Viaggio alle origini del vento solare

Eugene Parker nel 2017. Crediti: Jean Lachat / UChicago

L’anno scorso Eugene Parker, novantenne professore emerito all’Università di Chicago,  ha ricevuto una telefonata da Thomas Zurbuchen, direttore delle missioni scientifiche della Nasa, che gli comunicava che l’Agenzia voleva cambiare il nome della sonda Solar Probe Plus per dedicarla a lui. Superato un momento di comprensibile stupore, Parker ha acconsentito e la sonda è diventata il Parker Solar Probe. Forse non pensava di fare la storia, ma è la prima volta che la Nasa dedica una missione ad uno scienziato vivente. continua ...

Come la Terra trasforma il vento solare in brezza

Un gigantesco campo magnetico circonda la Terra (linee blu). Viaggiando attorno al Sole, crea un’onda d’urto ad arco (in azzurro) davanti a sé, dove si scontra con il vento solare (in arancio). Crediti: Nasa / Goddard Space Flight Center

Anche se non ce ne accorgiamo, la Terra è come una grossa astronave che viaggia a velocità supersonica solcando le correnti di plasma emanate dal Sole, ovvero il vento di particelle cariche che la nostra stella lancia in continuazione nello spazio interstellare. continua ...

Parola al vento

Così come il soffio strappa al soffione il suo ciuffo di peli bianchi ma al tempo stesso ne sparge i semi agevolandone la diffusione, il vento del buco nero sottrae materia prima alle stelle (feedback negativo) ma la comprime anche al punto da agevolarne l’accensione (feedback positivo). Crediti: G. Cresci / Inaf

Fra i tanti maestosi fenomeni che ci offre l’universo, il cosiddetto Agn feedback (dove ‘Agn’ sta per active galactic nuclei) non è certo in cima alla lista dei più popolari: a differenza di big bang, buchi neri e stelle che si fondono, capaci di solleticare l’immaginazione di moltissimi di noi, l’Agn feedback non ha nemmeno – per ora – una voce tutta sua su Wikipedia. Ma è esattamente da vent’anni che catalizza l’attenzione degli astrofisici. Nulla di cui stupirsi: quanti di noi, esperti di sistemi a retroazione esclusi, entrando in una casa rimarrebbero affascinati dal termostato? Eppure, se non l’oggetto in sé, il concetto di termostato di fascino a ben pensarci ne ha eccome: è lì, in quella minuscola scatoletta, che la casa e la caldaia s’incontrano, comunicano, s’influenzano l’un l’altra – scaldami e ti spengo, raffreddati e mi riaccendo. Feedback. Feedback negativo, in questo caso. La zigzagante via verso l’equilibrio. continua ...

Il vento fa il suo giro, ma sbagliato

Immagine di fantasia dell’esopianeta CoRoT-2b vicino alla sua stella. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/T. Pyle (IPAC)

CoRoT-2b è un pianeta gigante gassoso, la cui massa è circa tre volte quella del nostro Giove, che orbita così vicino alla sua stella da risultarne “fritto”, evaporando progressivamente sotto l’intensa radiazione. Pianeti di questo genere, chiamati gioviani caldi, generalmente impiegano meno di tre giorni per compiere un giro completo attorno alla stella, presentandole sempre la stessa faccia. continua ...

Vento stellare a spirale sulla supergigante blu

Rappresentazione artistica della supergigante blu Zeta Puppis (detta anche Naos). Crediti: Tahina Ramiaramanantsoa

Si chiama Zeta Puppis (in arte Naos) la supergigante blu più luminosa della costellazione della Poppa, e sta intrigando i ricercatori per i particolari venti stellari spiraleggianti che la circondano. Secondo un recente studio apparso su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, queste strutture estreme e iperveloci sarebbero collegate alle macchie stellari presenti sulla superficie dell’oggetto tra i più luminosi della Via Lattea. continua ...