Viaggio alle origini del vento solare

Eugene Parker nel 2017. Crediti: Jean Lachat / UChicago

L’anno scorso Eugene Parker, novantenne professore emerito all’Università di Chicago,  ha ricevuto una telefonata da Thomas Zurbuchen, direttore delle missioni scientifiche della Nasa, che gli comunicava che l’Agenzia voleva cambiare il nome della sonda Solar Probe Plus per dedicarla a lui. Superato un momento di comprensibile stupore, Parker ha acconsentito e la sonda è diventata il Parker Solar Probe. Forse non pensava di fare la storia, ma è la prima volta che la Nasa dedica una missione ad uno scienziato vivente. continua ...

Parker Solar Probe è in viaggio

Eugene Parker (seduto) guarda il lancio della missione Parker Solar Probe, a Cape Canaveral. Dietro di lui, Nicky Fox, project scientist di Parker Solar Probe al Johns Hopkins Applied Physics Laboratory. Crediti: Nasa/Glenn Benson

Here we go, ci siamo! Alle 3:31 di domenica 12 agosto, ora locale, le parole di Eugen Parker risuonano chiare in mezzo al crepitio lontano dei razzi e alle grida di entusiasmo dei responsabili della missione Parker Solar Probe, mentre la fiammata potente della loro creatura rischiara la notte attorno allo Space Launch Complex-37 nella base aeronautica di Cape Canaveral, in Florida. continua ...

Un milione di nomi in viaggio verso il Sole

Rappresentazione artistica del Parker Solar Probe. Crediti: Jhu/Apl

Il lancio è previsto per il 31 luglio di quest’anno e la sonda Parker Solar Probe della Nasa promette già di raccontarci in 7 anni il Sole come nessun’altra missione prima. L’obiettivo è quello di “toccare il Sole” (questo il motto degli ingegneri che la stanno costruendo): la sonda studierà lo strato esterno dell’atmosfera solare (la corona) da una distanza di quasi 6 milioni di chilometri dalla fotosfera della nostra stella. La Parker Solar Probe ha già a bordo un dettaglio speciale: una piccola memory card con i nomi di tutti i partecipanti al concorso Vip Pass “Manda il nome sul Sole”. continua ...

Viaggio nel tempo a bordo della polvere di stelle

Immagine al microscopio elettronico di un granello di polvere (di un micron) estratto da un meteorite primitivo: gli esperti hanno trovato del carburo di silicio (in basso a destra). Questi grani di polvere si sono formati più di 4,6 miliardi di anni fa dai resti delle supernove di tipo II. Crediti: Nasa e Larry Nittler

Chi direbbe mai che da piccolissimi granelli di polvere stellare (della grandezza di un micron) si possa ricostruire parte della storia del nostro Universo! Ebbene, è possibile. E alcuni astronomi del Carnegie’s Department of Terrestrial Magnetism hanno cercato di spiegare, in uno studio pubblicato su Science Advances, come e quando si siano formati particolari grani di polvere ricchi di carbonio che vengono estratti da molte meteoriti. L’analisi dimostra che questi grani si sono formati dall’emissione di supernove almeno due anni dopo l’esplosione della stella: la polvere stellare viene sparsa nello spazio per essere incorporata – miliardi di anni dopo – in nuovi sistemi stellari, come è accaduto nel nostro Sistema solare. continua ...

Viaggio tra le antenne Ska

Antenne Lfaa del progetto Ska, Australia. Crediti: Jader Monari (Ira-Inaf)

È un eufemismo dire che progettare e costruire uno strumento scientifico di portata mondiale comporti delle sfide, perché il compito è davvero impegnativo per tutti i partecipanti. Terminare l’installazione delle antenne dell’Aperture Array Verification System (Aavs1) è uno degli obiettivi più importanti nel percorso verso la realizzazione di Ska1-low, la prima fase del progetto Square Kilometre Array nonché il braccio australiano del telescopio Ska che conterà (oltre alle altre) 130 mila antenne del consorzio Low Frequency Aperture Array (Lfaa) disegnate per “raccogliere” i segnali a bassa frequenza provenienti dal cosmo. Il team di ingegneri e scienziati che si occupa di questa fase cruciale ha recentemente completato con successo l’installazione di una stazione composta da 256 prototipi (simili ad alberi di Natale) presso il Murchison Radio-astronomy Observatory (Mro), situato nel deserto dell’Australia Occidentale. continua ...