di fuori del nostro sistema solare, e molti altri sono in attesa di essere rivelati. A questo punto, la domanda che ci poniamo tutti è: c’è qualcuno, o qualcosa, su questi pianeti? continua ...

Cses è in volo, sulle tracce dei terremoti

Il team di scienziati italiani presenti al lancio

Si è levato in volo alle 8:51 ora italiana dallo Jiuquan Satellite Launch Center, la base di lancio della Repubblica popolare cinese ai margini del deserto del Gobi, a bordo di un razzo Lunga Marcia 2D. Ed è entrato regolarmente in orbita una decina di minuti più tardi. Nome in codice Cses-1 (China Seismo-Electromagnetic Satellite), poi ribattezzato Zhangheng 1, per i prossimi cinque anni terrà d’occhio il campo elettromagnetico, il plasma ionosferico e le particelle ad alta energia in cerca di possibili correlazioni con i terremoti. continua ...