Mai così vicino al Sole

Rappresentazione artistica del Parker Solar Probe della Nasa davanti al Sole. Crediti: Jhu Applied Physics Lab / Nasa

Immaginate di essere uno scienziato alla fine degli anni Cinquanta e di sognare l’ambizioso lancio di una sonda che arrivi vicino al Sole, quasi fino a “toccarlo”. All’epoca vi avrebbero presi per visionari, ed è così che per quasi sessant’anni il progetto è rimasto chiuso in un cassetto della Nasa in attesa che il progresso tecnologico facesse il suo corso. Negli ultimi decenni, però, le sonde spaziali sono arrivate ovunque nel Sistema solare, da Marte a Plutone, passando per comete e asteroidi. Nel frattempo anche il Sole è stato studiato in lungo e in largo da numerose sonde orbitanti attorno al nostro pianeta e da telescopi terrestri, ma mai da vicino – e per “vicino” si intende una distanza di poco più di 6 milioni di chilometri. La missione Parker Solar Probe dell’agenzia spaziale americana (dedicata a Eugene Parker – l’eliofisico che per primo teorizzò l’esistenza del vento solare nel 1958) ha questo obiettivo da guinness dei primati: “toccare” per la prima volta il Sole e studiarlo come nessun’altra sonda ha fatto prima. continua ...

Parker Solar Probe saluta il Sole da vicino

Rappresentazione artistica del Parker Solar Probe della Nasa davanti al Sole. Crediti: JHU APPLIED PHYSICS LAB / NASA

Il Parker Solar Probe arriverà a “toccare il Sole” e diciamo che l’obiettivo è vicino. La sonda della Nasa – lanciata lo scorso 11 agosto – ha raggiunto a velocità da record il suo primo perielio, il punto sulla sua orbita più vicino al Sole. Volando attraverso un materiale che raggiunge quasi due milioni di gradi, alle 4:28 di questa notte il veicolo spaziale è arrivato a 15 milioni di chilometri dalla superficie solare, raggiungendo una velocità massima (relativa al Sole) di oltre 340mila chilometri l’ora. continua ...

Hubble trova una galassia relitto vicino a casa

Gli astronomi hanno usato il telescopio spaziale Hubble per compiere una missione simile a quelle dell’archeologo Indiana Jones, scoprendo nel nostro cortile cosmico un antico relitto di galassia, costituito da stelle rimaste sostanzialmente immutate negli ultimi dieci miliardi di anni. Questa isola stellare ribelle fornisce nuove e preziose intuizioni sull’origine e l’evoluzione delle galassie di miliardi di anni fa. I risultati dello studio sono stati pubblicati recentemente sulla rivista scientifica Nature. continua ...

Il ritorno della cometa 96P vicino al Sole

La cometa 96P osservata da Soho. Giove passa da sinistra a destra dietro il disco centrale occulto – che blocca la luce del Sole e permette a Soho di vedere l’atmosfera solare, pianeti e comete. Crediti: ESA/NASA’s Goddard Space Flight Center/SOHO/NRL/Karl Battams/Joy Ng

Più o meno ogni 5 anni la cometa 96P/Machholz fa la sua apparizione nei pressi del Sole. Prima nel 1996, poi nel 2002, 2007 e 2012 e lo scorso ottobre è stata riavvistata da due osservatori solari: il Solar and Heliospheric Observatory (Soho) di Nasa ed Esa e il Solar and Terrestrial Relations Observatory (Stereo) di Nasa. Cosa c’è di speciale in questa nuova osservazione? È estremamente raro che le comete vengano viste simultaneamente da due diverse posizioni nello spazio, e queste realizzate da Nasa ed Esa sono le osservazioni parallele più complete della cometa 96P mai realizzate. continua ...