Sboccia alla vista una culla stellare

Crediti: ESO / M. Kornmesser

Lo strumento OmegaCam, installato sul telescopio Vst (Vlt Survey Telescope) dell’Eso, ha catturato una veduta scintillante del vivaio stellare noto come Sharpless 29. La regione di cielo mostrata è inclusa nel catalogo Sharpless di regioni di tipo HII: nubi interstellari di gas ionizzato, rigogliose di formazione stellare. Nota anche come Sh 2-29, Sharpless 29 si trova a circa 5500 anni luce da noi, nella costellazione del Sagittario, vicina alla più grande Nebulosa Laguna. Contiene molte meraviglie astronomiche, tra cui la regione di formazione stellare molto attiva NGC 6559, la nebulosa al centro dell’immagine. continua ...

Vista al Tng una super-Terra a 21 anni luce

Rappresentazione artistica di una super-Terra. Crediti: Eso/spaceengine.org

La famiglia degli esopianeti classificabili come super-Terre (pianeti rocciosi con massa tra 2 e 10 volte maggiore di quella della Terra), potenzialmente abitabili, si arricchisce di un nuovo membro.

La rivista Astronomy & Astrophysics ha recentemente pubblicato uno studio di Alejandro Suárez Mascareño (Instituto de Astrofísica de Canarias) riguardante l’identificazione di una nuova super-Terra (della quale già avevamo dato un’anticipazione su Media Inaf) orbitante attorno la stella GJ 625 (classe spettrale M) e distante appena 21.2 anni luce dal Sole. Il pianeta, con una massa di 2.8 masse terrestri, orbita con un periodo di 14.63 giorni a una distanza di 0.078 unità astronomiche (circa 12 milioni di km) dalla sua stella, ossia all’interno della fascia di abitabilità, la regione attorno una stella dove un pianeta può ospitare acqua allo stato liquido. continua ...

E.T. in poltrona con vista sulla Terra

Rappresentazione grafica delle regioni dalle quali possono essere osservati i transiti dei pianeti nel nostro Sistema solare. Ogni linea (cliccare per ingrandire) si riferisce a uno degli otto pianeti, e quella in azzurro è relativa alla Terra: un osservatore che si trovasse in quella regione di cielo potrebbe osservarci passare davanti al Sole. Crediti: 2Mass / A. Mellinger / R. Wells

La domanda più diretta non potrebbe essere: «Un osservatore alieno come vedrebbe il Sistema solare?». I ricercatori della Queen’s University di  Belfast e del Max Planck Institute (dipartimento Sistema solare) hanno cercato di andare oltre l’ipotesi, già avanzata lo scorso anno, che prevedeva la possibilità del ricorso da parte di civiltà aliene al sistema dei transiti – la rilevazione della diminuzione di luminosità della curva di luce di una stella quando un pianeta transita di fronte alla stella madre – per osservare noi e/o i pianeti che ruotano intorno al nostro Sole. continua ...