Titano, ultima cartolina da Cassini

Questo mosaico di immagini mostra il polo nord di Titano, da una distanza di circa 140mila chilometri, con una scala di circa 800 metri per pixel. Le immagini di questo mosaico sono state scattate con la telecamera ad angolo stretto Iss, utilizzando un filtro spettrale sensibile alle lunghezze d’onda della luce del vicino infrarosso centrata a 938 nanometri. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Space Science Institute

L’11 settembre 2017, mentre si preparava al Gran Finale nei cieli di Saturno avvenuto quattro giorni dopo, la sonda Cassini delle agenzie spaziali statunitense, europea e italiana ci ha spedito una cartolina della luna Titano, il più grande satellite del Signore degli anelli, nonché il secondo del Sistema solare (dopo la luna di Giove Ganimede).

Più grande del pianeta Mercurio, ma meno massiccio, Titano è l’unico satellite del nostro Sistema solare ad avere una densa atmosfera. Ma le immagini scattate da Cassini durante il suo passaggio, ad una distanza di circa 140mila chilometri, mostrano l’enigmatico paesaggio sottostante di laghi e mari del polo nord della luna, pieni di metano ed etano liquidi.

Le immagini sono state scattate con la fotocamera ad angolo stretto dello strumento Imaging science subsystem (Iss), utilizzando un filtro sensibile ad alcune lunghezze d’onda del vicino infrarosso. Il mosaico ottenuto mostra tre grandi mari e numerosi laghi, sparsi intorno ai tre mari e sul lato destro dell’immagine. Appena sopra al centro del mosaico si vede Punga Mare, i cui estremi distano tra loro 390 chilometri; appena sotto, la vasta zona scura è il Ligeia Mare, largo 500 chilometri, mentre la vasta area scura che occupa parte della sinistra dell’immagine è nota come Kraken Mare, il quale si estende per 1200 chilometri.

Questa immagine di Titano è tra le ultime scattate dalla sonda Cassini prima che si immergesse nell’atmosfera di Saturno. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Space Science Institute

«Titano è un luogo affascinante, che ci stuzzica davvero con alcuni dei suoi misteri», commenta Elizabeth Turtle del Johns Hopkins Applied Physics Lab e membro del team Cassini Iss, che ha catturato l’immagine. Uno di questi misteri riguarda come si sono formati i laghi di idrocarburi.

Un altro interrogativo è il meteo: con la sua densa atmosfera, Titano mostra un ciclo del metano molto simile al ciclo dell’acqua terrestre, con evaporazione, formazione di nubi, precipitazioni, deflusso superficiale nei fiumi e infine raccolta in laghi e mari. Durante l’estate dell’emisfero meridionale di Titano, la sonda Cassini ha osservato l’attività delle nuvole sul polo sud, apparsa molto diversa da quella successivamente riscontrata nelle osservazioni dell’emisfero settentrionale, fatte durante la primavera e l’estate del polo nord. Qui sono state rivelate solo alcune piccole nubi (nell’immagine sono i piccoli elementi luminosi appena sotto il centro del mosaico, alcuni su Ligeia Mare).

«Ci aspettavamo più simmetria tra l’estate del sud e del nord», spiega  Turtle. «In effetti, i modelli atmosferici predissero nubi estive sulle latitudini settentrionali diversi anni fa. Quindi il fatto che non fossero ancora apparse prima della fine della missione ci sta dicendo qualcosa di interessante sul ciclo del metano e sul meteo di Titano».

Fonte: Titano, ultima cartolina da Cassini