Tra quarzo e vetro, così si forma la coesite

Granello di circa 1 mm di coesite all’interno di una roccia metamorfica. Crediti: J.Smyth, Wikimedia

La silice, ovvero il biossido di silicio (SO2), è il costituente principale di molte rocce sedimentarie. In natura si trova comunemente nella sua fase cristallina stabile, in minerali come il quarzo e i suoi polimorfi, mentre ci imbattiamo quotidianamente nella sua fase disordinata metastabile, come componente principale del vetro.

La coesite è un polimorfo della silice che si forma solo a pressioni estremamente elevate, almeno 10mila volte più intense rispetto alla pressione atmosferica normale. L’interesse degli scienziati per la coesite è aumentato negli anni per le sue implicazioni geofisiche e geologiche. La sua presenza in un sito rappresenta, tra l’altro, uno straordinario indicatore di eventi catastrofici che hanno sviluppato enormi onde d’urto, come l’impatto di metoriti o comete, o esplosioni nucleari. continua ...