Code di polvere scompigliate dal vento solare

La cometa McNaught in transito sull’Oceano Pacifico. Immagine scattata dal Paranal Observatory nel gennaio del 2007. Crediti: Eso/Sebastian Deiries

Ingegneri e scienziati riuniti intorno a uno schermo in una sala operativa presso il Naval Research Laboratory (Washington DC), attendevano di posare gli occhi sui primi dati della sonda spaziale Stereo (Solar and Terrestrial Relations Observatory) della Nasa. Accadeva nel gennaio del 2007, e gli strumenti a bordo dei due satelliti Stereo – A e B, lanciati solo pochi mesi prima – stavano aprendo gli occhi per la prima volta. Stereo-B fu il primo a trasmettere immagini satellitari della cometa Mc Naught, una macchia bianca e perlacea, simile a un angelo. Più tardi quel giorno, Stereo-A avrebbe restituito osservazioni simili. continua ...

Galassia sterile, è colpa del vento molecolare

Composizione artistica del Gran Telescopio Milimétrico Alfonso Serrano (Gtm) che osserva Iras17020+4544. Sulla sinistra una vista notturna del Gtm. Sul fondo il campo della galassia Iras17020+4544 osservato dalla Sloan Digital Sky Survey. Il punto bianco brillante al centro della galassia è il nucleo attivo, mentre quello arancione è una stella del campo. Sulla destra: spettro del Gtm ottenuto dallo spettrografo Rrs. La riga intensa viene emessa da molecole di monossido di carbonio contenute nel gas della galassia. L’ala larga della riga disegnata in blu traccia il vento molecolare che si sta muovendo a una velocità di circa 700 km/s. Crediti: Departamento de Imagen y Diseño, Inaoe/A. Gómez-Ruiz/Sdss/Longinotti et al. 2018 continua ...

Viaggio alle origini del vento solare

Eugene Parker nel 2017. Crediti: Jean Lachat / UChicago

L’anno scorso Eugene Parker, novantenne professore emerito all’Università di Chicago,  ha ricevuto una telefonata da Thomas Zurbuchen, direttore delle missioni scientifiche della Nasa, che gli comunicava che l’Agenzia voleva cambiare il nome della sonda Solar Probe Plus per dedicarla a lui. Superato un momento di comprensibile stupore, Parker ha acconsentito e la sonda è diventata il Parker Solar Probe. Forse non pensava di fare la storia, ma è la prima volta che la Nasa dedica una missione ad uno scienziato vivente. continua ...

Come la Terra trasforma il vento solare in brezza

Un gigantesco campo magnetico circonda la Terra (linee blu). Viaggiando attorno al Sole, crea un’onda d’urto ad arco (in azzurro) davanti a sé, dove si scontra con il vento solare (in arancio). Crediti: Nasa / Goddard Space Flight Center

Anche se non ce ne accorgiamo, la Terra è come una grossa astronave che viaggia a velocità supersonica solcando le correnti di plasma emanate dal Sole, ovvero il vento di particelle cariche che la nostra stella lancia in continuazione nello spazio interstellare. continua ...

Parola al vento

Così come il soffio strappa al soffione il suo ciuffo di peli bianchi ma al tempo stesso ne sparge i semi agevolandone la diffusione, il vento del buco nero sottrae materia prima alle stelle (feedback negativo) ma la comprime anche al punto da agevolarne l’accensione (feedback positivo). Crediti: G. Cresci / Inaf

Fra i tanti maestosi fenomeni che ci offre l’universo, il cosiddetto Agn feedback (dove ‘Agn’ sta per active galactic nuclei) non è certo in cima alla lista dei più popolari: a differenza di big bang, buchi neri e stelle che si fondono, capaci di solleticare l’immaginazione di moltissimi di noi, l’Agn feedback non ha nemmeno – per ora – una voce tutta sua su Wikipedia. Ma è esattamente da vent’anni che catalizza l’attenzione degli astrofisici. Nulla di cui stupirsi: quanti di noi, esperti di sistemi a retroazione esclusi, entrando in una casa rimarrebbero affascinati dal termostato? Eppure, se non l’oggetto in sé, il concetto di termostato di fascino a ben pensarci ne ha eccome: è lì, in quella minuscola scatoletta, che la casa e la caldaia s’incontrano, comunicano, s’influenzano l’un l’altra – scaldami e ti spengo, raffreddati e mi riaccendo. Feedback. Feedback negativo, in questo caso. La zigzagante via verso l’equilibrio. continua ...

Il vento fa il suo giro, ma sbagliato

Immagine di fantasia dell’esopianeta CoRoT-2b vicino alla sua stella. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/T. Pyle (IPAC)

CoRoT-2b è un pianeta gigante gassoso, la cui massa è circa tre volte quella del nostro Giove, che orbita così vicino alla sua stella da risultarne “fritto”, evaporando progressivamente sotto l’intensa radiazione. Pianeti di questo genere, chiamati gioviani caldi, generalmente impiegano meno di tre giorni per compiere un giro completo attorno alla stella, presentandole sempre la stessa faccia. continua ...

Vento stellare a spirale sulla supergigante blu

Rappresentazione artistica della supergigante blu Zeta Puppis (detta anche Naos). Crediti: Tahina Ramiaramanantsoa

Si chiama Zeta Puppis (in arte Naos) la supergigante blu più luminosa della costellazione della Poppa, e sta intrigando i ricercatori per i particolari venti stellari spiraleggianti che la circondano. Secondo un recente studio apparso su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, queste strutture estreme e iperveloci sarebbero collegate alle macchie stellari presenti sulla superficie dell’oggetto tra i più luminosi della Via Lattea. continua ...